Grande Fratello Vip, da reality autoreferenziale a tema di dibattito collettivo: gli effetti del caso Bellavia

Il Gf Vip torna ad essere tema di dibattito col caso Bellavia. Una centralità non frequentissima per un reality dedito all’autoreferenzialità

3,3 milioni, 25 per cento e passa di share. Il Grande Fratello Vip rompe il recinto dell’autoreferenzialità e torna clamorosamente ad essere tema di dibattito collettivo. Un balzo netto di un milione rispetto alla media tradizionale del reality, che certifica l’ingresso (e con alta probabilità la rapida uscita) di una fetta inedita di pubblico.

Un caso imprevisto e imprevedibile quello che ha visto protagonista Marco Bellavia, esploso tra le mani della produzione e capace di passare rapidamente di bocca in bocca. Impossibile chiudere un occhio, sconsigliabile l’indifferenza, come altre volte è accaduto, meglio piuttosto prendere il toro per le corna e passare al contrattacco con una puntata eccezionalmente monografica e monotematica.

In sette edizioni di versione ‘vip’, il Gf ha vissuto pochi scenari di questo tipo, caduti letteralmente dal cielo. Nessuna ricerca dell’incidente, semmai la raccolta dei cocci, non sempre cavalcata.

Nella primissima edizione del 2016 la ‘bomba’ esplose con la vicenda di Clemente Russo, colpevole di aver pronunciato frasi “ingiuriose, misogine e omofobe” durante una chiacchierata con Stefano Bettarini. Il pugile, in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, fu allontanato e ricevette l’ammonimento nientemeno che dell’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che chiese di valutare “la conformità allo statuto deontologico del Corpo e la compatibilità con le istanze di tutela dell’immagine dell’Amministrazione penitenziaria” dei comportamenti di Russo.

Nel gennaio 2020 i fari si accesero invece su Salvo Veneziano, già concorrente nella primissima stagione dello show e riapparso nella Casa di Cinecittà da guest-star. L’avventura durò pochissimo, con la squalifica in seguito ad espressioni in violazione “delle regole e dello spirito del programma”. L’accusa si legò a frasi sessiste rivolte all’influencer Elisa De Panicis.

Pochi mesi dopo, stavolta nell’edizione numero 5, fu la volta dell’Ares-Gate, scoppiato dopo le dichiarazioni della concorrente Adua Del Vesco (nel frattempo tornata Rosalinda Cannavò) con chiari riferimenti al produttore Alberto Tarallo. Accuse gravissime e diffida inviata a Mediaset che portarono ad un curiosissimo corto circuito: se al Grande Fratello Vip l’argomento venne sostanzialmente silenziato, il dibattito si spostò altrove, con lo stesso Tarallo che accettò un faccia a faccia esclusivo da Massimo Giletti a Non è l’Arena. Tradotto: tutti parlavano dei fatti del Gf, fatta eccezione del Gf.

Sarebbe riaccaduto nel febbraio 2021 con Alda D’Eusanio, cacciata in fretta e furia per aver esclamato frasi gravi sul marito di Laura Pausini. La cantante reagì prontamente annunciando denunce e sia Mediaset che Endemol si dissociarono con prontezza. La trasmissione, tuttavia, non accennò mai alla questione, con la D’Eusanio che sparì dai radar, senza più essere manco nominata, nonostante gli spettatori e i giornali non discutessero d’altro.

Ad unire tutti gli avvenimenti c’è inoltre la centralità ritrovata delle dinamiche interne alla casa. La faccenda Bellavia ha riportato l’attenzione all’interno delle quattro mura, riesaltando gli effetti della convivenza forzata e dell’isolamento, con tutte le conseguenze annesse. Accantonate pertanto, per una sera, incursioni, sorprese e gossip imboccati da fuori, utili ad animare un mare calmo. Che ieri si mostrava in burrasca, senza bisogno di stimoli.

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