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Blackout in diretta durante Live Non è la d’Urso (video)

Fuori programma durante la puntata di Live non è la d’Urso del 6 dicembre 2020. Studio al buio, Barbara d’Urso gestisce l’imprevisto.

Blackout in studio” e stavolta non si tratta di un effetto speciale dei Live sentiment, ma della realtà vera e pura. Attorno alle 21:40, durante la diretta di Live non è la d’Urso del 6 dicembre 2020, lo studio 11 del Centro di produzione Mediaset di Cologno Monzese è rimasto al buio per diversi minuti a causa di un reale mancanza di energia elettrica. La diretta è andata avanti tranquillamente presumibilmente grazie ai sistemi d’emergenza che sono subentrati immediatamente.

L’emissione della trasmissione è rimasta attiva, dunque l’audio, le grafiche e i collegamenti sono rimasti accesi. L’unico ‘danno’ è stato legato alle luci totalmente spente. Barbara d’Urso (davanti a Mario Giordano e Bruno Vespa, ospiti in studio) ha subito preso la palla al balzo gestendo l’imprevisto onestamente come meglio non poteva. Di rientro da un servizio-inchiesta sugli ‘sciacalli del covid’, la conduttrice ha mostrato lo studio così come lo vedeva lei: “Il servizio è stato talmente forte che qui a Milano c’è stato un blackout” e – come capita spesso – diventa pure regista del programma scegliendo le inquadrature migliori per render meglio a casa la situazione: “Sennò siamo pazzi”.

Massimo Fusi (regista di Live non è la d’Urso, ndr) per non restare con le mani in mano e non mostrare eternamente uno schermo quasi del tutto nero, lascia in bella vista il collegamento con il professor Massimo Galli, direttore del Reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. La d’Urso riprende la sindrome del regista e torna a chiedere di inquadrare lo studio: “Fai un’altra inquadratura dello studio Fusi?“. E per non farsi mancare nulla, chiaramente chiede informazioni in presa diretta su quello che sta accadendo in regia e fuori, il regista apre l’interfono con lo studio: “C’è un blackout corrente anche all’esterno, siamo coinvolti anche noi“.

Pochi secondi dopo la luce torna ad illuminare lo studio e per festeggiare uno scrosciante effetto d’applauso finto festeggia il lieto fine. Sui social (manco a dirlo) sono partite le ironie sulle cause del blackout, primo pensiero fra tutti: l’abuso delle luci per l’inquadratura giusta.

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