Festival di Sanremo, Nicola Savino e la kermesse musicale: grandi occasioni, ritorni e aspettative del presentatore più eclettico del piccolo schermo
Nicola Savino alla conduzione del DopoFestival di Sanremo. Il presentatore è una certezza della Rai, al punto che l’opportunità di tornare nella Città dei Fiori potrebbe aprirgli nuove porte televisive.
Nicola Savino è stato mesi a ripete “Chi sta fermo vince” e il primo a trasgredire questa regola aurea è lui. Il conduttore è al centro dei nuovi progetti di Viale Mazzini. La Rai scommette in maniera importante su di lui, dopo averlo visto all’opera in diversi contesti, Savino – infatti – se c’è una cosa che non riesce a fare è proprio stare fermo. Presenza fissa a Radio Deejay accanto a Linus, volto gradito nelle pubblicità, e poi tanta televisione. Qualunque cosa lo faccia sentire a proprio agio.
Ultimamente era spesso a Napoli per mettere in atto l’esperimento televisivo Freeze. Il gelo, visti gli ascolti, è calato sul pubblico ma questo è un altro discorso e soprattutto non dipende soltanto da lui. Il format era interessante, ma forse ha pagato eccessivamente una difficile collocazione in palinsesto. Che Savino, con un microfono davanti o al cospetto di una console, funziona è cosa nota. Lo sa la Rai e lo sa bene Carlo Conti che dalla radio arriva, infatti è un prodotto della “generazione Cecchetto” che ha dato spazio e fiducia ai ragazzi di Via Massena, e chiama Savino sistematicamente quando c’è bisogno di un’accelerata.
Nicola Savino, uomo ovunque della Rai
Ritmo, sostanza e disponibilità. Qualità sottovalutata in questi tempi televisivi sempre più serrati: Nicola Savino si mette in gioco e lo fa a 360 gradi. Prima Freeze, poi Tali e Quali (la versione nip di Tale e Quale Show) e a febbraio il DopoFestival. Altra parentesi che il conduttore radiotelevisivo conosce benissimo. In primis perchè lo sapeva da luglio, come ha ironizzato simpaticamente sui social in un video annuncio diretto ai follower, in secundis perché Sanremo – Savino – lo ha già vissuto.

Infatti la carriera del presentatore parla chiaro: il DopoFestival lo ha fatto nel 2016-2017, poi è tornato – sempre nello stesso contesto – quattro anni dopo. Correva l’anno 2020 e ha sperimentato una situazione particolare. L’evento, infatti, non andava in onda su Raiuno, ma soltanto su RaiPlay. Voleva dire accattivarsi un altro tipo di pubblico, quello delle piattaforme, tutt’altro che semplice. A meno che non ti chiami Fiorello, per cui Savino (tra le altre cose) in gioventù ha fatto il fonico. Veniamo ai giorni nostri, Nicola Savino riceve l’ennesima telefonata da Carlo Conti e accetta. Perchè Sanremo è Sanremo, anche nella finestra successiva al Festival. Dopo o prima sempre la kermesse più seguita d’Italia resta.
DopoFestival, una piacevole consuetudine
Savino ci sta bene perchè sa fare (quasi) tutto, all’occorrenza può mettersi persino in console, senza però prevaricare nessuno. È un conduttore in grado di valorizzare chi gli sta accanto, senza per questo sminuirsi o sentirsi minacciato da quel che accade intorno. Questo aspetto è molto importante in un contenitore come Sanremo che rischia di schiacciare qualsiasi cosa e chiunque gli capiti a tiro. Savino non ha problemi: regge la pressione mediatica, almeno così sembra, e non raccoglie le provocazioni. Una, nello specifico, gliel’hanno già fatta – dentro e fuori i social – “Quando tocca a te?”.
La domanda arriva come un fulmine a ciel sereno: Savino, infatti, è ovunque tranne dove – secondo molti – dovrebbe già essere. Alla conduzione del Festival di Sanremo. Si apre, dunque, un altro capitolo che riguarda una serie di retroscena possibili soltanto da immaginare: glielo avranno già chiesto? Lui avrà rifiutato? Se sì, perchè? Domande poco esistenziali, ma assolutamente fondamentali in questo periodo televisivo fatto di scelte. Ancor più perchè Carlo Conti non ha sciolto, in maniera definitiva, la riserva sui co-conduttori della prossima edizione della kermesse. È quasi certo, però, che potrebbe esserci un volto diverso per ciascuna serata. Com’è accaduto lo scorso anno.
Un’ipotesi tra palco e realtà
Guardando sempre indietro di appena 365 giorni, Carlo Conti ha scelto di scommettere su co-conduttori che aveva già chiamato in altri contesti: si veda Cattelan. L’ex volto Rai ha fatto Sanremo Giovani e co-condotto la serata finale della kermesse canora. Stavolta Sanremo Giovani – come annunciato – lo fa Gazzoli, ma aspettarsi che conduca anche la serata finale del Festival 2026 sarebbe scontato. Non impossibile, ma scontato. In quanto è una tecnica che Conti ha già usato, quella di chiamare alla ribalta il presentatore dei giovani.
Serve un altro modo per sparigliare le carte e potrebbe essere proprio chiamare Nicola Savino per l’ultimo atto della kermesse canora. Tra i big. Dove, secondo molti, dovrebbe essere. Per poi, magari, prenderci gusto e fare le prove pensando al prossimo futuro. Dato che Conti, dopo il 2026, ha detto che lascia Sanremo. Chi meglio di Savino per la prossima direzione artistica della kermesse canora più seguita d’Italia? La domanda continuano a porsela in tanti, fra il pubblico e non solo, quello che davvero potrebbe spiazzare Savino è sapere che chi di dovere abbia davvero pensato al suo nome come risposta.