MasterChef Italia 11, Tracy: “È stato un viaggio interiore pazzesco. Ora posso dirlo: ‘I’m stronger!'”

Tracy racconta il suo MasterChef Italia 11, edizione vinta per abilità e con determinazione e che le ha fatto capire chi sia davvero.

Tracy ha vinto MasterChef Italia 11 e nonostante siano passati mesi dal giorno della proclamazione – in genere le registrazioni terminano con luglio – l’emozione è ancora calda. Lo avvertiamo incontrandola virtualmente all’indomani della messa in onda della finale, che sembra essere stato il vero momento del bilancio per tutti i finalisti. Come se rivedersi in tv desse valore di verità a quanto direttamente vissuto e restuisse finmo in fondo il senso di quanto successo nelle cucine di MasterChef. Lo abbiamo visto nella chiacchierata con i finalisti, lo si avverte anche sentendo Tracy rispondere alle domande dei giornalisti.

Ventinove anni, Tracy Eboigbodin ha lasciato la Nigeria (“Conducevamo una vita del tutto normale…“) e si è trasferita nel veronese a 14 anni con madre e fratello – un altro è nato qui in Italia -, ha frequentato il liceo da noi (“Accolta benissimo, non ho nessun episodio di razzismo da raccontare” sorride) e ha dato sfogo alla sua curiosità per il mondo anche attraverso la cucina.

“Passione e voglia di sperimentare mi hanno spinto a provare sempre cose nuove”

racconta ricordando come a cena con gli amici e anche lavorando in sala abbia approfittato di ogni occasione utile per chiedere come fossero preparati i vari piatti, con quali ingredienti. Da qui nasce la sua cucina, fondata su quell’abbraccio tra due culture che l’hanno arricchita e che l’hanno caratterizzata in tutto il suo percorso nella MasterClass con quel gusto fusion che è riuscito a non ‘indebolire’ i due gusti, ma ad esaltarli, come hanno spesso notato giudici e chef ospiti nel corso del programma.

“Per me il cibo è diventato qualcosa di spirituale: non mangio per nutrire il corpo ma per nutrire l’anima. Chi entra a casa mia fa parte della mia famiglia: deve stare bene…”

MasterChef Italia Tracy libro

e questa sua filosofia l’ha trasferita in “Soul Kitchen – Le mie ricette per nutrire l’anima”, il suo primo libro di ricette, edito da Baldini+Castoldi, in uscita il 15 marzo.  È uno dei premi ottenuti con la vittoria, insieme ai 100.000 euro in palio e a un corso di cucina presso la scuola di alta formazione ALMA che ancora non ha iniziato e che non vede l’ora di frequentare (“Non vedo l’ora di imparare ancora cose nuove, vorrei iniziare il prima possibile, ancora sull’onda dell’esperienza di MasterChef“), ma per adesso non c’è ancora una data di inizio.

Lo sguardo è rivolto al futuro, ovviamente, ma la vittoria è legata al suo percorso di vita, di cui i mesi a MasterChef Italia sono stati una parte: non siamo di fronte a quei turning point che hanno caratterizzato le esperienze di Carmine e di Christian, ma siamo nella storia di una trasformazione interiore, di una presa di coscienza iniziata da lontano, che però sopiva nel timore di non essere abbastanza. Non a caso la prima telefonata dopo la vittoria è stata all’amica che l’aveva iscritta ai casting, “perché io da sola non l’avrei mai fatto“. E invece qualcuno ha creduto in lei più di se stessa: un mantra che le hanno ripetuto più volte anche i giudici, indicando in lei il suo peggior nemico.

Ma piatto dopo piatto, complimento dopo complimento, vittoria dopo vittoria, la sua percezione di sé è cambiata.

“MasterChef  Italia 11 è stato un viaggio interiore pazzesco! Mi ha insegnato tantissimo, non solo sul piano professionale, ma soprattutto a livello umano, facendomi prendere più consapevolezza di me e di quello che sono. Anche la mia diffidenza verso gli altri si è smussata: ho imparato a farmi conoscere e ho conosciuto tante persone magnifiche, che mi hanno arricchito”.

Tra queste sicuramente Giulia e Tina che definisce “amiche, persone su cui posso contare, di cui mi fido” con Dalia ed Elena, tutte in balconata per tifare per lei in finale:

“Mi sono preparata tanto: sapevo di avere avversari agguerriti in finale. Ma lì mi sono divertita un sacco. Ero felice di essere in finale e di fare il mio menu: mi sono goduta ogni minuto. Sapevo che il dolce sarebbe stato il mio punto debole, lo è sempre stato tanto che se devo indicare un ingrediente killer per me non può che essere lo zucchero, e alla fine nel menu non gli ho dato molta importanza, perché sapevo che altrimenti mi avrebbe preso troppo tempo. Ma fino al secondo sono stata sicura di quello che avevo fatto ed ero felice di aver fatto tutto quello che volevo e nei tempi giusti. In più sapevo di avere tante delle amiche che facevano il tifo per me e io ho cucinato anche per loro”.

