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Harry Potter – Il torneo delle case di Hogwarts: un game show kids di poche pretese all’insegna dell’inclusione

L’attrice premio Oscar Helen Mirren perfetta padrona di casa in un quiz molto elementare rivolto ai fan del maghetto.

Il programma ha chiaramente il sapore della strenna natalizia e non poteva essere altrimenti: Harry Potter – Il torneo delle case di Hogwarts (qui per i dettagli) è un game show incentrato sulle avventure del maghetto tratto dalla penna di J. K. Rowling in onda su Sky Uno dal 27 al 30 dicembre. A sfidarsi sono gruppi di concorrenti suddivisi come le squadre dell’istituto scolastico più famoso della letteratura per ragazzi: Grifondoro e Tassorosso.

La trasmissione è condotta dall’attrice premio Oscar Helen Mirren, molto a suo agio in un contesto con una scenografia che riproduce in maniera decisamente fedele la popolare scuola dei romanzi, anche se sembra lasciare molto poco all’improvvisazione. Si limita a chiedere ai concorrenti come abbiano fatto a conoscere il personaggio interpretato al cinema da Daniel Radcliffe e a commentare alcune dinamiche. Lo studio è affollatissimo di gente vestita a tema ma per cause di forza maggiore dotato di mascherine.

Il pretesto è fornito dal ventennale dell’uscita del primo episodio della saga nelle sale cinematografiche, ovvero Harry Potter e la pietra filosofale. I non lettori della saga rischiano di sentirsi tagliati fuori, ma il quiz non è così poi esclusivo: al gioco partecipano attivisti per i diritti dei neri, persone LGBTQ+ e non necessariamente lettori giovanissimi (in una delle due squadre è presente un signore di 76 anni). Non mancano momenti di tv del dolore, come quando una concorrente ricorda la scomparsa della madre. L’inclusione è rivendicata anche nella lettura delle domande, come quando si cita l’accoglienza in Grifondoro di una strega soggetta a metamorfosi.

Ogni quesito è accompagnato quasi sempre dalla visione di alcuni minuti dell’episodio, ma a volte può essere letto anche dalla presenza in rvm di uno degli attori della serie cinematografica. Le opzioni possibili sono quattro, con la grafica che ricorda vagamente quella di Chi vuol essere milionario?. Le manches del game show differiscono solo per il numero di punti in palio per le domande. Maggiore fantasia almeno da parte degli autori non avrebbe guastato.