Vendetta: guerra nell’antimafia, su Netflix la ‘faida’ che non ti aspetti

Una docuserie per ricostruire la lotta tra un giornalista di TeleJato e un magistrato impegnati contro la mafia: questo è Vendetta – Guerra nell’antimafia.

Due professionisti, tanti sospetti, molte accuse, una storia che va avanti dal 2013: sono questi gli ingredienti di Vendetta: guerra nell’antimafia, una docuserie in sei parti prodotta da Nutopia con Mon Amour Films distribuita da Netflix dal 24 settembre. Una storia ‘anomala’, che non ha come focus la lotta delle istituzioni, della magistratura o della stampa contro la criminalità organizzata, ma una sorta di battaglia interna a figure di rilievo nella lotta contro le Mafie questa volta l’un contro l’altro armate.

Vendetta, i protagonisti

Al centro della docuserie il giornalista Pino Maniaci, volto noto di Telejato che da decenni lotta contro la criminalità organizzata in Sicilia, e Silvana Saguto, oggi ex magistrato del Tribunale di Palermo ma che per anni, nel ruolo di Presidente della sezione Misure di Prevenzione, è stata in prima linea contro le mafie. Due nomi di spicco, quindi, nell’antimafia che però a un certo punto hanno iniziato a darsi battaglia, accusandosi vicendevolmente delle peggiori connivenze e dei peggiori reati.

Vendetta, la storia

Tutto inizia nel 2013, quando Pino Maniaci inizia a indagare su gravi episodi di corruzione a carico di alcuni rappresentanti della magistratura siciliana, in particolare della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo: le sue inchieste si concentrano proprio sulla Presidente Silvana Saguto che il giornalista accusa di aver sequestrato indebitamente dei beni, addebitando compensi eccessivi per la loro amministrazione e aver portato diverse imprese in bancarotta, con la complicità del marito e di alcuni collaboratori. Dal canto proprio, Silvana Saguto accusa Pino Maniaci di favorire la mafia che lui stesso attaccava dalla sua emittente TV.

Nel 2016, la procura di Palermo indaga Pino Maniaci per diffamazione ed estorsione accusandolo di aver denigrato o esaltato nei suoi servizi mafiosi e politici locali in cambio di pagamenti in denaro; nello stesso anno viene indagata anche Silvana Saguto verso la quale vengono sollevati 39 diversi capi d’accusa tra cui corruzione, abuso d’ufficio e appropriazione indebita.

Entrambi si proclamano innocenti ed entrambi ritengono l’altro colpevole: tutti e due si dichiarano vittime di una vendetta. Ed è su questa ‘vendetta’ che si concentra il docufilm, che si chiude propro con i verdetti di primo grado di Silvana Saguto e Pino Maniaci. Un cliffhanger che però tiene in sospeso la vita di due persone: la cronaca giudiziaria ci dice anche che nell’ottobre del 2020 Silvana Saguto è stata riconosciuta colpevole di corruzione e  condannata in primo grado a 8 anni e 6 mesi, mentre nell’aprile 2021, Pino Maniaci è stato assolto in primo grado dalla condanna di estorsione e condannato per diffamazione ad 1 anno e 5 mesi. Comunque sia andato il primo grado, si tratta di un viaggio nel dubbio, nel torbido dei sospetti incrociati.

Vendetta Guerra nell'antimafia

Vendetta: guerra nell’Antimafia, la docuserie

La docuserie è stata scritta e prodotta da Ruggero di Maggio e Davide Gambino per Mon Amour Films e da Nicola Moody, Jane Root e David Herman per Nutopia. Il lavoro di ideazione e di scrittura è iniziato nel 2005 e si è avvalso del ricco recupero di materiali di repertorio, di carte processuali, oltre che delle testimonianze dei protagonisti e dei loro legali. La regia è firmata da Ruggero Di Maggio, Davide Gambino, Flaminia Iacoviello, Daniela Volker, Suemay Oram, al montaggio Luca Salvatori, Franco Bogino, Steve Barclay, Nadeem Khan, Sean Mackenzie, Iain Mitchell.