Anna Maria Barbera a TvBlog: “Torno a Zelig, tv non riconoscente con me, ho una canzone per Sanremo”

Anna Maria Barbera in esclusiva a TvBlog a poche ore dal ritorno a Zelig: “Sconsy non va in pensione, vorrei un ruolo in una fiction”

A poche ore dal nuovo ritorno sul palco di Zelig, Anna Maria Barbera si racconta e racconta la sua Sconsolata in esclusiva a TvBlog. L’attrice sarà tra le protagoniste della puntata di domani sera dello storico programma di Canale 5 condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.

Quella che state per leggere è un’intervista… da leggere. Per le risposte che contengono un’ironia davvero unica, per la sensibilità che molto spesso cede il passo a fragilità e umanità. Per il sogno di Anna Maria Barbera di cantare al Festival di Sanremo e di interpretare un ruolo in una fiction tv, per la spiegazione di quanto accaduto in occasione della sua più recente intervista televisiva, rilasciata nel 2019 alla Domenica In di Mara Venier.

Partiamo dalla domanda che molti probabilmente le farebbero: che fine ha fatto Anna Maria Barbera?

Nel vivere come un po’ tutti rEsisto acrobaticaMente; sulla Scena confortata dal Pubblico che riempie i Teatri rinnovandomi la sua “Sconsiderazione”.

E Sconsy?

Beh, noi dell’aceto medio da suprestiti amo passato ai prestiti…

Perché negli ultimi anni l’abbiamo vista così di rado in televisione?

Forse il pudore di entrare nelle case delle persone senza una ragione che mi paresse giustificare la mia presenza. Penso si accenda la tv per distrarsi, averne una compagnia che spensieri, ma anche informi con serietà; o magari porgere una riflessione nuova e, non ultimo un’emozione che ci risarcisca. Il mio personaggio é nato con l’intento e il sentimento di consolare (da cui il nome) e così vorrei giungere alla gente: come persona e artista a servizio del suo Tempo.

Se dico che nella tv di oggi sembra esserci poco spazio per una ironia sensibile e colta come la sua, lei cosa risponde?

Se non mi sta dileggiando intanto la ringrazio per l’attribuirmi tale proprietà, ma penso lo spazio ci sia e lo abbiamo visto con chi ha saputo porsi e imporsi all’attenzione di chi avrebbe il compito di portare al Pubblico gli interpreti che elegge. Nel mio caso, poco incline alle dinamiche promozionali, non ho visto riconoscere le capacità dunque l’utilizzo, di una persona oltre il personaggio, con la sua professionalità.

Zelig cosa rappresenta per lei?

Intanto un’appartenenza. E un appuntamento col Pubblico a casa per dirsi come stiamo, cercando di ridere e irridere il momento storico oggi dolente, con l’affetto di un Programma che quasi ci rassicura restando, laddove invece tanto delle nostre vite non é più.

Com’è cambiato Zelig in questi anni?

Ha cercato di esaudire le aspettative del Pubblico, fedele al Tempo di cui riferisce e al suo intento di irriderlo. E pur attraversato dalle sue età resta un irriducibile ever-grint!

La pandemia non ci ha ancora abbandonato del tutto, la guerra in Ucraina prosegue, l’economia non é ripartita. Come si riesce a far ridere in un momento storico così?

É davvero un compito arduo perché l’insofferenza e la sofferenza, da cui peraltro non è che l’esistenza di un comico sia risparmiata, sono reali! É un sentimento alto, compassionevole che vuole offrire nell’amarezza il conforto di una liberante risata che porti un “sollevio” come dice Sconsy, una sorta di antidoto da distillare fra le lacrime e quel talento che ci vuole servitori, affinché l’ironia risorsa in ognuno da non sottovalutarsi, ci faccia scudo nelle tristezze dell’ inquieto vivere.

Nel periodo di stop di Zelig in tv, come è cambiato il suo rapporto con Bisio e Incontrada?

Pur non frequentandoci, con loro come con tutti si resta compagni di quel viaggio televisivo e sul Palco la Vita scorre non detta con l’emozione di chi si ritrova.

Anna Maria Barbera con Claudio Bisio a Zelig

Quanta Sconsy c’è oggi nella sua vita quotidiana?

Purtroppo il mio “spleen” non gode sempre della capacità di Sconsy di sdrammatizzare con tanta irresistibile tenerezza; ma siamo entrambe nature indomite.

Ha mai pensato di mandare in pensione Sconsy, creando un nuovo personaggio?

Pur avendo una penna prolifica che in Teatro non deve temere di esprimersi, sino a che vi sarà un Pubblico che in Sconsy si riconosce, sarebbe ingrato non averla come interlocutrice dei nostri affAnni . Gli autori sanno che i personaggi hanno vita propria e, avendone rispetto, sarà lei stessa a decidere non escludendo mandi in pensione me.

Qualcuno le ha mai consigliato di rinnovare Sconsy o lo ha mai definito datato?

Datato è quel pensiero che ritiene il Pubblico incapace di distinguere e cogliere, prima dei famosi addetti ai lavori, quanto il mio personaggio anticipa.

“Sconsy è la versione al femminile di Checco Zalone”. Le piace l’idea?

“Guarti noi gente di coltura rifugiamo le lusinghie, ma se lumorismo dipende dai geni un Einstyle non ha sesso”.

A parte Zelig, in quale programma tv le piacerebbe essere presente?

