L’Arena, Giletti rimpiange la farfallina di Belen (che rimpiange Presta). RaiUno non vedeva l’ora che Fazio cadesse?

Belen Rodriguez all’Arena di Giletti ha rimpianto l’era pre-Fornero e si è tornati a parlare della farfallina di Sanremo

Oggi è successa una cosa strana all’Arena di Giletti. Dopo un anno di austerità e di sacrifici, in cui lo stesso moralizzatore della domenica pomeriggio si è sempre occupato di temi politici e seriosi, lo abbiamo visto tirare un sospiro di sollievo.

Giletti ha aperto con un finto sostegno a Fabio Fazio (“odio quelli che salgono sul carro del vincitore, anziché aiutare chi è in difficoltà”), sottolineando così tra le righe il netto calo di ascolti del Festival di Fazio (“Inutile essere ipocriti, noi giornalisti guardiamo i dati di ascolto. Le tre edizioni passate di Fazio erano state molto ammirate. Ieri è andata meno bene”).

Alla fine la sensazione del sabotaggio sanremese si è tramutata, a metà Arena, in un vero e proprio compiacimento, a sua volta “fazioso”, del flop. Perché Giletti, dall’alto della sua tv di qualità, ha celebrato per un intero blocco la “farfallina che usciva dal giardino” di Belen, come se fosse un’alta pagina di televisione e di storia sanremese (la stessa Belen era stata di recente respinta come ospite di Ti lascio una canzone dalla stessa Tarantola). Ha, infatti, chiesto alla Rodriguez come mai non ci sia più quel tipo di bellezza passionale e provocante al Festival.

La Rodriguez si è difesa con furberia come sempre, dicendo che “tutti se la prendono solo con Belen. E’ il personaggio che fa discutere. Anche quest’anno le ballerine, la prima sera, avevano un slip corto e hanno avuto un primo piano. E quella del torcicollo, il mio anno, aveva uno spacco enorme. E’ assurdo, è dall’inizio del cinema italiano che ci sono inquadrature osè. E’ la bellezza della donna, quando scende dalle scale o fa un’apparizione pubblica… Ci sta che si faccia vedere una scollatura”.

Giletti, compiaciutissimo, non ha battuto ciglio quando Belen ha difeso il lavoro dell’agente Lucio Presta, messo all’angolo ai tempi proprio per il suo strapotere ai danni delle risorse Rai:

“Non portare la bellezza sarà stata una scelta della produzione. Non sono cambiati i tempi, ma la produzione. Allora c’era Lucio Presta che fa una televisione che funziona benissimo, più popolare. Accontenta un po’ tutti”.

E’ evidente che c’è un clima di “ritorno al cheap” su RaiUno e che la caduta di Fabio Fazio fa godere “la vecchia guardia” della prima rete, che per un anno si è sentita cretina a confronto della sua tv edificante e intellettuale. Se uno stesso Direttore come Giancarlo Leone sottolinea ogni volta di voler pescare nella sua rete solo come seconda scelta, rispetto a Fazio, evidentemente il suo flop fa risalire le quotazioni dei conduttori più istituzionali.

Ma la sensazione generale, in un’Italia che vuole uscire dalla crisi, è che si voglia tornare alla tv dei Malgioglio, del cazzeggio, della gnagna (e fa specie che a rivendicarlo oggi all’Arena sia stato proprio Giletti).

Che l’austerity di Fornero e Tarantola (entrambe contro Belen, ma Giletti ha nominato solo la prima), con l’arrivo di Renzi, abbia fatto il suo tempo e qualcuno stia scaldando i motori? Qualcuno che sta molto zitto in questo Festival, ma che nel backstage avrebbe firmato ricevute e che si fa difendere nei programmi del pomeriggio, preparando il suo grande ritorno nei giri che contano.

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