Sanremo 2014, gli operai ‘suicidi’: spunta una ricevuta dell’albergo a nome di…

Continua la saga degli operai del CUB di Napoli e Caserta che hanno minacciato il suicidio nella prima serata dell’Ariston. Hotel pagato da La Vita in Diretta?

 

Nuovo capitolo sugli ‘operai suicidi’ a Sanremo: tornati a Napoli sono ospiti de Il Mattino per ripetere i motivi della loro protesta e anche per ‘chiarire’ l’affaire hotel. Esibiscono una ricevuta, che però è praticamente illeggibile da casa, nella quale dicono ci sia scritto “Casinò Presta”.

A parlare è sempre Antonio Sollazzo, che in questi giorni ha funto praticamente da portavoce del gruppo ‘della balaustra’.

“Non è stato niente di organizzato (con la Rai, ndr). E’ stata pensata da me il giorno prima e il giorno dopo l’ho messa in atto. Siamo arrivati con i soldi fatti da una colletta da tutti i colleghi”.

Il punto dolente resta l’albergo:

“L’albergo è stato pagato da una persona che si è presentata a nome della Rai, un giornalista, per telefono. E io c’ho questo qua (esibisce un foglietto, ndr) che dice il nome di chi è che ci ha portato in albergo, il signor ‘casinò presta’. Boh, non so, Presta, non so chi sia…”

Interviene Salvatore Ferrigno, altro manifestante che però non è salito sulla balaustra con Sollazzo e Marsicano:

“Non sappiamo a nome di chi è stata prenotata questa stanza… il nostro no di sicuro”.

Beh, il cognome ‘Presta’ non è proprio sconosciuto a chi bazzica la tv. E nel teatro del Casinò di Sanremo è ospitato in questi giorni La Vita in Diretta, condotta da Paola Perego, moglie di Lucio Presta. Ma dal video non si legge nulla e non c’è conferma da terze parti su quanto sia effettivamente scritto sul foglietto, neanche dalla giornalista in studio…

La giornalista de Il Mattino chiede, piuttosto, quando siano stati contattati:

“Siamo stati contattati quando eravamo nel commissariato di Sanremo”,

proprio come raccontato da Grazia Sambruna, che ha seguito il gruppo di manifestanti in commissariato quella sera. Continua Salvatore Ferrigno:

“Mentre siamo in Commissariato succede che il mio collega Antonio (Sollazzo, ndr) riceve delle telefonate che dicevano che avevano prenotato delle camere per farci rimanere là, che dovevamo andare a una trasmissione della Rai. Non so come si chiamava, non sapevamo niente”.

Nelle interviste rilasciate alla stampa e pubblicate nei giorni scorsi, invece, hanno parlato di un accordo con La Vita in Diretta, come riportiamo in coda al post. Il racconto continua:

Ci sono venuti a prendere al commissariato alle due e mezzo di notte (le auto viste da Grazia, ndr) e quando siamo usciti questo giornalista della Rai ci ha detto di non parlare con nessuno, con nessuno, di non dire niente a nessuno perché dovevamo andare da lui. Se volevamo andare avanti con questa protesta dovevamo andare da lui e non dovevamo dire niente a nessuno. Fidatevi di me. Io so quello che faccio”.

Messa così sembrerebbe quasi un ricatto… Ma chi è questo “giornalista Rai”? Una categoria ‘ontologica’ per il gruppo del CUB di Napoli e Caserta? Nel frattempo però era già stato diramato l’alert dal direttore di Rai 1 perché il gruppo non fosse ospitato in nessun programma Rai, onde evitare l’effetto emulazione, come raccontato dallo stesso Leone e riportato in basso.

Sulla questione albergo, peraltro, Leone ha dichiarato di voler andare in fondo alla questione, dicendosi pronto a denunciare chi tra loro affermi che l’albergo sia stato pagato dalla Rai. Spunta ora questo “Casinò Presta”… si va nel campo delle assolute supposizioni, ma potrebbe anche trattarsi di un blocco di stanze già bloccate a nome e per conto, cosa non proprio rara quando si pianifica l’ospitalità per un evento come Sanremo. Insomma, potrebbe trattarsi di camere nella disposizione di questo “signor casinò presta”, come lo nomina Sollazzo. Chi sia in realtà nessuno di fatto lo sa. E su quale budget ricada questa stanza neppure. Insomma, a nome di, ma paga chi? Se son conti privati è un conto, se il bugdet di riferimento è quello Rai è un altro.

