Gossip Girl nel 2021 ha senso? Sì (e vi spieghiamo perchè)

Joshua Safran, autore del sequel, ha avuto l’idea giusta: raccontare una nuova generazione senza tradire lo spirito di quella “vecchia”

Anche gli attori sono soggetti a quell’inevitabile processo che caratterizza tutti gli esseri umani e noto come invecchiamento. Anche coloro che, tra i loro 20-30 anni, si sono divertiti a fingersi adolescenti e protagonisti di teen drama diventati famosi in ogni angolo del mondo. Anche per questo il genere del dramma adolescenziale non si presta benissimo al trattamento ora tanto di moda dei revival e delle reunion in forma seriale. Ma allora, riportare una serie tv come Gossip Girl nel 2021 ha senso? Assolutamente sì.

Innanzitutto, la nuova serie (in onda in Italia su Sky e su Now dal 27 settembre scorso) scappa dal rischio parodia dell’originale con uno stratagemma che, in fin dei conti, tanto stratagemma non è, ovvero mantenere l’universo della serie madre e buttarci dentro nuovissimi personaggi. Per agganciare il pubblico delle sei stagioni precedenti, basta citare i protagonisti storici nei primi minuti e far credere che, forse, chissà, un giorno li potremo vedere: li fai contenti, e poi puoi andare avanti per la tua strada.

Ed è esattamente quello che ha fatto Joshua Safran, ideatore del sequel ma anche produttore esecutivo della serie in onda negli anni Duemila: perché per essere veramente una serie dedicata ai giovani non puoi affidarti a chi giovane -o comunque adolescente- non lo è più. Bisogna fare tabula rasa e ricominciare da zero, avere quello stesso coraggio che è richiesto alle nuove generazioni affinché si possano affrancare dai loro genitori.

Tempo fa ci avevano provato anche con Beverly Hills 90210: ricordate 90210? Durò cinque stagioni e più di cento episodi. Non sappiamo dire se il nuovo Gossip Girl arriverà a raggiungere questi traguardi, ma sicuramente il livello di audacia e provocazione è ben più alto, più della propria “madre”.

Se una serie tv deve subire un rebooting o avere un sequel, ci deve essere alle sue spalle una ragione che vada oltre il senso commerciale dell’operazione. Il rischio, anche in questo caso, era alto: la necessità era quella di avere un titolo forte, attraente per la generazione Z e per farla abbonare alla piattaforma Hbo Max.

Ma Gossip Girl 2021 fa di più: mette in scena non solo personaggi capaci di rispettare la natura di quelli che li hanno preceduti, ma ne enfatizza le doti, le passioni e le incomprensioni più contemporanee. E, nel farlo, aggiunge un elemento che -rispetto alla serie precedente- spiazza il pubblico, perché scopriamo chi c’è dietro Gossip Girl da subito. Una rivelazione che si porta dietro più di un significato: c’è il confronto/scontro tra generazioni, la dipendenza dai social, la mancanza di un’educazione vera e propria. Il tutto, incarnato dalla voce fuori campo di Kristen Bell, lei sì unico vero trait d’union tra passato e presente.

In un panorama in cui i reboot ed i sequel che arrivano anni dopo i finali di serie -e più per mancanza di idee che per necessità reali- non fanno altro che aumentare la consistenza della nostalgia per una tv che sembra essere sempre meno coraggiosa, questo Gossip Girl datato 2021, tutto sommato, ha un suo perché. Quello legato al fatto che così come esiste l’invecchiamento, esiste anche la giovinezza, e questa darà sempre nuovi spunti agli sceneggiatori che vogliono fare del gossip il motore per le loro storie.