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Maratona Mentana e la sfida in diretta alla piazza di Trieste

Mentana e l’inviato Carmelo Schininà hanno gestito così le proteste della piazza di Trieste, ieri durante la maratona post elezioni

Enrico Mentana sfida la piazza. Si potrebbe intitolare più o meno così il nuovo format andato in onda ieri sera su La7 all’interno della maratona di commento ai risultati elettorali.

Tutto è accaduto in occasione del collegamento con Trieste, con l’inviato Carmelo Schininà in piazza Unità, circondato da alcuni manifestanti che hanno intonato cori contro Mario Draghi (mandato a quel paese, diciamo così) e contro i giornalisti (“venduti“, “vergognatevi“). In un secondo momento, inoltre, alcune persone hanno bruciato un cartello con il nome del Presidente del Consiglio. Il tutto in favore di telecamera.

Da studio Mentana ha gestito la situazione con freddezza ed esperienza: ha invitato l’operatore ad inquadrare i manifestanti, definendoli poco dopo, con evidente ricorso all’ironia, “gruppo di accademici della Crusca”. Quindi ha sottolineato quanto i presenti in piazza stessero facendo “cinema“, attivandosi solo al momento della messa in onda del collegamento (“accendi la luce che ritornano, sono come sul set“). A tal punto che, quando la regia è tornata in studio, ha lanciato una sorta di sfida, chiedendo di verificare se le proteste sarebbero continuate anche a telecamere spente (e invece gli animi si sono, prevedibilmente, calmati).

Pochi minuti dopo, il direttore del TgLa7 è tornato a collegarsi con Schininà – nel frattempo rimasto lucido nonostante il caos capitatogli intorno – ma ha interrotto tutto quando il suo inviato ha raccontato il tentativo di alcuni manifestanti di strattonare il cameraman: “Urlano verità, perché sostengono che noi diciamo menzogne su tutto (…) Cercano anche lo scontro fisico“.