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I David di Donatello depotenziano anche Drusilla Foer: una serata che è una causa persa?

C’è poco da fare: anche l’edizione 2022 dei David di Donatello, in onda su Rai 1, delude le aspettative. Manca l’evento, manca lo show.

L’esperienza televisiva dei David di Donatello si può tranquillamente condensare con la frase che Valerio Mastandrea disse a Paolo Ruffini durante l’edizione 2014, condotta da quest’ultimo: “Facciamo un applauso per un altro che ci ha provato e non ci è riuscito!”.

Già l’anno prima, nel 2013, Rai 1 tentò inutilmente la strada della conduzione brillante, con Lillo & Greg, che finirono anche loro “vittime” della difficoltà di fare spettacolo dinanzi ad un pubblico particolarmente forastico e poco partecipe, come quello degli addetti ai lavori del cinema, e della problematicità artistica di non farsi schiacciare dai tanti premi da consegnare.

Una parziale svolta pop ci fu nelle due edizioni Sky, nel 2016 e nel 2017, che in quanto a linguaggi televisivi internazionali, comunque, se ne intende, ma il sodalizio con l’Accademia si interruppe nel 2018.

Di quelle due edizioni, un’immagine rimase impressa: Paolo Sorrentino che si addormenta davanti a La Grande Bellezza.

Ai David, manca proprio questo: il guizzo, l’idea, l’imprevedibilità ma anche e soprattutto la percezione di evento televisivo.

È sufficiente ripensare alla fibrillazione collettiva causata dall’annuncio del ritorno dei Telegatti

Sanremo è rinato ed è tornato ad essere lo specchio della musica pop in Italia, anche l’Eurovision è diventato definitivamente rito collettivo anche nel nostro paese. C’è speranza per tutti, tranne che per i David, sostanzialmente.

David di Donatello: l’edizione 2022

E fu così, quindi, che anche Drusilla Foer, reduce dal successo e dall’apprezzamento praticamente unanime per la sua performance al Festival di Sanremo 2022, non è riuscita a domare il difficilissimo pubblico dei David di Donatello, offrendo un’esibizione sottotono. I pezzi di qualità ci sono stati (dal discorso all’umanità de Il Grande Dittatore a Senza Fine, cantata in omaggio agli artisti venuti a mancare nell’ultimo anno), ma è innegabile che ci si aspettava anche altro.

Il pubblico che non risponde alla sua citazione a Sophia Loren (“Roberto!”) durante la consegna del David Speciale a Sabrina Ferilli (sottotono, anche lei) è un po’ la mesta fotografia di questa sua esperienza ai David.

Nonostante ciò, non si sono particolari colpe da attribuire a chi ci mette la faccia: i David di Donatello perseverano pedissequamente negli errori commessi nelle precedenti edizioni, le mancanze risiedono nella costruzione dello show che show, alla fine, non è.

Non basta il ritmo nella consegna dei premi come non è sufficiente sperare in qualche sussulto proveniente dai premiati o dai premianti (Silvio Orlando e i fratelli D’Innocenzo, gli unici degni di nota): nei David di Donatello, servono artisti “esterni” capaci di far sciogliere un pubblico eccessivamente ingessato e artisti “interni” vogliosi di mettersi in gioco, di dissacrare, dall’interno, l’eccessiva “istituzionalità” della cerimonia. E, ovviamente, autori televisivi capaci.

È come se tutti rimanessero vittime dell’eccessiva rigidità di questa serata. Dalla cerimonia al Quirinale col presidente Mattarella alla serata vera e propria, non vi è differenza alcuna.

Con una corretta alternanza con momenti di spettacolo reali e coinvolgenti, anche le parentesi suggestive e toccanti (come il David Speciale ad Antonio Capuano) acquisirebbero maggiore vigore emotivo.

Se in una serata come i David, l’unica fonte di divertimento è l’ironia social provocata dalla presenza sul palco dei Me contro Te, le domande da fare sono molte.

La prima, su tutte: i David di Donatello sono una causa persa? Dobbiamo arrenderci al fatto di assistere ad una serata moscia e priva di slanci? Esistono artisti in grado prendersi la briga di rifondare, anzi di costruire, un vero evento televisivo attorno al cinema italiano?

Se non esistono risposte, i David possono tranquillamente ritornare su qualche canale tematico.

E pazienza…