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Oggi qui, domani là: il palinsesto pomeridiano di Rai1 diventa precario con la crisi politica italiana

La crisi politica degli ultimi giorni porta instabilità non solo nel Paese, ma anche a Rai1 dove il palinsesto pomeridiano si fa sempre più “ballerino”…

La migliore sintesi possibile per quello che sta avvenendo da più di una settimana nel palinsesto pomeridiano di Rai1 la offre il testo di un cover realizzata nel 1967 da Patty Pravo, quando incise la versione italiana di Holy cow. In Qui e là infatti l’attuale giurata de Il Cantante Mascherato cantava “Oggi qui, domani là”, un mood, come si direbbe più di 50 anni dopo, che in queste ore sembra accompagnare almeno tre programmi di Rai1.

Da giorni la televisione sta seguendo la crisi di governo, che, dopo essere stata latente per alcuni giorni nonostante le dimissioni delle ministre di Italia Viva, si è aperta, dieci giorni fa, con le dimissioni rassegnate da Giuseppe Conte nella mani del Presidente della Repubblica lo scorso 26 gennaio.

A partire dal giorno dopo iniziano i cambiamenti che vedono coinvolte le trasmissioni pomeridiane della rete diretta da Stefano Coletta. Con l’inizio delle consultazioni del Presidente della Repubblica parte un appuntamento quotidiano con lo Speciale Tg1 condotto da Francesco Giorgino. Se il primo appuntamento vede saltare la messa in onda de La Vita in Diretta, come avverrà d’altra parte anche per i due giorni seguenti, l’indomani la partenza viene anticipata alle 16.30 al termine de Il paradiso delle signore, facendo saltare l’edizione del notiziario delle 16:45.

Venerdì scorso poi Oggi è un atro giorno è terminato alle 14:55 per cedere la linea in anticipo a Il paradiso delle signore. Il convulso martedì pomeriggio, che ha visto saltare il tavolo a cui erano sedute le forze parlamentari che costituivano l’ex maggioranza, è stato seguito da La Vita in Diretta, con Alberto Matano che ha più volte aperto una finestra con Fabrizio Ratiglia, collegato fuori da Montecitorio, dove si stava svolgendo il tavolo, guidato dal Presidente della Camera Roberto Fico, per discutere del programma di governo per rilanciare l’azione politica.

Da ieri, con l’inizio delle nuove consultazioni, questa volte guidate da Mario Draghi, Presidente del Consiglio incaricato, sono tornati i cambiamenti di palinsesto, con La Vita in Diretta partita alle 17:18, con circa quindici minuti di ritardo rispetto al solito, a causa dello Speciale Tg1, che aveva il compito di seguire le consultazioni. Se quindi nella giornata di ieri Il paradiso delle signore non è andato in onda, oggi invece va in onda in un orario del tutto inusuale, occupando, con ben due episodi, lo slot che normalmente vede Serena Bortone con Oggi è un altro giorno.

Se vi siete persi in questo labirinto di continui cambiamenti, non preoccupatevi, è la reazione più naturale possibile. Scelte concitate, che vengono spesso comunicate all’ultimo minuto anche ai diretti interessati, farebbero pensare a una rete non abituata a seguire l’attualità, soprattutto quando questa sfocia nei rivoli di una crisi politica. Eppure a condurre le due trasmissioni pomeridiane di infotainment, su Rai1, sono due giornalisti, che nella loro carriera hanno a lungo seguito le vicende politiche italiane.

Alberto Matano fino a neanche due anni fa era uno dei volti di punta del Tg1, anchorman dell’edizione delle 20:00, già caposervizio della redazione Interni, promosso nella primavera 2019 dall’attuale direttore Giuseppe Carboni come caporedattore. Serena Bortone fino allo scorso giugno ha condotto Agorà, trasmissione di cui era al timone della versione “invernale” da ben due edizioni, dopo aver condotto per ben cinque estati la versione vacanziera.

Il direttore Coletta, presentando lo scorso settembre alla stampa il daytime di Rai1 formato da ben cinque giornalisti, si era detto “proud” di questa scelta perché “la rete ammiraglia deve essere espressione del servizio pubblico sul codice informativo. Parole pienamente condivisibili, però un dubbio ora sorge: quando si apre una crisi di governo, perché non la raccontano i giornalisti di Rai 1 invece che gli altrettanto bravi giornalisti del Tg1?

Anche guardando oltre gli steccati di viale Mazzini il modello non sembrerebbe somigliare a quello proposto da Rai1: ad esempio a La7, dove pure Enrico Mentana con il suo Tg La7 ha consolidato un’esperienza di Maratone, non si vede un palinsesto stravolto per seguire i fatti di questi giorni, ma un inserimento di speciali nelle fasce in cui l’informazione verrebbe meno.

Erano davvero necessari tutti questi cambiamenti su Rai1, quando si è invece costruita un’offerta pomeridiana con una spiccata vocazione giornalistica? L’interrogativo resta aperto.

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