Bake Off Italia 2022, Clelia d’Onofrio a TvBlog: “Racconterò la storia dei dolci” (video)

Video intervista esclusiva a Clelia d’Onofrio per la partenza di Bake Off Italia 2022 in cui non sarà più giudice ma avrà un nuovo ruolo

Qualche settimana fa, nella splendida cornice di Villa Borromeo D’Adda ad Arcore (in provincia di Monza e Brianza), abbiamo incontrato Clelia d’Onofrio per farci raccontare, in anteprima, il suo nuovo ruolo in Bake off Italia 2022, il programma prodotto da Banijay Italia, in onda da venerdì 2 settembre, in prima serata su Real Time. Dopo le interviste a Benedetta Parodi, da sempre al timone del pastry show del canale 33 del DTT, e al nuovo giudice Tommaso Foglia, da quest’anno al fianco di Ernst Knam e Damiano Carrara, veniamo a una delle colonne del programma, da quest’anno con un nuovo incarico.

Non è un ruolo inedito. Nonostante negli scorsi anni avessi questa figura istituzionale di giudice, la storia dei dolci un po’ la raccontavo. Quest’anno, invece, in questo mio ruolo di storica della gastronomia, in questo caso storica dolciaria, racconto agli ascoltatori la storia della crostata, la storia della torta di mele, del marron glacé. Tutti gli altri dolci, però, non li anticipo adesso.

Con la sua proverbiale eleganza e attenzione al dettaglio, l’amatissima giornalista ha, inoltre, spiegato l’importanza della storia anche per rinnovare i dolci tipici della nostra tradizione:

Per esempio fare la pasta frolla con il lievito è un errore grande come una casa […] Uno, però, si prende la libertà di aggiungere una cosa che può piacere o no ma tradisce la ricetta originale. Che, poi, le cose beneficiano, nel tempo, di un miglioramento, di un’evoluzione, sono la prima a riconoscerlo. Però, se il tiramisù è nato con i savoiardi, io lo voglio con i savoiardi e non con dei biscottini che non c’entrano niente.

Avrà modo di interagire con i concorrenti di Bake Off Italia 2022?

Al momento non lo so. Adesso non so bene. A volte le situazioni si creano e, poi, non posso anticipare più di tanto.

Lei è portatrice della tradizione della pasticceria. Può servire, in questo caso, la storia ad innovare per innovare?

Assolutamente sì. Per avere delle basi serie bisogna studiare la storia. Dipende da quello che si vuole fare nella vita. Se si vuole fare il pasticcere bisogna studiare la storia della pasticceria. Devi sapere come sono nati certi dolci. Non tutti, adesso, si inventano che i dolci nascono per sbaglio. Qualcuno è nato per sbaglio come la Tartin Tatin delle famose sorelle francesi. Le altre torte, invece, sono nate da profondi studi. La pasticceria è architettura, lo sappiamo tutti quanti. Nel salato, qualche disgressione è concessa. La torta, invece, crolla se si sbagliano le dosi o il montaggio. Onore alla storia ma non memorizziamo, non facciamo i pappagalli. Se non capiamo quello che dice la storia chiediamo.

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