Domenica in trash, rissa tra Limiti e Mangiarotti. Lanza e Diaco contro Fazio: “Senza la Littizzetto è finito”

Marco Mangiarotti e Paolo Limiti hanno litigato a Domenica in per la mancata vittoria di Francesco Renga a Sanremo

Chi l’avrebbe mai detto, che la mancata vittoria di Francesco Renga a Sanremo avrebbe fatto sfiorare l’ennesima rissa televisiva? E’ successo manco a dirlo nella Domenica in di Mara Venier, che oggi ha regalato più momenti a sfondo trash.

Innanzitutto Marco Mangiarotti, critico musicale de Il Giorno, ha difeso Renga, definendo sminuente l’appellativo di ‘vincitore morale’ di Limiti:

“Stimo Francesco. E’ un bravissimo cantante, sta dicendo un sacco di emerite sciocchezze chi dice che è un vincitore morale perché ha vinto al televoto. Per rispetto a Francesco che è una persona seria, evitiamo di dire sciocchezze”.

Limiti, sentendosi punto nel vivo, si è alzato ed è andato su tutte le furie, chiedendo dalla sua l’appoggio del pubblico:

“Mangiarotti, sì che Renga lo è, vincitore morale. E’ la realtà dei fatti. A chi credi di prendere in giro tu?

L’autore Cesare Lanza, con la sua inconfondibile passione per la brutta tv (fu lui l’autore dei Ring di Buona domenica), li ha istigati:

“Picchialo. Picchiatevi, voglio la rissa”.

Limiti si è, quindi, rivolto al pubblico dell’Ariston:

“Non c’è bisogno di farlo. Lo sapevi pochissimo che l’abbiamo detto. Inutile che giri intorno al malloppo. Ciò non toglie nulla agli altri. Il risultato è che secondo noi…”

Mangiarotti ha proseguito offendendo Limiti:

“Io non faccio il capopopolo di una platea. Faccio un lavoro più serio del tuo”.

Infine Mangiarotti si è quasi lanciato in un turpiloquio:

“Ma chi sei tu? Ma vaffa!”.

Non sono mancate parole dure anche contro Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, pure difesi da Mara Venier in apertura del momento Pagellone:

“Allora diamo un po’ dei voti, come a scuola. Cominciamo dalla coppia. Ci sono state tante critiche, a mio avviso anche eccessive. Bisogna avere sempre un grandissimo rispetto per chi fa questo lavoro, non è sempre facile. Io do sempre la mia simpatia e stima professionale a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, che se lo meritano veramente. Sono state dette tante cose, anche troppe, anche molto sgradevoli. Perché si può fare una critica, ma a volte ho assistito a degli eccessi, a delle critiche feroci che nessuno si merita”.

Peccato che un minuto dopo Cesare Lanza, storico autore di Lucio Presta, ci sia andato giù pesantissimo per un ovvio conflitto di interessi:

“Chiedo scusa a tutti quelli che amano lo zucchero. Il mio voto è 4, non per loro due. Questo tipo di Festival e anche questo tipo di coppia è finita. Faranno bene a disgiungersi. La Littizzetto senza Fazio guadagnerà molto, potrà realizzarsi e essere compiuta. Fazio senza la Littizzetto deve trovare un’altra spalla, altrimenti è niente. Il loro è un mondo finto”.

Ci è andato ancora più pesante Pierluigi Diaco, altro prezzemolino tv vicino alla scuderia Presta essendo sempre ospitato da sue conduttrici:

“Vorrei aggiungere una cosa. A me questo Festival è sembrato una trasposizione televisiva di un quotidiano molto prestigioso che si chiama Repubblica. Hanno una cosa in comune: si rivolgono ai loro lettori-telespettatori pensando non solo di doverli informare, ma anche di doverli educare. Secondo me la dimensione demagogica e pedagogica di poter insegnare cos’è giusto e cos’è sbagliato, cos’è bello e cosa non lo è insospettisce il pubblico a casa, perché l’idea della bellezza è molto personale e rischia di non essere nazionalpopolare, ma snob. Se ci metti degli ospiti che ci insegnano anche come dobbiamo stare il mondo, ho la sensazione che i telespettatori si annoino. Lo sanno gli italiani come si sta al mondo. Sento un po’ di ipocrisia qua dentro. Un’iniezione di leggerezza ci vuole in questo Paese o no? E’ un valore. Quello che fa Fazio a Che tempo che fa è un lavoro egregio, tutto glielo riconosciamo. Ma il Festival di Sanremo è il Festival della canzone italiana, un’altra cosa”.

Marinella Venegoni ha fatto notare a Lanza di essere di parte e prevenuto:

“Ho l’impressione che si tratti di un’avversità ideologica.Tu sei predisposto al rifiuto verso questo tipo di mondo gentile, educato, che si muove in un modo perbene. Tu devi ammettere che il mondo non è tutto fatto come te e che non è obbligatorio che sul palco ci siano solo caproni che presentano. Fazio è civile, forse a volte un po’ monocorde, è la sua natura che è così e mi sembra che la tv educata sia una gran cosa”.

Lanza ha, peraltro, lasciato il palco dell’Ariston con un gran colpo di teatro:

“E stato un festival di morti e moribondi. Io me ne vado perché sono felice di essere ancora vivo e che tutti voi siete vivi e mi potete fischiare”.

La Domenica in della Venier continua a non deludere gli amanti dei toni forti, insomma.

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