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Nascere in tv

E’ il primo parto in un reality show. La concorrente Tanja Savanna ha partorito assistita da una troupe medica mentre si trovava all’interno della casa del Grande Fratello Olandese 2006. Inutile dire che, essendo entrata la bella Tanja in stato decisamente interessante, l’evento era decisamente previsto. Il sito della trasmissione non ne fa alcun mistero,

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E’ il primo parto in un reality show. La concorrente Tanja Savanna ha partorito assistita da una troupe medica mentre si trovava all’interno della casa del Grande Fratello Olandese 2006. Inutile dire che, essendo entrata la bella Tanja in stato decisamente interessante, l’evento era decisamente previsto.
Il sito della trasmissione non ne fa alcun mistero, anzi, ci sono alcuni video che mostrano Tanja poco prima del parto, la foto della neonata campeggia in home page, ed è tutta una gran festa, una gioia per il lieto evento.
Io resto disgustato. Vorrei capire se la nascitura trascorrerà i primi giorni della sua vita – come se la vita non fosse già abbastanza difficile, senza bisogno di eventi del genere – in diretta tv. Immagino che non la toglieranno alla madre. Immagino che la piccola diventerà elemento di aggregazione per alcuni, nella casa, e di discussioni per altri. Immagino cambi di pannolini, smorfie e modi di parlare stupidi, come sanno essere stupidi solo gli adulti che parlano ai bambini. E ne faccio proprio una questione morale, sì.

Datemi del retrogrado, del moralista, dell’insensibile, ma una cosa del genere – nella mia personalissima concezione di quel solido multidimensionale e plurisfaccettato che è la morale – è assolutamente inaccettabile.
Inaccettabile che sia stato deciso dagli autori del programma di mostrare una nascita, inaccettabile che una madre abbia marchiato in questo modo sua figlia, una figlia dei reality, una figlia della televisione, una piccola epigona femminile di Jim Carey-Truman. Lasciatemi sfogare, una buona volta. A me i reality divertono, in un certo senso, sia chiaro. Quelli con i vip più degli altri, ma un momento così delicato come una nascita meriterebbe un po’ più di rispetto.
A meno che non si vogliano accampare chissà quali diritti di cronaca e di spettacolo che deve continuare. Nel qual caso, risponderei che la pupa che piomba fra noi non ha chiesto di andare in onda a reti unificate.
Ma poi, alla fine, in tv si nasce e si muore.