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Chiude Telejato, l’emittente siciliana antimafia. Pino Maniaci: “Cercheremo di resistere e restare insieme a voi”

Pino Maniaci, volto simbolo dell’emittente, ha annunciato la chiusura di Telejato, che ha portato avanti una dura battaglia contro la mafia.

Chiude, almeno per ora, Telejato. Ad annunciarlo è stato nella giornata di ieri Pino Maniaci, giornalista volto della rete, che negli anni ha portato avanti un dura battaglia contro la mafia (è dello scorso autunno la docuserie Netflix Vendetta – Guerra all’antimafia in cui si ricostruisce la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto lo stesso Maniaci contro la giudice Silvana Saguto).

L’emittente locale siciliana sarebbe stata esclusa dalla graduatoria per il nuovo digitale terrestre e per questo ieri ha dovuto spegnere i propri impianti. Per ora continueranno le trasmissioni in streaming sul sito Telejato.it e la squadra informativa di Telejato è riuscita ad ottenere spazio, tramite alcune finestre di proprio appannaggio, nei tre telegiornali che vengono trasmessi quotidianamente sul canale palermitano TVM.

Pino Maniaci ha così spiegato la situazione in un video sul canale YouTube di Telejato Notizie:

Telejato per continuare a trasmettere ha bisogno di quarantamila euro l’anno per poter andare a fare un contratto con il gestore che ci darà il passaggio. Non abbiamo più il nostro impianto: questo rimarrà un ricordo nella storia. Quindi saremo costretti a pagare per poter continuare a trasmettere. Lo faremo: lo faremo insieme a voi, con tanti sacrifici, lo faremo anche con privazioni, per continuare a informare la gente, per raccontare quello che altri non raccontano, quello che altri non vi faranno mai sentire.

“Noi cercheremo di resistere e noi cercheremo di restare” ha concluso il giornalista, che in precedenza aveva sottolineato come sia stato il passaggio al nuovo digitale terrestre, in concomitanza con una riduzione delle frequenze in seguito a un vendita alla telefonia mobile per il 5G, a portare alla chiusura di Telejato, che per anni invece è riuscita a resistere alla “mafia con i suoi attentati” e agli attacchi di “pezzi del tribunale di Palermo”.