Home Amici di Maria De Filippi Davide Flauto a TvBlog: “Io come Mew, lasciai Amici per lo stress, soffrivo perché mi davano dell’emo”

Davide Flauto a TvBlog: “Io come Mew, lasciai Amici per lo stress, soffrivo perché mi davano dell’emo”

Parla a TvBlog Davide Flauto, il cantante che nel 2010 si ritirò da Amici per il troppo stress: “Oggi per fortuna di salute mentale si parla”

26 Gennaio 2024 17:17

Nella storia di Mew, la cantante 24enne che pochi giorni fa ha abbandonato Amici a causa della depressione, mi ci rivedo. Ogni volta che ci sono vicende simili mi torna in mente quel che è successo a me tanti anni fa“. A parlare con TvBlog è Davide Flauto, il cantante che si ritirò dal talent show di Canale 5 nel 2010 per “motivi personali“, come fu annunciato a sorpresa in tv, ad un passo dal serale. Il ragazzo di Magenta (Milano), che allora aveva 21 anni, chiarì successivamente di essere “dovuto tornare a casa perché per lo stress ho avuto un collasso. Oggi Davide, 36 anni, è tornato a vivere a Inveruno, “dove mi trovavo quando ho iniziato la mia esperienza ad Amici di Maria De Filippi“.

Speriamo sia un nuovo inizio, dopo tante vicissitudini e dopo la separazione della mamma di mia figlia di 4 anni.

Anno 2010, era finalista di Amici, ma all’improvviso lasciò la trasmissione.

Sì, per il troppo stress. Dopo tanti mesi, dalle otto di mattina alle otto di sera tutti i giorni tranne la domenica; era pressante.

Aveva 21 anni, oggi ne ha 36.

La salute viene prima di ogni cosa. Bisogna ascoltare se stessi. Se non ci sente adatti ad un contesto – qualunque sia l’ambito, non solo quello artistico – è giusto lasciare e pensare a se stessi. È successo tante volte nelle trasmissioni televisive, ho visto concorrenti lasciare il Grande Fratello, L’Isola dei famosi, ecc.

All’epoca non si parlava molto di salute mentale.

Per fortuna oggi sì. Lady Gaga da anni si batte per questo. La salute mentale è importante.

Come se ne esce?

Serve tempo per se stessi. Per riflettere, per distendere la mente. La nostra mente è come una libreria messa a soqquadro. Bisogna fermarsi e sistemare tutti i libri – che sono i nostri pensieri, le nostre paure e ansie – e fare ordine. Io ho fatto così. Da quando sono uscito da Amici ho iniziato un percorso introspettivo. Ho sistemato i pensieri, le cattive abitudini e ho eliminato il troppo, lasciando il giusto. Oggi, a 36 anni, ho una libreria ordinatissima.

Davide Flauto

Che bel nome Elodie!

Il nome l’ho conosciuto tramite la cantante, ma non l’ho chiamata così per lei. Mi piace la dolcezza del suono.

All’epoca si diceva “Davide Flauto, l’emo”…

Erano i tempi dei Paramore, dei Tokyo Hotel, dei dARI… Era un movimento paragonabile alla trap-rap di oggi. Adesso ho virato, mi sono trasformato, bisogna sapersi reinventare nella vita!

La definizione “emo” veniva usata in maniera dispregiativa. Questo influì sulla sua decisione di lasciare il programma?

Certamente! Ne era il fulcro. Sono entrato ad Amici con buoni propositi e tanta ingenuità addosso. Ho iniziato il percorso in modo sincero, trasparente, ma gli altri hanno recepito ciò come recitazione della mia quotidianità. Sì, mi accusavano di recitare il mio personaggio. Invece io ero veramente così. Quella sensibilità me la sono portata dietro anche crescendo. Per fortuna, perché è la sensibilità che rende buone le persone. Invece, il vittimismo e il pensare che “tutti mi vogliono male” li ho eliminati. È servito tempo, ma ci sono riuscito. È la libreria di cui parlavo prima.

Charlie Rapino, all’epoca coach di Amici, era dalla sua parte.

Sì. È stato il mio primo produttore discografico, insieme a Maria De Filippi. È un grande uomo, ci sentiamo tuttora. Gli devo tanto, mi ha insegnato la professione. Ha creduto in me sin dai casting di Amici, fino al mio secondo singolo.

E Maria De Filippi?

Per un periodo siamo stati in contatto. Mi è stata vicina, anche dopo Amici, direi fino al 2011-2012. Nella settimana del serale che ho vissuto nella casetta mi chiamava in confessionale per parlare, per aiutarmi a distendere la mente. Una persona splendida. È come si vede in tv, mi abbracciava, mi faceva forza. Mi piacerebbe tanto, con la testa di oggi, poter riprendere i discorsi con lei.

Oggi vive di musica.

Sì, anche se vivere è un parolone. I proventi non sono paragonabile a quelli di un lavoro normale. Per vivere di musica bisogna fare numeri davvero alti. Mi piace definirmi un professionista musicale. Il 9 novembre scorso è uscito il mio singolo, dedicato a mia figlia Elodie, ha 4 anni. Il brano si chiama Dove finisce l’universo. È auto-prodotto, per mia scelta.

 

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