Ferrigno-Pascale_Operai-Sanremo_IlMattino_biglietti

Sollazzo e Ferrigno raccontano poi, ancora una volta, la dinamica dell’azione, o almeno la loro versione: dicono di essere riusciti a salire sulla balaustra approfittando della confusione causata dal malore di Maria Rosa Pascale, malore che loro dichiarano essere autentico, mentre le prime notizie arrivate dal Commissariato e riportate da Leone riferivano di un finto malessere a mo’ di diversivo per poter raggiungere la ringhiera. Loro, invece, insistono sul ‘balzo felino’, sull’occasione rubata e non creata ad hoc. Beh, immagino che la ‘premeditazione’ implicherebbe peggiori conseguenze legali, così come ‘confessare’ di aver pensato a un minacciato suicidio. A Il Mattino Sollazzo dichiara, invece, che

“l’intento era lanciare la lettera al presentatore tra uno stacco pubblicitario e l’altro”.

Mostrano anche copia dei biglietti di galleria acquistati al botteghino dell’Ariston alle 19.50 per 100 euro l’uno, mentre Sollazzo dice di aver acquistato il suo “da una persona fuori all’Ariston” (che di secondo nome normalmente fa ‘bagarino’).

Ferrigno-Pascale_Operai-Sanremo_IlMattino_menevado

I toni sono sempre pacati, eh. Alla giornalista che ‘insiste’ perché si chiarisca che è stata una manifestazione spontanea e non concordata, Ferrigno risponde:

“Allora, se lei non crede che è stata una manifestazione spontanea io mi tolgo il microfono e me ne vado perché se io devo stare qua a ‘forzare’ per farmi credere da lei io mi spoglio e me ne vado perché a noi è stata spontanea la cosa.”

facendo anche la ‘mossa’ di andarsene. Interviene Sollazzo:

“A noi questo serve per far capire che noi siamo stati là semplicemente per esporre un problema sociale nostro che c’abbiamo”.

Lanciando una lettera a Fazio durante la pubblicità? Beh, a pelle mi sembra un po’ poco per muoversi da Sanremo. Ma quel che penso di questa storia l’ho già scritto e non mi ripeto.

Sul pagamento della stanza chissà se sapremo mai la verità ‘vera’.

Sanremo 2014, gli operai ‘suicidi’: “VID ci ha pagato l’albergo”, ma Leone nega

giancarlo leone

La questione degli operai ‘suicidi’ continua a tener banco Sanremo 2014 e torna prepotentemente nella conferenza stampa del mattino: due colleghi chiedono a Giancarlo Leone se sia vero che il gruppo sia stato ospitato in un hotel sanremese a spese della Rai. Dietro tutta questa operazione, stando a quanto raccontano gli operai, ci sarebbe La Vita in Diretta.

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Antonio Sollazzo, uno dei quattro della ‘banda della balaustra, ha raccontato cosa è successo una volta usciti al Festival:

“Ieri sera (martedì, ndr) siamo usciti dall’Ariston e siamo stati avvicinati da una persona che chi ha detto di lavorare a La vita in diretta. Ci ha invitato a partecipare al programma, il giorno dopo. Ci ha raccomandato di non dire una parola a nessun giornalista, di non parlare prima della trasmissione. E ha aggiunto che ci avrebbe pagato l’albergo. Sennò noi tornavamo subito verso casa in macchina, non c’avevamo i soldi per un albergo così”

Della presenza dell’agguerrita troupe de La Vita in Diretta davanti al commissariato ha raccontato, per prima e con dovizia di particolari la nostra inviata Grazia Sambruna, che riportava anche la ‘rivendicazione’ di un’esclusiva della VID, a nome di non si sa quale principio. E in alto potete vedere il video realizzato da Grazia.

Il racconto di Sollazzo continua:

“Poi noi siamo stati al commissariato e dopo siamo andati a dormire nell’hotel che ci hanno indicato. Hanno pagato loro, anche se poi ci hanno detto che qualcuno, in alto, ha messo il veto, che non potevamo andarci”.

Fatto sta che sempre secondo il Fatto

“All’Hotel Nazionale non si sbottonano più di tanto, si limitano a confermare che in effetti i quattro hanno dormito lì”.