Non è certo un caso quindi che abbia scelto “L’Abbraccio” come nome del suo menu degustazione per la finale di MasterChef Italia 11, da una parte per celebrare il connubio tra le sue due culture e dall’altro per ringraziare dei tanti abbracci che ha avuto dalle persone che ha conosciuto nel programma “più di quanti ne abbia ricevuti in tutta la mia vita“, come ha raccontato nella finale, complice l’abitudine di famiglia di non essere particolarmente espansivi, ma di certo uniti, come ha dimostrato la gioia esplosa al momento della sua vittoria.

Una vittoria di cui non era certo convinta, ma che non ha mai escluso del tutto. Mentre da casa si aveva ormai la sensazione che il vincitore annunciato fosse Carmine – con un’avanzata sorprendente di Christian nelle ultime puntate -, Tracy non ha mai creduto che fosse ‘tutto scritto’:

“Carmine è un fuoriclasse – racconta –  è sempre stato tra i migliori e davo per scontato che arrivasse in finale. Ma per la vittoria no: ho imparato nella vita che non bisogna mai dare nulla per scontato. E ce lo ha dimostrato anche il programma: l’uscita di una concorrente come Dalia sul fritto lo dimostra. Sì, ho pensato che Carmine avrebbe potuto vincere, ma sapevo che avrebbe trovato di certo filo da torcere. E poi nel corso delle puntate ho apprezzato sempre di più Christian per quel tocco di genio fantastico che ha saputo esprimere. Se non avessi vinto io, mi avrebbe fatto piacere vincesse lui”.

Se vogliamo, forse il percorso di Tracy a MasterChef Italia 11 è stato il più costante, quello con meno ‘exploit’ probabilmente, ma che ha sempre saputo conquistare i giudici e gli chef, anche se non sempre l’ha portata alla vittoria delle singole prove. Del resto anche il suo rapporto con la cucina viene da lontano, dalla sua infanzia. E non tanto guidata dalla passione, quanto dalla necessità, dalle abitudini sociali – peraltro non diverse da quelle italiane fino a qualche decennio fa:

“Cucino da quando sono piccolissima: in Nigeria ai bambini si insegna a preparare da mangiare e si dà loro da subito la responsabilità di occuparsi di sé e dei più piccoli, quella capacità di arrangiarsi perché gli adulti lavorano”.

La curiosità ha fatto il resto, insieme a quella passione che l’ha portata a trovare una propria strada nella vita. E a chi le chiede se tra giudici e ospiti abbia trovato quella figura di riferimento che magari nella vita le è mancata, lei risponde senza esitazioni, che sì, c’è stata:

“La dottoressa Anissa Helou! Vedere questa donna schietta, forte, che conosce il mondo delle spezie è stata una fonte di ispirazione fortissima. In fondo è un po’ quello che vorrei essere, ambasciatrice di culture nel mondo. E poi chef Enrico Crippa mi ha conquistata: trasudava passione e amore. È stato bellissimo”.

MasterChef Italia 11

Chi ha seguito la finale non può non domandarsi cosa le sia successo in questi mesi e come abbia fatto a mantenere il segreto. Il sorriso si allarga:

“Ho studiato, ho continuato a fare ricette e mi sono dedicata al libro. Mantenere il segreto non è stato difficile, anzi mi sono divertita molto a farlo: è stato più complicato per il mio compagno (ride). A dire il vero, la curiosità iniziale è scemata via via che si andava avanti con la messa in onda delle puntate di MasterChef Talia 11. Pensavo, però, di aver metabolizzato la vittoria in questi mesi e invece non è stato così: vedendo la finale ho provato le stesse identiche emozioni di quel giorno, così come seguendo le varie puntate. Rivedendomi dall’esterno ho capito qualcosa in più di me: mi sono scoperta orgogliosa di quello che stavo facendo, di come sono cresciuta”.

Un passato difficile e ricco, un futuro da scrivere:

“Non so cosa mi riserva il futuro, ma non vedo l’ora di viverlo: sono pronta a affrontare ogni sfida, a mettermi in gioco, sempre con grinta e con impegno. Non ho ricevuto richieste di collaborazione dai giudici o dagli chef ospiti, ma del resto voglio studiare e non vedo l’ora di iniziare a seguire il corso all’ALMA. Devo dire che mi piacerebbe intanto fare esperienza, magari come chef a domicilio, portando la mia cucina nelle case degli altri: è un tipo di esperienza più vicina alla mia visione, meno formale di quanto possa essere un locale. Ma vedremo”.

Intanto al netto dei premi e del titolo vinto, l’obiettivo più importante è nella nuova consapevolezza di sé, nel riconoscimento delle proprie qualità:

“C’è una canzone che mi piace molto ed è ‘I’m stronger’ di Mary J. Blidge perché ho sempre pensato che mi rappresenti dal momento che parla di difficoltà da affrontare, di rivincita, di ricerca della propria forza interiore. Ecco, dopo la finale posso dirlo: I’m stronger!”.

Complimenti e speriamo di ritrovarla presto in cucina e in tv.

 

 

 

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MasterChef è un talent culinario nato nel 1990 sulla BBC, ma esploso su scala mondiale dopo il restyling del 2005.

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