Loki, la terza serie Marvel su Disney+ stupisce grazie alla solida coppia Hiddleston – Wilson

Tom Hiddleston e Owen Wilson sono i protagonisti della serie tv Marvel in streaming su Disney+ da oggi 9 giugno

Loki è la terza serie tv Marvel realizzata per Disney+ e in arrivo da oggi, mercoledì 9 giugno, sulla piattaforma di streaming con il consueto rilascio settimanale degli episodi una formula dal sapore “antico” ma che sta sempre più tornando di moda per dare respiro nell’affollato mondo seriale di oggi.

Quando in casa Disney hanno deciso di sfidare apertamente Netflix con una piattaforma di streaming indipendente potendo contare su un bacino sterminato di serie tv e film, i dirigenti della mega-azienda hanno pensato fossero necessari anche un buon numero di titoli originali per rendere più appetibile per il pubblico la piattaforma chiamata Disney+. E a oltre un anno dalla nascita, con oltre 100 milioni di abbonati nel mondo e serie tv originali Marvel, Pixar, Star Wars e Disney l’esperimento si può dire perfettamente riuscito.

La sfida Marvel era forse la più complessa. Pur contando su un forte bacino di fan visto i successi internazionali dei film, la decisione di abbandonare uno sviluppo seriale autonomo per creare dei progetti fortemente collegati ai film, presentava diversi rischi. Superati grazie alla capacità di trovare strade autonome per il prodotto seriale, convincendo gli attori cinematografici a partecipare alla sfida. Quest’ultima serie ne rappresenta la sintesi ideale, almeno stando ai primi due episodi che abbiamo avuto modo di vedere.

Un salto nel tempo per Loki

Pur con la premessa che è impossibile giudicare in modo definito un prodotto pensato con un numero preciso e limitato (6) di episodi, questa serie sembra esser riuscita a trovare l’equilibrio perfetto fra fanbase Marvel e autonomia seriale. Il primo episodio, rilasciato oggi 9 giugno, è fortemente introduttivo, viene richiesto agli spettatori uno sforzo necessario per creare lo scenario in cui inserire la serie. Si riprende la scena di Avengers: Endgame in cui il fratello di Thor riesce a scappare dagli Avengers e sparisce con il Tesseract. Loki, anzi meglio, un sua versione creata da questa variazione della linea temporale, finisce nelle mani della TVA, Time Variant Authority, un ente burocratico che controlla la linea temporale.

Insieme a uno spaesato dio dell’Inganno, splendidamente incarnato da Tom Hiddleston, ci ritroviamo immersi in uno scenario da ufficio pubblico di una qualsiasi epoca e qualsiasi pianeta e la sua costruzione risente molto della provenienza dal mondo delle comedy di Michael Waldron, autore di Rick & Morty e di Community. La burocrazia del TVA sembra arrivare direttamente dagli anni ’70, così come lo stile dell’animazione introduttiva che serve a spiegare il contesto in cui ci troviamo.

La serie tv è così adatta sia allo spettatore distratto del mondo Marvel, che ha bisogno di una guida per seguire le svolte dei vari film, sia al fan più attento visto che sostanzialmente sarà la base di Doctor Strange and the Multiverse of Mandess scritto proprio dallo stesso Waldron.

Hiddleston – Wilson la coppia d’oro di Loki

La capacità di Tom Hiddleston di incarnare un personaggio, mistificatore affascinante, pronto a sedurre e tradire nel giro della stessa frase, trova la sua spalla ideale nell’agente interpretato da Owen Wilson. Il suo Mobius è una sorta di funzionario di medio livello che decide di usare il prigioniero per aiutarlo a risolvere un’altra anomalia della linea temporale, sfidando le resistenze delle sue colleghe.

Brillante controllore delle anomalie, Mobius incarna da un lato i dubbi e le resistenze di chi è chiamato per lo più a obbedire a ordini di altri e dall’altro la voglia di emergere di fare carriera tipica di chi lavora in un ufficio e sa di dover superare la concorrenza degli altri. La seconda puntata ci mostra tutto il potenziale non solo della coppia ma anche della serie stessa e promette di regalarci un inizio d’estate davvero piacevole in compagnia di questa nuova serie Marvel in streaming su Disney+.

La serie funziona perchè riesce a trovare il punto d’equilibrio tra autonomia e dipendenza dall’Universo Cinematografico Marvel, con la forza di una scrittura efficace e dialoghi brillanti. Se WandaVision ha investito sull’effetto sorprendente ed emotivamente coinvolgente per i fan e Falcon and the Winter Soldier si era inserito su una tradizione cinematografica a tratti superata, questa serie trova una sua strada diversa che è, però, ancora tutta da percorrere.

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