E a testimoniare di una notte in hotel ci ha pensato anche Rai News 24. Del resto i quattro sono stati riaccompagnati in Commissariato nel pomeriggio di mercoledì prima di rimettersi in viaggio verso Napoli con un ‘foglio di via’ triennale.

Leggermente diversa da quella rilasciata al Fatto la versione raccolta dall’inviata de Il Mattino di Napoli che chiede, sempre a Sollazzo, se siano stati contattati dalla Rai:

“Prima ci hanno proposto di intervenire a La Vita in Diretta e ci hanno ospitato in hotel, poi hanno cambiato idea”

senza chiarire chi abbia pagato il conto.

Di tutto questo, però, Leone dice di non saperne nulla: in un fuori onda della conferenza stampa si sente chiedere alla giornalista de Il Fatto, Silvia Truzzi:

“Ma che è sta cosa che hanno detto? Li denunciamo! Ma certo!”

facendo così intendere che non avesse avuto notizia di queste dichiarazioni. Sul fatto che la Rai abbia potuto pagare loro qualcosa il direttore di Rai 1 però è categorico:

“Troverei grave che i personaggi che si sono macchiati dell’interruzione del programma fossero ospitati dai programmi della Rai e posso dire che nessuno ha pagato nulla”.

E aggiunge:

“Io, in veste di direttore di Rai 1, già alle 22.15-22.20 di quella stessa sera, conoscendo l’impulso e la passione dei nostri colleghi dei programmi di approfondimento, sempre pronti magari ad accaparrarsi un’esclusiva e di proporre di andare in trasmissione, ho prima contattato telefonicamente e poi con un messaggio tutti i responsabili dei programmi. Il messaggio era il seguente e ve lo leggo:

“Ricordo a tutti i programmi di non usare i due dimostranti di Sanremo e di non pagare loro neanche un cornetto”’.

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Insomma, conoscendo i suoi polli, Leone si sarebbe premurato di evitare un effetto strumentalizzazione e come racconta perfettamente Grazia Sambruna, ci fu subito un gran giro di telefonate e di messaggi tra i membri della troupe della VID davanti al commissariato.

“Io l’ho fatto solo perché conosco le regole della tv e l’impulso delle trasmissioni di approfondimento. Come direttore di Rai 1 non mi devo occupare solo del Festival ma anche di tutti gli altri programmi. Il mio impegno è stato evitare l’effetto emulazione perché non volevo passasse il messaggio ‘Venite, interrompete e avrete lo spazio’. Sono lieto di aver impedito tutto questo fin dal primo momento chiarendomi con le squadre degli inviati Rai”.

Chi l’ha pagato allora questo albergo?

“Non è mio compito indagare chi ha pagato l’albergo. Il nostro compito è quello di non farli apparire nei nostri programmi e non pagare loro l’albergo. Nessuno della Rai si è sognato di parare l’albergo a questi signori e se lo affermano saranno denunciati”,

rilancia Leone, che però qualche ‘riserva’ e qualche dubbio sul comportamento delle varie troupe non può non averlo.

“Io ho specificato ‘nemmeno un cornetto’ proprio per indicare anche la cosa più piccola… se poi qualche troupe si sia avvicinata loro per chiedere un’esclusiva questo non…”.

Che la VID avesse concordato un’esclusiva ce lo ha raccontato subito Grazia Sambruna, ancor prima delle interviste al/ai protagonista/i. Che questi quattro fossero professionisti del tentato suicidio è apparso chiaro a molti fin da subito (ma non per questo per me equivale a combutta con la Rai) ed è bastato un giro tra i precedenti dei quattro per avere la conferma che non siano proprio dei neofiti della protesta.

Intanto Sollazzo dichiara che la VID si è proposta di pagare e ho impressione che Leone avrà un paio di cose da chiarire col programma, che ieri ha smentito l’esistenza di un’esclusiva, sconfessando palesemente quanto visto, vissuto e raccontato da Grazia.

Chi ha pagato l’albergo ai quattro forse non si saprà mai: sospetto che andrà tutto a tarallucci e vino, ma penso anche che qualcuno ci stia facendo davvero una pessima figura. Forse per invidia, forse per protagonismo, forse per entrambe le cose: e sarebbe ora di fare un po’ di pulizia in casa Rai…

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ll Festival di Sanremo, anche conosciuto come il festival della canzone italiana, è un evento musicale e di costume nato nel 1951, approdato in TV nel 1955.

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