Che c’è di nuovo, futuro in seconda serata. Per la D’Amico lo stesso destino di Anni 20 (Retroscena TvBlog)

Che c’è di nuovo verso il trasloco in seconda serata, con un taglio della durata. Intanto il programma va in pausa per le Atp Finals di tennis

Una settimana di pausa per via delle Atp Finals di tennis. Poi Che c’è di nuovo tornerà in onda, come annunciato da Ilaria D’Amico giovedì, sul finale di puntata. Un atto di estremo ottimismo, perché dopo l’1,7% di share realizzato nella terza uscita, pari ad appena 262 mila spettatori, i dubbi sul futuro del talk show di Rai2 si sono di fatto moltiplicati.

Nel calcio la pausa del campionato è spesso utile per sostituire allenatori e ingaggiarne di nuovi. Lo stesso potrebbe accadere a Viale Mazzini, con interventi strutturali al programma che sarebbero avvantaggiati dai quattordici giorni di tempo a disposizione.

La soluzione in campo sarebbe quella del trasloco in seconda serata, sempre al giovedì. Si tratterebbe dell’identico destino toccato nella primavera del 2021 ad Anni 20, lanciato in prime time per poi essere mestamente ricollocato in tarda notte, senza troppa fortuna.

Per una questione di investimenti e coinvolgimento di società esterne è esclusa ad oggi l’interruzione del progetto che, a questo punto, potrà solo cambiare orario. “Noi ci ritroveremo alle 21,25, circa”, aveva assicurato la D’Amico. Tuttavia, è quasi certo lo spostamento in avanti delle lancette del suo orologio.

Che c’è di nuovo paga soprattutto un errore di programmazione, con la decisione di inserirsi nella tenaglia del giovedì letteralmente autolesionista. Una serata che, sul fronte dei talk, è presidiata da anni da Piazzapulita e Dritto e Rovescio. Senza contare il danno causato da una partenza ritardata di quasi due mesi rispetto ai competitor. Per una trasmissione nuova sarebbe stato più opportuno il procedimento inverso, ossia un’anticipazione sulla tabella di marcia.

Che c’è di nuovo è un ibrido. Un po’ Nemo, un po’ il solito chiacchiericcio, un po’ inchieste, un po’ confronti. Non si capisce quale strada voglia intraprendere, nemmeno a quale pubblico la conduttrice intende rivolgersi. Impossibile riassestarsi adesso, impensabile invertire la rotta. Più probabile un contenimento dell’emorragia riducendo la durata del programma e traslocando in una fascia oraria meno competitiva, rimasta oltretutto orfana di Belve.