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Che Tempo Che Fa ospita Alberto Trentini, Fabio Fazio sorpassa (ancora una volta) la tv di Stato

Alberto Trentini sarà ospite a Che Tempo Che Fa. Il cooperante veneziano parlerà in televisione, nella trasmissione di Fabio Fazio, dopo un anno e due mesi di prigionia in Venezuela. La tv di Stato incassa il colpo da Warner Bros Discovery.

31 Gennaio 2026 16:23

Alberto Trentini sarà ospite a Che Tempo Che Fa domenica 1 febbraio 2026. Il cooperante veneziano è stato liberato lo scorso 12 gennaio 2026 dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela. Un traguardo atteso da molti, in particolar modo dalle istituzioni e dai familiari dell’uomo. Questa è la punta di un iceberg che passa anche attraverso la televisione. Infatti Trentini ha ricevuto, anche a livello mediatico, il supporto necessario. Magari a corrente alternata, non tutti ne hanno parlato con la giusta cadenza, ma una volta tornato uomo libero il cooperante sceglie la trasmissione di Fabio Fazio per parlare – in prima battuta – dopo un’esperienza che lo ha segnato profondamente.

In termini crossmediali, questo è uno smacco alla televisione pubblica. La Rai, tv di Stato che dovrebbe avere una finestra privilegiata su questo tipo di avvenimenti, non viene più concepita come riferimento quando si tratta di affrontare argomenti rilevanti per la stretta attualità. È già successo con Papa Francesco, il compianto Pontefice ha concesso diverse interviste alla trasmissione sul canale Nove per poi concedersi – soltanto in seconda battuta – al TG1 con un’intervista dedicata.

Alberto Trentini sceglie Che Tempo Che Fa

Andando indietro, relativamente al recente passato, è possibile ricordare anche Cecilia Sala. Dopo lo stato di prigionia che ha attraversato, al momento della sua liberazione e del ritorno in patria, ha scelto di farsi intervistare prima da Cattelan (all’interno del suo podcast) e poi da Fabio Fazio. Contesto in cui la cronista di Chora Media è diventata, successivamente, opinionista in pianta stabile.

In Rai sono arrivate soltanto ribattute o collegamenti secondari, anzi addirittura c’è stato un battibecco via social tra la giornalista e il collega Bruno Vespa perché (secondo quest’ultimo) la Sala non avrebbe ringraziato pubblicamente il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la liberazione.

Sorpasso della Warner Bros Discovery

Il risultato è che la Rai, a prescindere dal tipo di evento, quando ci sono avvenimenti di importanza nazionale che riguardano la cronaca o la stretta attualità, arriva in seconda battuta. Non sempre, naturalmente, ma piuttosto spesso. È una questione di fiducia e affidabilità che evidentemente i soggetti coinvolti nelle diverse vicende preferiscono attribuire ad altri intermediari. Che Tempo Che Fa può contare su un ufficio casting solido, capeggiato da Monica Tellini, ma il fattore è un altro. Oggi – persino chi non è all’interno di certe dinamiche mediali – riconosce la tempestività di determinati contenuti piuttosto che altri.

Non a caso, Che Tempo Che Fa ha ospitato i genitori di Giulio Regeni in momenti cruciali della loro epopea giudiziaria. Decisione passata direttamente dalla famiglia che ha scelto in prima persona dove andare e a chi rivolgersi televisivamente. Il fatto che sia la famiglia Regeni che la famiglia Trentini abbiano scelto altri contesti rispetto alla televisione di Stato per relazionarsi con gli italiani e l’opinione pubblica fa riflettere.

Il futuro del Servizio Pubblico

Una riflessione che è chiamata a fare Viale Mazzini, chiedendosi il motivo per cui arrivare in seconda battuta – di fronte a eventi di rilevanza politica e sociale – rispetto alla concorrenza è diventata un’amara abitudine. Tendenza che può essere arginata soltanto con impegno comune e lavoro condiviso, in Rai queste qualità non mancano, ma è il momento di porsi alcune domande: se un ex prigioniero politico sceglie un’emittente privata per parlare, snobbando il Servizio Pubblico televisivo, vuol dire che quest’ultimo ha inevitabilmente perso appeal.

Valutare in che modo ripartire, affinché determinate esclusive tornino a passare prima dalla televisione pubblica, è compito solo ed esclusivamente degli addetti ai lavori. L’Auditel e le preferenze dell’utente medio torneranno a viaggiare di conseguenza. Alberto Trentini ospite a Che Tempo Che Fa simboleggia l’ennesimo precedente pericoloso ai danni della sostenibilità di una realtà come la Rai che, se funziona al meglio, fa il bene del Paese.

Le sfide di domani

Il canone interessa davvero chiunque, persino chi sceglie di lavorare e affidarsi ai privati. Una Rai maggiormente concorrenziale e competitiva non può diventare utopia, deve tornare a essere possibilità concreta. Magari con qualche accortezza in più e responsabilità specifiche che devono tornare in primo piano nel dibattito quotidiano. Non solo davanti alla tv, ma anche e soprattutto quando sono passati i titoli di coda e occorre trovare la quadra per le sfide del domani. Un avvenire più vicino di quanto si possa credere.