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Concerto Primo Maggio 2021, tensione per l’intervento di questa sera di Fedez. Lega: “Non utilizzi il palco per promuovere la propria immagine”

La notizia che Fedez potrebbe portare sul palco del Concertone il ddl Zan, con tanto di attacchi ai partiti contrari e al Vaticano, fa intervenire la Lega

UPDATE: Fedez nelle sue Instagram stories racconta quanta accaduto:

È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in  prima battuta o meglio, dai vertici di Rai 3 mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi sono assunto tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio. 

Il rapper commenta poi così la nota emanata dai parlamentari della Lega:

Questa comunicazione prima ancora che io salga sul palco è da brividi. Un artista può esprimere liberamente le sue idee sopra un palco? O deve prima passare al vaglio della politica?

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La notizia è arrivata dal sito Vigilanza Tv: Fedez, uno dei numerosi cantanti che si esibiranno oggi sul palco del Concerto del Primo Maggio, avrebbe preparato un monologo per parlare del ddl Zan, monologo nel quale verrebbero presi di mira non solo i partiti politici contrari al disegno di legge, ma anche il Vaticano.

Franco Di Mare, direttore di Rai 3, venuto a conoscenza del fatto, sempre secondo quanto riportato, si sarebbe mostrato piuttosto “inquieto”, affidando comunque la gestione del caso alla vicedirettrice Ilaria Capitani. Una questione che si è presto ingrandita, dato che di fronte a tale notizia hanno deciso di intervenire i membri della Lega presenti in Commissione di Vigilanza Rai, che hanno chiesto di fatto alla Rai di intervenire immediatamente, prima che il discorso di Fedez vada in scena.

Nel caso infatti in cui l’intervento del rapper si attesti su quanto trapelato, la Lega richiederebbe che l’azienda di viale Mazzini impugni il contratto e lasci quindi che “i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento”.

Con 945.000 posti di lavoro persi in un anno e la disoccupazione giovanile al 33%, se davvero il signor Federico Leonardo Lucia deciderà di promuovere la propria figura attaccando Lega e Vaticano, sarà un insulto al 1 maggio. Non si usano i diritti dei lavoratori per promuovere la propria immagine e fare ulteriori profitti. La Rai non può comprare interventi d’odio a scatola chiusa e non si invochi la censura, perché al rapper non mancano certo spazi per manifestare il suo pensiero, tra l’altro noto anche ai sassi. Viale Mazzini ha ancora qualche ora per rimediare, dopodiché la Lega si muoverà in tutte le sedi competenti. E i sindacati si ricordino che il lavoro appartiene a tutti, non lo si svilisca per regalare qualche like a un cantante milionario.

Che cosa accadrà dunque? Questa sera Fedez porterà effettivamente il tema della legge Zan sul palco del Concertone, non risparmiando attacchi politici e non, o, se lo farà, eviterà questi ultimi?

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