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Fabrizio Salini, il bilancio di tre anni da ad Rai: “Ho portato più cultura e documentari e puntato su Rai Play. Avrei voluto Zalone…”

Il triennio di Fabrizio Salini alla guida della Rai si sta per concludere e l’amministratore delegato uscente fa un bilancio, intervistato dal Corriere

Si sta ufficialmente per concludere il percorso in Rai di Fabrizio Salini, che per tre anni è stato a capo della servizio pubblico televisivo nelle vesti di amministratore delegato. A fine luglio scadrà, infatti, il suo contratto e in queste ore l’assemblea degli azionisti Rai si riunirà per l’approvazione definitiva del bilancio (che ha già avuto l’ok del cda), atto che segnerà ufficialmente la fine dell’attuale governance.

Dopo l’indicazione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze di Carlo Fuortes come nuovo ad, ora spetterà al Consiglio dei Ministri approvare tale scelta, legata anche all’indicazione dell’altro consigliere, Marinella Soldi, per poi portarla al tavolo dell’assemblea degli azionisti. Mercoledì, inoltre, Camera e Senato, se non ci saranno ulteriori rinvii, dovrebbero eleggere i loro quattro consiglieri nel board Rai.

Fabrizio Salini, intervistato oggi sul Corriere della Sera, fa un bilancio cauto e moderato dell’esperienza a viale Mazzini:

Ho portato in Rai più cultura, più documentari. Ho puntato sull’offerta digitale, Rai Play, su cui c’era tanto scetticismo: oggi è una piattaforma con contenuti originali aperti al grande pubblico.

Se sul rapporto con la politica e con la Commissione di Vigilanza Salini usa grande diplomazia, che farebbe pensare più a un dirigente che punta al rinnovo del proprio contratto, ipotesi più volta circolata negli anni e ora – di fatto ormai da mesi – del tutto sfumata, l’amministratore delegato uscente non mostra particolare preoccupazione sul divario dell’informazione web della Rai rispetto ai principali competitor (“C’è un progetto pronto al riguardo. Basterà girare la chiavetta”) ed indica un sogno mancato:

Checco Zalone: un personaggio davvero unico.

Fra i successi rivendicati da Salini non manca il daytime di Rai 1, ma anche personaggi come Valerio Lundini e Stefano Bollani, oltre che Sogno azzurro, che almeno nella sua prima messa in onda – non è da escludersi dopo la vittoria azzurra di ieri sera una riproposizione – non lo è stato di certo dal punto di vista degli ascolti. D’altre parte nella “costruzione di linguaggi e generi” rientra la neonata direzione Rai Sviluppo Nuovi Format, voluta fortemente da Fabrizio Salini, che con orgoglio ribadisce:

Ho parlato poco, ho preferito lavorare.