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Food & Cooking Travelogue in tv: ma cosa sono?

Il genere non è nuovo, l’uso della sua etichetta un po’ di più: parliamo del Food (o Cooking) Travelogue, sempre più protagonista in tv.

Il lancio di Dinner Club ha ‘svelato’ ad alcuni l’esistenza dei food travelogue, un genere peraltro particolarmente ricco di successi e di titoli iconici, ma che si sente usare raramente nella ‘ comune divulgazione tv’. La presentazione invece dell’ibrido – perché tale appare dalla nota di lancio e dal primo teaser – di Amazon Prime ha permesso, invece, di introdurre con un po’ più di consapevolezza questa espressione finora diffusa più che altro tra gli addetti ai lavori. Ma allora cosa sono i Food, o Cooking, Travelogue?

Si tratta, come ovvio, di un particolare genere televisivo che unisce viaggio, esplorazione, divulgazione, conoscenza di popoli e territori attraverso la chiave del cibo, delle tradizioni culinarie, della cultura gastronomica, anche delle modalità di coltivazione o di allevamento tipiche di un sistema sociale ed economico. “Travelogue” è letteralmente un diario di viaggio e in questo genere tv – in senso ampio ‘fictional’ perché ovviamente include letterature e altre forme di narrazione – il food diventa la linea narrativa predominante.

C’è differenza tra Food Travelogue, categoria decisamente più diffusa, e il Cooking Travelogue usato per presentare Dinner Club? Nella sostanza verrebbe da dire di no, a meno che non si voglia cogliere una diversa sfumatura sulla centralità degli ingredienti vs la cultura della trasformazione ai fornelli. In realtà sono due aspetti strettamente correlati nei diari di viaggio, per cui l’uso scelto da Amazon potrebbe essere fatto risalire alla maggiore dimestichezza del pubblico italiano al concetto del ‘cooking show/talent’ rispetto al termine ‘food’, legato per lo più al settore economico legato alla commercializzazione e alla ristorazione.

In attesa di vedere all’opera Carlo Cracco in versione food/cooking traveller (e anche un po’ fiction character) possiamo dare un’occhiata ad alcuni capisaldi del genere, giusto per ricordarci quali sono i ‘riferimenti’ cui guarda Cracco. Il primo pensiero va al compianto Anthony Bourdain di Senza Prenotazione (No Reservation) e di Cucine segrete (Parts Unknow, su laF), i cui viaggi in giro per il mondo hanno svelato luoghi e cibi, tradizioni ed esperienze coinvolgenti anche per chi era a casa. Più turista che esploratore/divulgatore David Rocco, che ha eletto soprattutto la Costiera Amalfitana come zona d’elezione per i suoi giri ‘esotici’ tra le eccellenze italiane. Nel novero non manca neanche un altro chef famoso come Gordon Ramsay che con Uncharted se ne sta andando in giro per mezzo mondo (Perù, Marocco, Alaska) con la benedizione di National Geographic (e di Disney+, che lo ospita). Tante anche le chicche disponibili su Netflix, come Colazione, pranzo e cena (Breakfast, Lunch & Dinner con un’altra icona del genere come David Chang) o Sale, grassi, acidi, calorie (Salt, Fat, Acid, Heat) con Samin Nosrat. E personalmente inserisco nel novero anche Unti e Bisunti con Chef Rubio. Ma anche in questo caso ognuno può costruirsi il ‘menu’ preferito: intanto possiamo familiarizzare con un genere finora schiacciato nella macro-area dei cooking show, ma che invece ha delle connotazioni e delle sfumature sempre più interessanti.