Carla è una dedica al talento: la recensione del film-tv su Carla Fracci

Il regista Emanuele Imbucci decide di far danzare la trama, senza rincorrere colpi di scena: Carla si sviluppa con grazia ed un messaggio di passione

Dimenticatevi i film-tv strappalacrime, in cui il sacrificio diventa il viatico per raggiungere il successo e la realizzazione dei propri sogni. Carla, il film-tv dedicato a Carla Fracci, è piuttosto un prodotto che esalta il talento, quello innato, che predispone una persona a fare grandi cose, proprio come fece colei poi diventata la più grande ballerina italiana di tutti i tempi.

Carla film-tv, la recensione

Questo non vuol dire che la sceneggiatura non tenga conto del “fattore fatica” nel racconta la strada che Fracci ha intrapreso. Piuttosto, il film-tv di Emanuele Imbucci punta a costruire un mito di un’artista capace di fare grandi cose dando l’impressione di non impiegare il minimo sforzo. Questo era Carla Fracci: la capacità di ballare con la leggiadria delle libellule, di fronte ad insegnanti ed amiche che, ogni volta, si domandavano come fosse possibile. Ed infatti, era impossibile per tutti, ma non per lei.

Il film-tv di Raiuno (visibile anche su RaiPlay) fugge così dalle intenzioni di diventare un semplice omaggio alla carriera, ma si trasforma in un ritratto semplice, mai forzato, del talento innato. La sfida più ardua era, piuttosto, quella di far combaciare la figura di Fracci ballerina a quella di Fracci prima figlia, poi moglie e madre. E’ stata intrapresa la strada più semplice: raccontare la Fracci donna.

Il mondo della danza serve a veicolare un messaggio di passione e di dedizione che, ovviamente, possiamo trovare in altri settori. La danza ha però quella capacità di emozionare tutti ed al tempo stesso ricordarci che non tutti possono riuscire in quelle coreografie. Passa quasi in secondo piano l’intento originario di raccontare la vita di Carla Fracci: seguendo il film-tv assistiamo più che altro ad una storia senza tempo, dove la consapevolezza dell’ambientazione storica non è più così rilevante.

Senza cercare punti di svolta, il film-tv “danza” esso stesso, in una coreografia docile ed elegante che conduce il pubblico dall’inizio alla fine. Si rispettano le regole basi del genere, certo, ma si può dire che Carla cerchi volontariamente di prendere le distanze da titoli simili. Non c’è la volontà di creare un effetto “wow”, e forse questo potrebbe penalizzare la visione da parte di qualcuno.

Ma il desiderio di voler far prevalere anche nelle scene del film la grazia e la delicatezza con cui Carla Fracci si è fatta conoscere nel mondo fa di questo film-tv il miglior omaggio che le si potesse fare. Una sfida non facile per Alessandra Mastronardi: dal confronto con Carla Fracci ne esce bene, anche se evidentemente in qualche momento l’identificazione non scatta.