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My Bodyguard, il cast difende Agon Channel dalle accuse: “Minacce infondate”

My Bodyguard è tutto finto? Secondo Alessio Lanzi, un ex concorrente, Jill Cooper ha girato solo 50 minuti per 4 puntate, gli orari del set sono sballati e il vitto insufficiente. Ma il canale risponde con le azioni legali mosse dal resto del cast

UPDATE: Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio MN Italia di Agon Channel:

Alle pesanti accuse lanciate da Alessio Lanzi, ex partecipante del talent MY BODYGUARD, condotto da Maddalena Corvaglia e in onda su AGON CHANNEL (DTT, 33), replicano con forza gli stessi partecipanti che difendono sia la produzione che l’impostazione di lavoro del nuovo canale.

I concorrenti, nel respingere ognuna delle dichiarazioni del loro ex collega, sottolineano che “Lanzi ha detto solo una serie di falsità” e in un documento, firmato da tutti i partecipanti, negano qualunque minaccia di morte a cui fa riferimento Lanzi “è falso che Alessio Lanzi sia stato minacciato di morte dal nostro istruttore Antonio” e proseguono “ non ci sono mai stati episodi di minacce nella residenza dei concorrenti, tantomeno attraverso armi da fuoco”. Diffidano Alessio Lanzi dal chiamarli a “testimoni di fatti che non sono avvenuti come lui racconta” e sottolineando la gravità della sua denuncia, resa pubblica, si riservano ogni azione legale a tutela dei loro diritti, in quanto lo ritengono “responsabile di qualsiasi danno morale, materiale o d’immagine che ne potrebbe derivare.”

Nel documento, i partecipanti di My Bodyguard sostengono con convinzione la loro esperienza di lavoro e la professionalità di tutti coloro che vi sono impegnati, produttori, autori e tecnici. Una produzione attenta alle necessità e alle richieste dei concorrenti. Un’avventura televisiva della quale “ci sentiamo onorati”, scrivono. Inoltre, specificano “ognuno di noi sapeva fin dall’inizio che sarebbe stata un’esperienza priva di comodità. Ci era stato detto chiaramente e lo abbiamo accettato (…). Il mestiere di bodyguard è durissimo e dura deve essere la selezione”.

Lanzi stesso – continuano – ha affermato più volte, davanti alle telecamere, di credere in questi valori e in questa produzione e per questo ritengono incomprensibili le dichiarazioni ed il cambiamento di posizione dell’ex partecipante.

E’ di nuovo bufera su Agon Channel? Dopo il caso delle dimissioni di Antonio Caprarica, ora è la volta di un ex concorrente di My Bodyguard, il reality condotto da Maddalena Corvaglia. Sulle pagine di Libero quotidiano il personal trainer racconta la sua disavventura a Tirana, culminata con una denuncia per minacce fatta a un allenatore.

Alessio Lanzi ripercorre così la sua vicenda:

“L’estate scorsa la produzione del programma, per conto di Agon Channel, viene nella palestra per cui lavoravo a Milano a fare dei provini. Decido di provare. Passa qualche settimana. A settembre torno dalle ferie e ricevo una telefonata per fare un secondo provino ad Assago. I primi di ottobre mi chiamano dicendo di avermi preso e di andare a Tirana per 3/4 mesi. La partenza era fissata per i primi di novembre. Penso: ‘Perché no?’. Andare in tv mi avrebbe dato visibilità”.

Il 9 novembre Lanzi è partito per l’Albania e lì si è reso conto che “la storia dei container è vera”, perché “Agon ha due capannoni in condivisione con la Agon albanese. Fuori si vedono i mobili coperti da cellophane: visto che hanno solo due studi, smontano e rimontano tutto 24 ore su 24″. E tutto questo avrebbe comportato, a detta dell’ex concorrente, una vita di stenti sul set:

“Un giorno una nostra puntata è stata registrata da mezzanotte alle 5 del mattino perché non hanno spazio. Una sera abbiamo cenato in bus, al buio, facendoci luce coi telefonini. In mensa a pranzo c’è solo riso e fagioli. Tutti i giorni. E a cena solo spaghetti aglio e olio. E basta. Zero frutta e verdura, né carne. L’alimentazione è importante per chi fa un lavoro come il mio e il programma, poi, si basa sulla forma fisica. Abbiamo chiesto la bresaola al capo-cuoco, ma ha detto che era fuori budget, costava troppo”.

Alla fine i concorrenti hanno conquistato il petto di pollo, ma a un orario diverso: quello delle 15. E la sera hanno deciso di andare a mangiare, a loro spese, al ristorante. Per il resto, da contratto, erano previste otto ore di lavoro, per una paga quotidiana di 25 euro, con due-tre giorni di visita in Italia ogni due settimane. Ma questo non è mai avvenuto per colpa di “casini, disorganizzazione, orari folli”.

Secondo Alessio Lanzi la produzione convocava i concorrenti alle 9 del mattino, ma il bus arrivava alle 13, poi aspettavano un’altra ora per girare mezz’ora di programma:

“In pratica dieci ore in ballo per fare nulla. Poi il programma era un disastro. Con Jill Cooper abbiamo lavorato 50 minuti in totale, che alla fine sono diventate 4 puntate. Poi c’era un altro allenatore albanese. Con lui dovevamo esercitarci ogni giorno. Una bufala. Ci faceva correre sei minuti, qualche flessione, due addominali come non si facevano dagli anni ’30. Ci ha mostrato come va eseguita la rianimazione su una persona mettendosi a cavalcioni sulla vittima. Assurdo!”.

Poi, a quanto pare, sarebbe accaduto di peggio. L’ex concorrente ha dichiarato che nell’appartamento in cui vivevano avevano come coinquilino “un militare albanese che girava in casa con la pistola e un altro che si vantava di picchiare la sua fidanzata”.

Ecco che il cast ha chiesto prima un programma dettagliato con orari e impegni e poi un incontro con l’editore Francesco Bacchetti:

“Andiamo all’appuntamento, fissato negli studi, speranzosi di venire ascoltati. Ma era una bufala. Erano pronte le telecamere: volevano firmare la protesta. Il trash del trash. Bacchetti parla di Caprarica, dicendo che chi lascia e parla male di Agon avrebbe pagato di tasca sua i lavoratori. Poi se ne va”.

Lanzi ha deciso, infine, di sporgere una denuncia contro il programma per presunte minacce di morte ricevute da un allenatore:

“Viene da me, mi intima di non parlare. Gli rispondo che parlo quando mi pare e piace. Davanti ai colleghi e agli autori, mi dice ‘Ti sparo in testa e ti taglio la gola’. Gli autori non dicono nulla. Lui torna da me e mi mette le mani addosso. Ivano, mio collega, ci separa. Siamo a mercoledì scorso. Sabato 20 dicembre vado all’ambasciata italiana, parlo con un carabiniere, vado alla polizia locale e sporgo denuncia per minacce”.

Lanzi ha, così, lasciato il programma dopo un mese e mezzo a Tirana. E Libero ha contattato Agon Channel per un doveroso diritto di replica, senza ricevere risposta. Staremo a vedere la fondatezza e l’esito di queste gravi accuse.

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