No Man’s Land, su StarzPlay la serie che ci porta dentro la guerra civile siriana con gli occhi dell’Occidente

Arrivata su StarzPlay No Man’s Land serie tv che porta una spy story all’interno della guerra civile siriana. Il primo episodio non è nel channel Amazon

Viviamo in un’epoca in cui abbiamo nelle nostre mani il potere di sapere tutto, di seguire chiunque, di ricevere informazioni di ogni tipo. Eppure ci sono ancora tante cose che ignoriamo o che vogliamo ignorare. Nonostante il periodo complicato in cui siamo immersi, dobbiamo ritenerci fortunati nel complesso delle nostre vite di occidentali, cresciuti in un contesto che ci permette di occuparci anche del superfluo. Nella terra di nessuno, nella No Man’s Land ogni giorno è una conquista.

No Man’s Land è il titolo della serie tv che ha debuttato in Italia e in altri paesi europei su StarzPlay domenica 22 novembre con il rilascio del primo episodio e i successi in arrivo a cadenza settimanale (negli Stati Uniti è stata interamente distribuita a Hulu con i suoi 8 episodi). Un piccolo giallo ha accompagnato il rilascio di No Man’s Land in Italia. Infatti StarzPlay è disponibile nel nostro paese sia come app autonoma che come Channel via Apple Tv, Rakuten e da qualche settimana Amazon. Purtroppo però l’episodio non è disponibile nel Channel di StarzPlay su Amazon e al momento siamo in attesa di una risposta ufficiale da parte della piattaforma. Un piccolo disagio che non può far felice gli utenti che hanno scelto di abbonarsi attraverso questo canale.

Vestivamo all’Occidentale

La serie ci porta dentro il conflitto siriano, in una parte del mondo spesso ignorata ma in cui migliaia di persone non hanno una vita, non hanno una casa, non hanno la certezza di svegliarsi ogni mattina. A guidarci in questo viaggio che colpisce nel vivo la nostra indifferenza, Maria Feldman già dietro Fauda e False Flag, con Eitan Mansuri già produttore di When Eagles Fly, e la sceneggiatura di Amit Cohen (Fauda) e Ron Leshmen (Euphoria).

La scelta operata con No Man’s Land è chiara fin da subito, provare a raccontare con gli occhi occidentali, parlando agli occidentali un conflitto che si protrae da diversi anni e che altrimenti rischiamo di dimenticare. Il protagonista è quindi Antoine (Felix Moati) un’ingegnere francese che ha una vita serena e tranquilla a Parigi, tormentato dalla morte della sorella Anna, scomparsa mentre lavorava in Egitto due anni prima. Quando però al telegiornale nel corso di un servizio dedicato al conflitto siriano, vede una donna compiere dei movimenti che ricordano quelli di Anna (Melanie Thierry), il senso di colpa e la disperazione lo travolgono e decide di attivarsi per capire se effettivamente quella vista possa essere la sorella.

Come il classico occidentale un po’ naive, Antoine ha una missione e pensa che i soldi e il suo passaporto possano risolvere ogni problema, parte senza preoccuparsi dei rischi e nel giro di poche ore si ritrova nelle mani prima dell’ISIS, poi delle combattenti curde dell’YPJ, principali nemiche dell’ISIS perchè per i mussulmani morire per mano di una donna vuol dire non raggiungere il paradiso e non ottenere le “agognate 72 vergini”.

No Man’s Land racconta attraverso una spy story condita di elementi familiari, di amore fraterno, il caotico scenario di guerra siriano in cui basta passeggiare per lasciare la Turchia e ritrovarsi in Siria stando all’interno di un campo profughi, rendendolo elemento della narrazione seriale. Lo sguardo è tutto occidentale, oltre ad Antoine e alla sorella Anna, nelle combattenti curde dell’YPJ incontriamo Sarya Dogan (Souhelia Yacoub) figlia di immigrati curdi, cresciuta a Parigi e tornata poi nella sua patria d’origine dopo la morte della madre, nelle file dell’ISIS c’è Nasser (James Krishan Floyd) britannico di origini egiziane che dopo aver combattuto in Afghanistan torna nel Regno Unito dove trova due suoi amici che hanno abbracciato le tesi dello stato Islamico e insieme partono per la Siria. Sopra a tutti c’è James Purefoy nei panni di un misterioso faccendiere, il classico personaggio che esercita la sua influenza sulle parti in gioco, operando per organizzazioni misteriosi e portando avanti gli “interessi occidentali”, qualsiasi cosa questo debba significare.

No Man’s Land cattura lo spettatore con un racconto che devasta emotivamente pensando a quei territori martoriati da guerre e rivalità, al tempo spesso però la struttura narrativa risulta fin troppo radicata a elementi ben definiti, tra colpi di scena, svolte e nemici fin troppo chiari da riconoscere. Un buon prodotto per chi non cerca solo il facile intrattenimento ma ama anche scoprire il mondo che lo circonda.

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