Che c’è di nuovo e come Ilaria D’Amico sta provando a salvare un programma partito male

Che c’è di nuovo con Ilaria D’Amico: come si salva/migliora un programma partito dal 2% di share in prima serata?

Come si può raddrizzare un programma partito male e che sta proseguendo peggio? Ottima domanda. Se la devono essere posta anche dalle parti di Che c’è di nuovo, il programma condotto da Ilaria D’Amico in onda ogni giovedì in prima serata (ancora per poco? Ci risulta che, alla luce degli ascolti flop, sia molto probabile una retrocessione in seconda serata).

Tra la prima (27 ottobre) e la terza puntata (giovedì 10 novembre) il gruppo di lavoro (affollato, considerando che gli autori sono 11, a cui vanno aggiunti Alessandro Sortino, Alessandra Ferrari e Giovanni Robertini che hanno ideato il format) di Che c’è di nuovo ha provato legittimamente a correre ai ripari, intervenendo su scaletta, struttura del programma e scelta degli ospiti.

L’aggiustamento più evidente sembra riguardare i talk mosci con i quattro ospiti fissi inizialmente ingaggiati, ossia Stefano Zurlo, Gerardo Greco, Valentina Petrini e Francesco Giubilei, che molto avevano deluso alla prima uscita. Nell’indifferenza generale, di queste figure si sono perse le tracce nell’appuntamento di giovedì scorso, dove la D’Amico ha preferito affidarsi al duello ‘politico’ tra Provenzano e Molteni (ah, beh) sul tema dei migranti, ma anche della sicurezza nelle grandi città (con tanto di collegamento dal Pigneto, quartiere di Roma).

Tra le conseguenze più curiose di questo drastico mutamento che riguarda la scrittura del talk una riguarda il tavolone circolare, rimasto inspiegabilmente vuoto per l’intera puntata di giovedì scorso. A proposito di scena, la trovata delle interviste sugli scalini – ideata, immaginiamo, per rendere meno formali i colloqui con personaggi del calibro di Paolo Mieli e Ferruccio De Bortoli – è stata mantenuta, così come il ricorso ai brevi monologhi (tutta colpa della moda dei ted, già portata in tv da Nemo – il capoprogetto era sempre Alessandro Sortino).

Lato ospite del mondo dello spettacolo, dopo Kim Rossi Stuart (in promozione) e Giovanni Scifoni, rispettivamente nel primo e nel secondo appuntamento, per la terza puntata si è optato per un volto molto più pop (e conosciuto dal pubblico della rete): Stefano De Martino (che con la D’Amico condivide l’agenzia), interpellato anche sullo scandalo ginnaste.

Il feedback dal fronte Auditel non è stato positivo, considerando che gli ascolti sono calati ulteriormente: dal già pessimo 2,16% del debutto, all’1.65% della terza puntata, passando per l’1.74 del secondo atto. Dati fortemente negativi, anche considerando l’allungamento del programma, che giovedì scorso è durato 20 minuti in più rispetto alla prima emissione (il 27 ottobre era finito a 00.11, il 10 novembre a 00.19, iniziando qualche minuto prima). La maledizione del giovedì sera di Rai2, evidentemente, non si ferma così.