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Angelo Guglielmi: “Non guardo la tv di oggi, a parte il calcio e Formigli”

L’ex direttore di Rai3: “Si è tornati ai palinsesti prevedibili che hanno forma di divani confortevoli”

Angelo Guglielmi non le manda certo a dire. Fondatore del Gruppo ’63, direttore di Rai3 dal 1987 al 1994 ma anche grande critico letterario, in un’intervista a La Stampa fornisce un giudizio tranchant sulla televisione attuale, dichiarando di guardare poco il piccolo schermo, ad eccezione delle partite di calcio:

“E anche quelle spesso con scarsa soddisfazione. Non la guardo perché è vecchia, noiosa, diversissima da quella che dovrebbe essere. Si è tornati ai palinsesti prevedibili che hanno forma di divani confortevoli. Noi a Raitre creavamo un programma al giorno, andavamo incontro alle richieste del pubblico, inventare e mai assomigliare era il motto. Così, dopo otto anni di gagliarda battaglia, ho ritenuto che fosse finito il mio tempo”.

Angelo Guglielmi inoltre si rivela pessimista su un’eventuale evoluzione Rai ad opera del premier Mario Draghi. Secondo l’intellettuale oggi 92enne, l’attuale presidente del Consiglio non se ne starebbe occupando, “demanda (…) Ma cosa vuole che ne sappia un Ministro dell’Economia, hanno altre priorità“.

L’ex direttore della terza rete Rai svela poi quale sia stato il suo programma del cuore, nonostante già nel 2014 a Sottovoce avesse rivendicato molte delle sue scoperte:

“Li ho amati tutti ma non posso dimenticare l’ultima serata l’ultima serata de La Tv delle ragazze. Nel teatro dove festeggiavamo l’ultima puntata c’era il mondo dello spettacolo, della cultura, della finanza per un programma che chiudeva al massimo della popolarità e del suo riconoscimento. Ora guardo con più piacere di tutti Corrado Formigli, era cresciuto con Santoro e mi ricorda quel periodo d’oro”.

Infine, un parere sulla fiction Leonardo di Rai1 con Aidan Turner, nel quale il protagonista viene accusato di aver ucciso una donna mai esistita:

“E no, noi no. Noi facevamo cultura. E poi non capisco perché fare un film su un personaggio realmente esistito per poi cambiargli la vita. Il guaio è anche anche il telespettatore non sa più chiedere. Si accontenta di avere tutto, ma niente di unico”.

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