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Mondiali Qatar 2022 senza Italia? Adesso il rischio beffa per la Rai si fa più concreto

Mondiali Qatar 2022, i diritti tv furono acquistati mesi fa dalla Rai. Se l’Italia non si qualificherà, sarà una beffa per la tv pubblica

Quando la Fifa ad aprile scorso annunciò di aver venduto i diritti tv per trasmettere in diretta tutte le 64 partite dei Mondiali di Qatar 2022 alla Rai (almeno 28 su Rai1 inclusa la gara di apertura, la finale ed entrambe le semifinali), l’allora presidente della tv pubblica Marcello Foa esultò parlando di “grande successo“, l’amministratore delegato Fabrizio Salini si disse “molto felice di aver riportato i Mondiali di calcio in Rai“.

Dichiarazioni ineccepibili che oggi, a distanza di qualche mese, rischiano di suonare beffarde, come ha fatto notare, non senza malizia, su Twitter Paolo Calvani, direttore generale comunicazione e immagine Mediaset (che nel 2018 approfittò dell’assenza dell’Italia alla competizione e acquisì i diritti tv dei Mondiali in Russia).

Dopo il brutto pareggio di ieri sera contro l’Irlanda del Nord (visto su Rai1 da quasi 11 milioni di spettatori per uno share superiore al 40%), infatti, l’Italia campione d’Europa allenata da Roberto Mancini rischia di non qualificarsi a Qatar 2022. Per evitare di saltare il secondo Mondiale consecutivo gli azzurri dovranno vincere i due spareggi in programma (con diretta su Rai1) a marzo prossimo (tra due venerdì saranno sorteggiate le avversarie).

Dunque, la Rai ha un motivo in più per tifare la Nazionale e sperare che la qualificazione si concretizzi, per non mettere a rischio l’investimento fatto nei mesi scorsi (si era parlato di 190 milioni di euro). Anche se resta sempre valida l’ipotesi della sub-cessione ad altri broadcast (l’ipotesi da tempo in campo riguarda un accordo con Amazon che da questa stagione propone su Prime Video la migliore partita di Champions League del mercoledì).

Va notato che i Mondiali di Qatar 2022 sembrano essere molto accattivanti per le tv, visto che si disputeranno per la prima volta nella storia in autunno, in un periodo, cioè, tradizionalmente più stimolante per gli inserzionisti pubblicitari e nel pieno della stagione televisiva.