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Antonio Caprarica lascia Agon Channel. La replica di Becchetti e della redazione

Primo addio eccellente ad Agon Channel

UPDATE 17 dicembre – Arriva anche la nota ufficiale della redazione di Agon Channel, che si schiera dalla parte dell’editore Becchetti:

La redazione giornalistica di Agon Channel, sorpresa e amareggiata non tanto dalle improvvise dimissioni di Antonio Caprarica, quanto dalle gravi dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, respinge con decisione il tentativo di denigrare il progetto televisivo dell’editore Francesco Becchetti, gli sforzi produttivi della parte artististica e il lavoro di un gruppo professionale che lo ha accompagnato nei suoi pochi giorni di direzione. Ben prima del debutto le richieste del direttore sono state non solo accolte, ma anche esaudite. Lo ha fatto l’editore, che a più riprese lo ha invitato ad assumere altri colleghi per completare l’organico. Lo ha fatto la redazione, che non si è mai sottratta alle sue disposizioni. Come tutti, siamo consapevoli delle difficoltà di una start-up. Gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Tuttavia la rappresentazione che Caprarica fa delle nostre strutture ha del folcloristico, per non dire del grottesco. Non solo siamo dotati di telefoni aziendali, ma le nostre salette di montaggio producono a pieno regime. Quanto presuntamente denunciato da Caprarica rappresenta la preistoria. Il lavoro di tutti noi – redazione, montaggio, regia, produzione, autori – ha tracciato una strada che intendiamo percorrere per lungo tempo. A questo punto la sfida si fa ancora più stimolante.

Antonio Caprarica lascia Agon Channel. La replica di Becchetti

UPDATE ore 18.10 – La replica dell’editore di Agon Channel Francesco Becchetti, che prende atto “con stupore a sconcerto” delle dimissioni di Caprarica:

Trovo le dichiarazioni del dottor Caprarica assolutamente inaccettabili e gratuite e la sua decisione illegittima, se non anche strumentale. Non corrisponde al vero che la struttura organizzativa e il personale della redazione giornalistica messi a disposizione del dottor Caprarica siano inadeguati. Sin dall’inizio del rapporto, il dottor Caprarica ha condiviso l’idoneità delle strutture e la qualifica del personale necessari all’espletamento del suo incarico nella fondamentale e delicata fase di start up di Agon Channel. Come editore, ho sempre manifestato la mia disponibilità a discutere eventuali proposte di integrazione delle risorse. Ma ribadisco che quanto riferito dal dottor Caprarica non corrisponde in alcun modo alla reale situazione lavorativa della redazione di Agon news. Le affermazioni che il dottor Caprarica mi attribuisce, totalmente avulse dal contesto, non corrispondono al mio pensiero e sono pretestuosamente collegate all’inaspettata e illegittima decisione assunta dal giornalista. Evidentemente, il dottor Caprarica non ha saputo calarsi nel modello di business di Agon Channel, che punta alla qualità coniugata con l’efficienza. Questa è per noi, oggi, la TV del futuro; forse il dottor Caprarica è rimasto alla TV delle spese fuori controllo e del passato.

Antonio Caprarica lascia Agon Channel

Dopo solo due settimane dall’inizio delle trasmissioni di Agon Channel, il direttore delle news Antonio Caprarica si è dimesso. Ecco le dichiarazioni riportate dall’agenzia AdnKronos:

Mi sono dimesso per giusta causa, per la mancanza assoluta delle strutture e del personale minimi per mandare in onda e confezionare un tg. Se questa è la tv del futuro, io non intendo starci. Mi hanno promesso sul contratto una struttura rispondente agli standard internazionali e mi sono ritrovato a montare i servizi nei container, con una redazione di nove persone che doveva realizzare tutti i tg, due ore di programma del mattino e un’ora di approfondimento serale. Più che la tv del futuro è la tv delle repliche.

Caprarica contiene a fatica l’amarezza per quanto avvenuto. Era stato lui a condurre la conferenza stampa di presentazione del canale televisivo italiano che trasmette (quasi tutti i programmi) da Tirana, in Albania, non nascondendo entusiasmo. Ora totalmente svanito:

Ho fatto l’impossibile per assicurare la messa in onda del telegiornale Agon News – ben 10 edizioni al giorno – del programma mattutino ‘I Primi’, 8,00-10,25 ogni giorno, e degli approfondimenti quotidiani di ‘Times Square’, cinque appuntamenti settimanali in seconda serata, tre condotti da me: il tutto con nove redattori. E basta. Non un producer, un autore, nemmeno una segretaria di redazione. E un solo apparecchio telefonico per tutti ma non una stampante. Un autentico miracolo che non è più possibile sostenere, nemmeno continuando a strizzare i collaboratori come si è fatto fin qui. Alle mie proteste l’editore Becchetti ha risposto di ‘non credere in principio che chi lavora 12 ore al giorno debba necessariamente stare male’.Tanta fatica risulta comunque sprecata in mezzo a una programmazione di canale che, in mancanza di ‘magazzino’, offre solo repliche dopo repliche – perfino della festa di lancio del 25 novembre… – come i rari spettatori di Agon Channel Italia hanno potuto tristemente verificare.

Come si capisce leggendo le sue parole, non c’è soltanto amarezza, ma anche una buona dose di polemica da parte dell’ex corrispondente Rai:

Gli studi di ‘livello hollywoodiano’ vantati dall’editore a colleghi che non ci hanno mai messo piede sono solo uno specchietto per le allodole, utilizzato per inserzionisti ingenui. Bastano pochi esempi: le salette di montaggio del tg sono allestite in container nemmeno insonorizzati, così quando piove, causa ticchettio delle gocce, per incidere le voci bisogna farsi ‘ospitare’ nelle salette del canale albanese, all’interno del capannone, ovviamente se disponibili. Il TG non ha uno studio, solo ‘virtuale’, non dispone di una sola troupe, e va chiuso e registrato (!!!) almeno un’ora e un quarto prima per essere trasmesso a Roma, e da lì mandato in onda: spesso con notizie ormai superate. Gli unici materiali filmati sono quelli di agenzia o di youtube. In più, gli scarsi redattori vengono costantemente ‘sequestrati’ dall’editore, a scapito delle news, per essere usati in ‘talent’ concepiti da un giorno all’altro a scopo di puro riempimento del palinsesto. Ho più volte rappresentato la situazione a Becchetti senza alcun risultato. In queste condizioni, la mia storia e dignità professionale, e soprattutto i doveri di onestà verso il pubblico, mi impongono di ritirare la mia firma e lasciare Agon Channel, riservandomi ogni azione a tutela della mia immagine.

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