Ammetto di non essere così aggiornata sulle produzioni televisive; ma un bel ruolo in una fiction, se pensa che per il mio maestro Vittorio Gassman ero la tutt’altro che comica Elettra, andrebbe suggerito.

Cosa prova quando ripensa ai suoi tempi d’oro in tv a Striscia la notizia e Scherzi a parte?

Il famoso detto “non é tutto oro quel che luccica ” può riassumere una mia distanza personale da quei tempi che lei definisce tali. E non mi riferisco alle esperienze lavorative che cita di cui ho amabile ricordo o a incontri professionali che porto nel cuore, ma a quanto per me ha un valore autentico nel compiersi di un apprendimento spirituale in quella long and winding road del percorso terreno.

C’è stato un periodo in cui il telefono non squillava?

Quel declino non c’è stato pur diverso il ritmo dalla scoperta iniziale; e posso dedurne per chi dipende dall’interesse riscosso, o più indifeso nell’ingannevole impietoso meccanismo come il sentirsi dimenticati possa precipitarlo in un rischioso disorientamento. Penso invece per le molte esistenze attraversate, nella moviola del tempo per quella logica naturale ma non per questo meno sconvolgente, siano altre le mancanze feroci e struggenti con cui guardare il proprio vissuto in dissolvenza.

Nel 2019 ha confessato a Domenica In: “Ho affrontato un periodo difficile, il peggio è passato e non voglio più parlarne“. Ora come sta?

Per la sensibilità con cui mi rivolge la domanda, voglio risponderle così: tutti riceviamo dalla vita sofferenze e gioie e il mio personaggio nasce dalla volontà di trasformare la difficoltà in risorsa. Dunque negli anni è plausibile che la gioconda maschera dissimulasse prove insospettabili quasi eroiche. In merito alla “confessione” in realtà non vi è stata affatto! Ho solo garbatamente motivato che in un’intervista concordata per parlare del mio spettacolo, non altro, in scena al Brancaccio mi pareva indelicato insistere su un privato che tale voleva rimanere, rinunciando peraltro a lusinghiere somme più volte propostemi da testate televisive, nonché imponendolo se vi avessi risposto, all’ignaro spettatore che forse in una domenica pomeriggio di primaverile svagatezza si attendeva a buon diritto un po’ di leggerezza. Riferire del proprio vissuto con onesta vicinanza può avere utilità e valore, ma in un contesto che lo preveda e nel rispetto dei sentimenti propri e di chi ci ascolta. La mia vita poi è stata davvero spericolata, avventurosa e avventuriera ben distante da una sconsolata visione in cui mi si vorrebbe relegare. La stessa Sconsy ha candidamente dichiarato: “Ò stata figlia dei fiori, figlia del ’68 e figlia di bottana pure”.

Ha scelto – coraggiosamente, visti i tempi – di non essere presente sui social. Perchè?

Una sovversione poetica L’onnipresenza in tempo reale toglie fascino e infine credibilità. Forse c’è un modo per avvalersene a vantaggio di una comunicazione che veicoli contenuti preziosi, ma dovrei incoraggiarmi a scoprirla. Come il poeta V.deMoraes, pensi credo ancora la Vita sia l’Arte dell’Incontro.

La tv delle piattaforme (Prime, Disney+, Netflix) che effetto le fa?

Un pianeta sconosciuto per me, presumo un pleasure placement.

Prenderebbe parte a programmi di ‘tendenza’ come Lol?

Avrei la tendenza a rispondere Nol.

Ha visto Prova Prova Sa Sa? La comicità in tv meglio improvvisata o copionata?

Mi piace questo titolo, ma recidiva mi scuso se non conosco il programma.

Cosa c’è nel futuro di Anna Maria Barbera e cosa in quello di Sconsy?

Ohibò “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie ” se mi consente l’ermetica citazione , che presumere saperlo oltre che divismo sarebbe divinatorio. Ma posso dirle che questi anni di Teatro da Zurigo alla Sicilia, con sorprendente e generosa risposta di Pubblico, riprenderanno con il nuovo spettacolo di cui sono autrice Nel “Mazzo” Del Cammin con le incursioni di Sconsy e l’irrinunciabile presenza dei miei musicisti il LeoRaveraJazzTrio col raffinato sax di Stefano Guazzo. La vocalità ricorre e avrei un brano da me composto che attende il Palco di Sanremo se mi si vorrà offrirne l’opportunità (il brano non è stato presentato, al momento, Ndr). Per il resto l’anelito e l’augurio per questa nostra provata Umanità, è che si possa, parafrasando il noto ed apprezzato titolo, andare incontro a “non” trascurabili momenti di felicità…

A chi deve dire grazie oggi?

Oh guardi la mia gratitudine al Divino é costante per ogni istante ed è davvero una moltitudine ignara che potrei ringraziare per un premuroso sorriso, un mesto silenzio, un delicato gesto (chi ha scelto i miei libri sa quante pagine vi abbia dedicato come sul Palco ad ogni congedo). Oggi ringrazio lei per questa dedicata attenzione e sempre il Pubblico che saluto con questo accenno all’intenso brano di Violeta Parra. E il canto vostro che è il mio stesso canto. Grazie alla Vita che mi ha dato tanto.

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Zelig è un varietà comico, creato da Gino & Michele e Giancarlo Bozzo, che prende il nome dall'omonimo locale milanese di cabaret che dal 1997 viene trasmesso dalle reti Mediaset (prima da Italia 1, poi da Canale 5).

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