No, i carpet non sono cosa nostra…

Il carpet è un genere preciso ma non è proprio nelle nostre corde: il Turquoise dell’Eurovision Song Contest ce lo ricorda.

L’Eurovision Song Contest 2022 è ufficialmente iniziato: primo atto il carpet alla reggia di Venaria, in scena dalle 16 sul canale YouTube dell’evento e per l’Italia solo su RaiPlay. E nonostante abbia pensato all’inizio che fosse un vero peccato, alla fine potrebbe essere stato un vantaggio. I carpet non sono cosa nostra.

Inutile dire che la cornice della reggia di Venaria è uno spettacolo in sé. Ed è forse l’unico che si vede in questo primo momento ufficiale dell’ESC 2022. Per fortuna, in questo caso, il drone c’è. Il percorso non lascia vedere molto della reggia e dei suoi giardini, costretto com’è tra backdrops per il photocall e le gabbiette dei giornalisti, ma le riprese aeree aiutano a mostrare la bellezza della reggia e cercano di colmare il gap.

Il problema è però nella costruzione del percorso che lascia molti vuoti; vuoti che i due conduttori, Carolina Di Domenico e Gabriele Corsi, non coprono. E non c’è niente di più solitario di un carpet non commentato. Di ogni delegazione si segue l’ingresso sul carpet, che viene accompagnato da un estratto della canzone in gara, quindi sosta per le foto: ed è qui che scattano le dolenti note, perché i conduttori – e il pubblico a casa, perché sul luogo c’è solo qualche decina di figuranti – attendono che lo shooting finisca. In silenzio.

Eurovision Song Contest 2022

Anni e anni di eventi made in USA – Oscar, Emmy e Golden Globes su tutti – ci hanno mostrato che il carpet è un genere preciso: ha tempi, toni, ritmi e conduzione propri, solitamente allergici alle rigidità e ai silenzi. Ed è un genere al quale non siamo particolarmente avvezzi: il turqoise carpet dell’Eurovision Song Contest 2022 lo ha evidenziato. L’anno scorso a Rotterdam il piglio dei conduttori e la doppia postazione dava a tutto un ritmo e un coinvolgimento diverso, considerato che in sé i carpet sono una noia mortale. (E a dirla tutta neanche le premiazioni sono proprio un nostro forte…). In tutto il carpet è durato 4 ore.

A questo si è aggiunta una generale povertà nei testi, che hanno dato la sensazione di una generale misconoscenza dei valori, delle caratteristiche, delle ricchezze dell’evento e del ruolo che lo stesso ha altrove. Lo stesso problema riscontrato in Eurovision Story. Più che parlare delle canzoni, dei valori, dello spettacolo ci si è rintanati nei gusti musicali, nelle sensazioni provate, nel rapporto con l’Italia, col suo cibo e con la sua musica. Ed è proprio su un nuovo classico ‘internazionale’ che si consuma una sfida a distanza tra Nadir Rustamli dell’Azerbaijan che intona Con te partirò di Andrea Bocelli e l’esplosivo Michael Ben David che risponde con la versione inglese e costruisce un vero e proprio show nei pochi minuti a suoi disposizione. Pochi minuti a vedere lui, gli stessi che diventano infiniti in altri casi. E se c’è un’altra che ha molto da insegnare su cosa voglia dire fare un carpet è Vladana dal Montenegro che scalda l’ambiente e anima anche una conduzione piuttosto rigida e frenata. Ci pensano poi i Subwoolfer (non Subwoofer) a far ballare un po’ il carpet.

Eurovision Song Contest 2022

A un’ora e mezza dall’inizio, poi, inizia a piovere e la cerimonia assume ancor più i contorni del ‘Che peccato!”. Tanto più che le immagini che arrivano dalla Galleria Grande della Reggia sono a dir poco ‘astonishing’. I carpet sono tradizionalmente all’esterno, proprio perché rappresentano il momento in cui i protagonisti possono incontrare il pubblico. Ma qui di pubblico non ce n’è il braccio è impietoso – come visto – nel mostrarlo. Inevitabilmente, dunque, ci si domanda perché non sia stato pensato qualcosa dalla Galleria: immaginiamo che il primo vincolo dipenda dalla Soprintendenza e dalla necessità di preservare un patrimonio così prezioso. Comprensibile.

Eurovision Song Contest 2022 Emma Muscat

Le immagini delle delegazioni che vi sfilano, anche se in solitaria, sono suggestive e perfette per il photobook dei partecipanti. Meno stupefacente quel che si vede dai giardini: restiamo sempre stupiti dagli stacchi della regia sulla Reggia e sul carpet mentre le delegazioni parlano.

Torniamo al racconto. Un peccato, dicevamo, nelle immagini e nella costruzione. Eppure la ricchezza di esperienza, di contenuti, di curiosità, di calore, di emozione che può offrire la sfilata di 40 paesi e di 40 diversi modi di affrontare l’evento, di raccontare la propria cultura, di partecipare a un momento di comunione pochi altri carpet possono offrirla. Ma mi rendo conto che non sia facile, per nessuno, nonostante la buona volontà dei conduttori. Domandare ad Amanda Tenfjord, in gara per la Grecia, “Come ha preso il tuo ragazzo il fatto che tu abbia scritto una canzone sul tuo ex?” non mi pare un esempio di contemporaneità.

Eurovision Song Contest 2022

Mario Acampa – l’unico davvero tagliato per il ruolo – e Laura Carusino non sono praticamente pervenuti (se non per qualche ballo) almeno fino a quando la palla non è passata a loro, ovvero dopo le prime tre ore con Corsi e Di Domenico per il primo turno di interviste. A cosa serva esattamente il secondo turno di domande, prima dell’ingresso in Galleria, se non per allungare un po’ il brodo non è chiaro. Tanto più che la prima parte delle interviste si era chiuso con un vero fuori programma alquanto ‘preoccupante’, ma decisamente adrenalinico.

E se c’è qualcosa che nonostante tutto vale la pena tutelare è il coraggio, la disponibilità, il senso di ‘gioia’ che viene da Gabriele Corsi: la sua pronuncia dell’inglese ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto sui social, ma è la quintessenza dell’italiano, in questo caso migliore. E dà la speranza a tutti di poter fare qualcosa di grande anche senza il ‘Queen english’. Insomma, Corsi resta una risorsa da tutelare. Lo stesso deve dirsi dell’Eurovision Song Contest 2022 e della meravigliosa Reggia che ha ospitato il carpet.

Vigilia bagnata, vigilia fortunata. Si spera. And break a leg.

PS. Se per un attimo vi siete persi Corsi è perché era andato a fare un collegamento in diretta con Da noi, a ruota libera in compagnia di Cristiano Malgioglio, già pronto per il buffet mentre Mahmood e Blanco hanno ingannato l’attesa della sfilata sul Turquoise Carpet dell’Eurovision Song Contest 2022 – che li ha visti ultimi, da bravi padroni di casa – collegandosi con Mara Venier e Domenica In. E nessuno dei tre sapeva che si sarebbero esibiti solo sabato sera, per la finale. Per dire la consapevolezza dell’evento…Anzi, come direbbe Peppino De Filippo in un celebre film con Totò “E ho detto tutto!”

 

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