Angelo Guglielmi è morto: addio al padre dell’avanguardia tv

Da direttore di Rai 3, Angelo Guglielmi ha scritto pagine importanti della storia della tv italiana. È morto nel sonno: aveva 93 anni.

È morto Angelo Guglielmi: l’ex direttore di Rai 3 si è spento nella notte tra il 10 e l’11 luglio 2022 all’età di 93 anni. Il suo nome è legato a una stagione rivoluzionaria della televisione italiana, maturata a cavallo degli anni ’80 e ’90. Direttore di Rai 3 dal 1987 al 1994, ha trasformato negli anni non solo l’identità di quella rete ma ha ridisegnato profondamente il linguaggio, i formati e i generi della programmazione televisiva. Viene ricordato come fondatore della Tv verità, dal momento che sotto la sua direzione debuttarono programmi come Mi manda Lubrano – oggi in onda col titolo di Mi Manda RaiTre – , Chi l’ha visto? o Un giorno in Pretura, tutti format ancora saldamente in palinsesto. Ma tra le sue creature ci sono anche alcune perle come Blob – altro caposaldo non solo del palinsesto di Rai 3 da oltre 30 anni ma ineguagliato format di commento della quotidianità politica, di costume, sociale, metatelevisiva – o Quelli che… il calcio, affidato agli esordi a Fabio Fazio – una scommessa per l’epoca – e poi dopo cinque anni (dal 1993 al 1998) ‘scippato’ da Rai 2 che è riuscito a farlo morire (complice anche un calendario calcistico e un mercato calcio-tv profondamente cambiato).

Tanto devono alla lungimiranza, alla creatività, alla visionarietà di Guglielmi anche Serena Dandini e la sua squadra, che debuttarono su Rai 3 con La tv delle ragazze prima e poi con un cult come Avanzi, o Michele Santoro, che con Samarcanda introdusse un nuovo modo di fare talk politico in Italia. E come dimenticare Telefono Giallo, con Corrado Augias e Donatella Raffai, che riuscì a raccontare grandi misteri italiani in prima serata e che venne improvvisamente chiuso, lasciando però che germinasse il seme di Chi l’ha visto?.

Guglielmi ha saputo vedere nel racconto tv potenzialità e forme che allora erano decisamente lontane dal panorama consueto e che ancora oggi, in un contesto creativo sostanzialmente appiattito e asfittico, risultano innovative e incredibilmente avanti nel tempo. Lui che aveva fondato il Gruppo 63 con Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti e che era riuscito a coniugare come pochi ‘alto e basso’, pop e cultura, si ritrovava a fare un bilancio amaro dell’offerta televisiva contemporanea in una delle sue ultime partecipazioni tv. E lo ricordiamo anche con una delle sue ultime interviste, realizzate per TvBlog da HIT per ricordare Donatella Raffai nel giorno della sua scomparsa.

Angelo Guglielmi resta uno dei padri nobili della tv, anticipatore di molte delle tendenze e dei format che avrebbero modellato i palinsesti ben oltre la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Con lui si chiude davvero una pagina fondamentale della tv italiana.