Fiorello e il Varietà extra small: dieci minuti di divertimento e ironia, lo show diventa una breaking news
Fiorello torna su Raiuno con un Varietà tutto particolare. In dieci minuti, con la collaborazione di Fabrizio Biggio e un nutrito gruppo di lavoro, stravolge lo studio del TG1 tra sketch, coreografie e canzoni d’autore. Lo show diventa un concentrato di sana follia.
Fiorello lo aveva detto a Tv Sorrisi e Canzoni: “Oggi conta stupire lo spettatore”. Lui l’ha fatto ancora una volta, non da solo ma con un gruppo di lavoro fidato e affidabile. I complici di sempre, compreso l’ormai sodale e solidale Fabrizio Biggio che – citando lo showman di Augusta sempre dal noto settimanale – ormai fa parte dell’arredamento Rai. Fiorello è un riferimento del piccolo schermo, allora (restando in tema di arredo) il mobilio può permettersi anche di stravolgerlo.
Se lo chiedesse gli farebbero cavalcare persino il cavallo di Viale Mazzini, porta Auditel e consegna felicità a domicilio. Dopo aver invaso lo studio di Bruno Vespa per presentare la stagione de La Pennicanza, serviva qualcosa di diverso. Così, a 365 giorni di distanza, Fiorello si inventa di sana pianta il Varietà extra small. Lo aveva già fatto (correva l’anno 2008 e al posto di Biggio c’era Marco Baldini) con Viva Radio 2…Minuti. Stavolta il minutaggio è leggermente aumentato. Siamo arrivati a 10 di minuti, ma la vera novità è la location.
Fiorello e un “frullato” di Varietà
Rosario Fiorello ha basato una carriera sulla sorpresa: l’imprevisto giocoso per spiazzare il pubblico. Ha invaso simpaticamente edicole, programmi altrui, si è persino divertito a far esibire le star ai semafori prima che partissero le macchine. Una cosa sola mancava al suo repertorio: fare lo show nello studio di un telegiornale. Il Varietà trasloca ironicamente al TG1.

Così la sedia della giornalista di riferimento, in questo esperimento è toccato a Emma D’Aquino, diventa il palcoscenico ideale per Annalisa che lancia la sigla di apertura in questa edizione più che straordinaria. Poi entrano Fiorello e Biggio tra battute e qualche frase che supera i convenevoli. Tony Pitony si intrufola perchè non riesce a trovare il bagno, il mattatore di Augusta gli consiglia quello di Ranucci: “Perchè non lo usa da un po’”.
Lo studio del TG1 diventa palcoscenico d’eccezione
Un tocco leggero di satira che male non fa, ma non c’è neppure il tempo di metabolizzare che parte immediatamente la parodia di Doc. Con un protagonista “molto ma molto più figo” – altra citazione dalla diretta – di Argentero. Tutto nel giro di pochi istanti. Subito dopo ancora un duetto con Annalisa, Diamante di Zucchero, anche questo accorciato ai massimi. Fiorello squarcia il Varietà come Fontana ha fatto con le tele. È già stato detto tutto, era già tutto previsto, e allora tanto vale asciugare. Lo show di Fiorello e Biggio sembra immerso in una centrifuga che è già passata al risciacquo.

Un vortice di canti, balli e divertimento che serve a ricordare a tutti come La Pennicanza sia esclusivamente un espediente retorico. Su Raiuno non dorme nessuno. Il Varietà è tornato anche se concentrato perchè, forse, nessuno ha più tempo di fare qualcosa per intero. Il piccolo schermo è diventato un appendice dello smartphone, questo non lo dice Fiorello ma lo insegnano i tempi. Allora il performer di Augusta si riduce al massimo – dal punto di vista temporale – per tener fede a un assioma. L’unico in grado di non scalfirsi all’interno di un’epoca mediatica che cambia continuamente: “Breve, ma intenso”.
Breve, ma intenso
Questo è stato Fiorello, all’interno dello studio del TG1, ha riciclato anche la gag con Gigi D’Alessio capo cantiere. Lo aveva già fatto con Giletti qualche anno fa ai tempi del glass di Via Asiago con Viva Rai2. Anche questo può andar bene, usato sicuro che non tradisce. Tanto la rapidità delle battute fa sì che, appena stiamo per metabolizzare qualcosa, inizi subito un altro sketch. Fiorello doveva dare una scossa e l’ha fatto. Settimane di attesa per capire cosa avrebbe creato e l’effetto è stato quello di un frullatore impazzito che ha riportato, per qualche istante, il sorriso nelle case.
Non solo satira e divertimento, anche tanta consapevolezza. In special modo quando si è trattato di accendere i riflettori sulle proteste del sud Italia. Fiorello ha fatto le veci di leader politici che, forse, hanno preferito concentrarsi su altro. Lui, in poco tempo, ha ribadito che ogni cosa può essere fatta se si ha voglia e volontà. In scena e dall’alto di una tribuna.
Dieci minuti per fare la storia
Fiorello e Biggio non hanno intenzione di fare comizi, a loro basta essere autentici tra uno scherzo all’ennesima potenza e un imprevisto da gestire. Al pari di un grande sogno che, quando finisce, vorresti soltanto che ricominciasse da capo. Ora l’appuntamento è con La Pennicanza in radio e sul Canale 202 alle 13.45, ma la vera notizia è che – persino in dieci minuti – può cambiare la storia recente della televisione. È sufficiente lasciare il “Re del Varietà” a briglia sciolta.