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La vera storia della Uno Bianca su Rai2

Una docuserie in due parti firmata Rai Documentari e Verve Media Company per raccontare (ancora) “la vera storia della Uno Bianca”.

Rai Documentari batte, tra le altre strade, quelle del doc crimee propone in prima serata su Ra2, lunedì 29 novembre, la docuserie in due parti La vera storia della Uno Bianca, una coproduzione Rai Documentari e Verve Media Company. La miniserie è il secondo appuntamento della serie #CrimeDoc firmata da Rai Documentari dopo Marta – Il delitto della Sapienza, andato in onda lo scorso 21 ottobre (e su cui ci sarebbe un bel po’ da dire): le due puntate di cui si compone sono trasmesse in una unica serata.

Si torna, dunque, a parlare di una delle storie di criminalità più sanguinose e incredibili degli ultimi decenni in Italia. Certo, sull’argomento sono stati realizzati più titoli – compresa una fiction con Kim Rossi Stuart, andata in onda nel 2001 su Canale 5 e un docufilm decisamente più recente andato in onda su History e incentrata sulla caccia fratricida della Polizia agli assassini della Uno Bianca -, ma la vicenda continua ad avere il suo fascino narrativo.

In questo caso la docuserie ripercorre le tappe fondamentali della sanguinosa attività di un gruppo di 5 poliziotti in servizio più il fratello di due di loro (Fabio Savi, fratello di Roberto e Alberto, vere anime della banda, cui si aggiungono i colleghi Luca Vallicelli, Marino Occhipinti e Pietro Gugliotta). Tra il 1987 al 1994 uccisero 24 persone e lasciarono per strada più di cento feriti nel corso delle loro azioni criminali, dalle rapine ai raid ‘punitivi’.

Inevitabilmente il racconto verte sulle indagini che portarono all’arresto della banda. I più attivi nelle ricerche furono due poliziotti della Questura di Rimini, Luciano Baglioni e Pietro Costanza, insieme al giudice Daniele Paci che costituì un pool ad hoc per le indagini. Tra le testimonianze raccolte quella di Eva Mikula, l’allora giovane compagna di Fabio Savi che torna a raccontare la sua versione anche con documenti inediti. Ci sono anche le testimonianze di alcuni sopravvissuti, come Luca Di Martino, o Ada Di Campi, poliziotta che per la prima volta racconta la sua esperienza da sopravvissuta a un agguato. C’è inoltre una lettera inedita di Fabio Savi, scritta dal carcere di Bollate e letta dal suo legale, che è stata inviata ai familiari delle vittime e di cui parlano Anna Maria Stefanini, madre di Otello, carabiniere ucciso nella strage al quartiere Pilastro di Bologna nel 1991, di Alessandra Moneta, sorella di Andrea Moneta anche lui trucidato la notte del Pilastro, e di Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione familiari delle vittime Uno Bianca.

La miniserie non vuole solo ripercorrere la vicenda criminale e l’indagine di polizia, ma intende anche dare voce a coloro che ritengono che la storia della Uno bianca non sia conclusa del tutto e che ci siano ancora risposte da dare. Che si tratti di affossamenti e omertà corporativa? Lo raccontano stasera su Rai 2.