Oggi è un altro giorno, Serena Bortone chiude commossa: “Quando abbiamo cominciato in pochi credevano in questo programma”

“Abbiamo imparato che nella vita si possono e si devono prendere dei rischi”. Serena Bortone in lacrime per la chiusura della 2a stagione.

Ultimo giorno di scuola anche a Oggi è un altro giorno, il programma di Serena Bortone chiude i battenti della seconda stagione e si ricarica in vista della terza da settembre. La puntata di oggi, 3 giugno 2022 con Cristiano Malgioglio e Romina Power seduti a raccontare retroscena ed aneddoti imprevedibili capitati nel corso della loro carriera è stata la ciliegia sulla torta. Siamo davanti ad un programma iniziato due anni fa in un modo e proseguito con un altro mood: serioso e abbottonato quel 7 settembre 2020, pop e imprevedibile oggi.

Rivitalizzata la fascia del daytime pomeridiano di Rai 1 (certo, nulla a che fare con i risultati della dirimpettaia Maria de Filippi su Canale 5), Serena Bortone porta a conclusione questa stagione e in conclusione visibilmente commossa dice con voce rotta:

Quando abbiamo cominciato due anni fa in pochi credevano in questo programma. Ma ci credeve il direttore di Rai 1. E lo ringrazio. Ringrazio il direttore Stefano Coletta per aver scelto me per questa fascia. E ringrazio le persone che hanno scelto di intraprendere con me questo viaggio umano e professionale, quando ancora ero poco più di una incognita. Insieme abbiamo imparato che nella vita si possono e si devono prendere dei rischi quando i valori che senti di condividere e credi nell’onestà del tuo lavoro. Prendiamo il largo, voliamo alto. Abbiate fiducia in voi stessi e negli altri.

La conduttrice poi ha iniziato il lungo elenco del gruppo di lavoro che ha partecipato alla realizzazione di Oggi è un altro giorno, dalla produzione, gli autori, alla redazione fino ai tecnici, i cameraman, gli affetti stabili “che sono diventati affetti sul serio“, lo studio 3 di Via Teulada: “che mi ha supportata e sopportata” prosegue la Bortone:

Ringrazio i quasi 1000 ospiti che abbiamo accolto qui senza mai giudicare, ci siamo tanto divertiti ma soprattutto abbiamo cercato di illuminare l’Italia del valore, dell’inclusione, della fragilità, della cultura, del sano confronto politico. Di allargare lo sguardo su un mondo in preda ad una guerra spietata che ci fa comprendere con più forza il valore della nostra libertà. Di illuminare un’Italia in cui tutti hanno il diritto di essere se stessi, di esprimere la propria autenticità.

Sulle note del capolavoro “Somebody to love” dei Queen, Serena conclude: “Vi auguro di trovare il vostro posto nel mondo che non è mai solitario, perché la vera libertà è sempre condivisa e solidale. Buon vento, ci vediamo a settembre“.