La Sposa, passato e presente si fondono nella fiction Rai. La recensione

C’è tanta fiction generalista ne La Sposa, ma anche un tocco di serialità più moderna, grazie a due macrotemi rivolti al passato ma che parlano al presente

A vedere La Sposa sembra di tornare un po’ indietro nel tempo, a quelle fiction che Raiuno ed il suo pubblico tanto amavano, ambientate nell’Italia del passato e che indagavano dentro relazioni che sarebbero poi sfociate in amori. “Sembra”, però, perché se è vero che la miniserie (visibile anche su RaiPlay) abbia un’ispirazione che proviene proprio da quei prodotti, è altrettanto vero che La Sposa è anche frutto di consapevolezze più moderne.

La Sposa, recensione

Tornando indietro fino alla fine degli anni Sessanta, la fiction vuole certamente catturare quel pubblico più in là con gli anni, che quel periodo se lo ricorda più o meno vagamente. Ma per come è stato pensato, La Sposa rispetta in pieno le esigenze delle fiction generalista contemporanea.

Tramite la storia della giovane donna Maria (una Serena Rossi che con questo ruolo dimostra di essere pienamente uno dei nuovi volti su cui la Rai farà sempre più affidamento in futuro) ed il tema affrontato di petto dei matrimoni per procura, La Sposa porta in tv un affresco del passato che parla tanto, ahinoi, anche del presente. Un presente che, stando alle sempre troppe notizie di cronaca da cui siamo circondati, ha bisogno di ricordare quel passato e di rimediare per migliorare il futuro.

Perché le condizioni di vita degli italiani di oggi sono sicuramente differenti ed i matrimoni per procura sono qualcosa che le nuove generazioni fanno fortunatamente fatica ad immaginare, ma certe considerazioni, pregiudizi ed atteggiamenti sono purtroppo ancora tra di noi.

C’è un femminismo inconsapevole, nei gesti di Maria, che lotta per essere trattata con dignità, per essere rispettata e per poter lavorare al pari degli uomini; ma ce n’è anche uno consapevole, rappresentato dall’amica Carla (Claudia Marchiori), così come c’è una sorta di arrendevolezza ai soprusi ed ai trattamenti denigratori, a cui dà volto il personaggio di Nunzia (Antonella Prisco), l’amica trasferitasi in Veneto prima di Maria, anche lei per convolare a nozze con un uomo che non la rispetta.

Un macrotema che diventa ritratto di una condizione femminile, a cui si affianca l’altrettanto attuale tema dei pregiudizi verso il diverso: chi sta al Nord giudica chi proviene da Sud con una serie di luoghi comuni e stereotipi che ancora oggi -anche in alcuni film che sbancano al botteghino- sentiamo ripetere. La Sposa, sia chiaro, non fornisce soluzioni né dà lezioni, ma vuole portare in tv una storia che ci faccia confrontare con il passato neanche troppo lontano che appartiene alle nostre famiglie.

A fare da collante tra passato e presente è la resilienza della protagonista, una donna la cui voglia di vedere sempre il lato buono ed il cui spirito di sacrificio ci riporta ad una dimensione più generalista della fiction, in cui attendiamo il lieto fine, che sappiamo essere pronto a giungere con l’ultima puntata.