Nudi per la Vita: serietà e leggerezza, allo stesso tempo, su una tematica importante

Nudi per la Vita tratta il tema della prevenzione con leggerezza, senza superficialità e, soprattutto, senza ampollosità.

Nudi per la Vita, tralasciando per un attimo l’importante messaggio che il programma intende veicolare, è un docu-reality che segue una traccia ben precisa. Ogni paragrafo della suddetta traccia appare ben sviluppato, riprova di un programma ben scritto, che non annoia il telespettatore nel corso del cammino che porta ai cinque minuti finali della performance, il fulcro, sostanzialmente, del programma.

Lunedì 12 e martedì 13 settembre, su Rai 2, è andata in onda la puntata (divisa in due parti) dedicata alla performance di spogliarello maschile, con Memo Remigi, Francesco Paolantoni, Gabriele Cirilli, Gianluca Gazzoli, Gilles Rocca e Antonio Catalani protagonisti.

Il programma gioca su un parallelismo ben preciso: il coraggio di apparire nudi davanti ad un pubblico di 400 persone, paragonato, in un certo senso, al coraggio di effettuare una visita di controllo per prevenire il tumore allo prostata o il tumore al seno (nella puntata dedicata alle donne).

Sensibilizzare il pubblico sulla prevenzione, quindi, è la missione di questo programma.

Nudi per la Vita, indirettamente, lancia anche altri messaggi, ugualmente importanti: la capacità di convivere con il proprio corpo, il sapersi accettare, al di là dell’età, della prestanza fisica e della timidezza.

Durante il percorso delle prove guidate dal coreografo Marcello Sacchetta, la mission del programma viene ricordata soprattutto dalla voce fuori campo: un’ottima scelta che non ha appesantito il programma.

È difficile soffermarsi sul rischio retorica o sul rischio enfasi, quando si parla di tumori o malattie gravi: si rischia di apparire insensibili. Allo stesso tempo, nell’auspicare maggiore leggerezza si corre un ulteriore rischio ossia quello di apparire superficiali, considerato il tema importante.

Nudi per la Vita ha avuto soprattutto questo merito, quello di aver trovato un equilibrio nel trattare tematiche serie, senza ampollosità, senza un’emotività ridondante. Anche la testimonianza diretta di un uomo che ha scoperto di avere un tumore maligno grazie alla prevenzione è arrivata dritta al punto proprio grazie alla mancanza di ornamenti stilistici che sarebbero stati anche inopportuni.

Tutto, quindi, si è rivelato gradevole, dal servizio fotografico nudi al flash mob al supermercato, dalle lezioni di provocazione di una performer di burlesque ai cazziatoni di Marcello Sacchetta che, nel finale, hanno messo in crisi Paolantoni.

Fino al colpo di scena finale: nudo integrale frontale (che, ovviamente, non si è visto in tv) e pubblico divertito e, in parte, anche scioccato.

Nudi per la Vita è riuscito a rendere accessibile un tema che, non per tutti, è semplice da affrontare.