Bibi Ballandi a TvBlog: Vi racconto come ho portato Fiorello in Rai

Oggi a TvBlog c’è Bibi Ballandi che ci racconta come ha conosciuto Fiorello e come lo ha portato in Rai.

di Hit

Nella nostra serie di post dedicati ai 60 anni della Rai Tv, nei scorsi giorni abbiamo gli autorevoli interventi di Carlo Freccero, Pippo Baudo, Antonello Falqui e Carla Vistarini, spaziando dalla Rai degli albori e fino alla riforma degli anni ’70. Oggi ci avviciniamo di più alla televisione dei nostri giorni, con l’intervento di uno dei personaggi che di più, negli ultimi decenni, ha fornito alla televisione pubblica alcuni dei programmi d’intrattenimento più visti.

Molti dei più grandi successi televisivi che la Rai ha avuto negli ultimi 20 anni sono stati certamente gli one man show. Il primo fu C’era un ragazzo con Gianni Morandi, poi arrivarono gli show di Adriano Celentano, Giorgio Panariello, Renato Zero e quello che vide protagonisti Lucio Dalla e Sabrina Ferilli. Ma uno dei personaggi che più ha avuto una forza dirompente nel varietà televisivo della televisione pubblica è stato senza dubbio Fiorello, che nel 2000 si affacciava per la prima volta su Rai1 con il suo primo successo, ovvero Stasera Pago io.

Della nascita di questo show, ma anche degli one man show in genere, che sono stati fra le forze propulsive, per quel che riguarda la televisione d’intrattenimento della Rai più dirompenti , parliamo con quello che è stato l’artefice di questo genere, ovvero Bibi Ballandi, che ci racconta come ha conosciuto e come ha portato in Rai Fiorello.

Da quel black-out al Festivalbar nacque la mia passione per Fiorello

    Di Bibi Ballandi

    Tutto nacque una sera del 1999 quando andai, invitato da Vittorio Salvetti (l’organizzatore e grande patron del Festivalbar, ndr) alla finale del Festivalbar, che si svolgeva all’Arena di Verona. Alla conduzione di quell’edizione c’era una coppia formata da Alessia Marcuzzi e Fiorello. Ricordo benissimo che durante la registrazione televisiva di quella serata ci fu un black-out ed andò via la corrente per un ora.

    Fiorello in quell’ora fece impazzire il pubblico. Ricordo che gli diedero in mano una specie di microfono, del tipo di quelli che si usano per strada stile megafono e si mangiò letteralmente il pubblico che era nell’arena quella sera. Ed in attesa che tornasse la corrente fece uno spettacolo nello spettacolo davvero fortissimo. La gente rideva davvero tanto ed in quel momento mi conquistò. Al termine di quella serata mi volli presentare a lui e ci demmo appuntamento a Roma.

    In seguito l’ho quindi incontrato a Roma e ci siamo subito piaciuti. Poi gli ho messo una bella squadra di autori capitanata da Giampiero Solari al suo fianco e si partì per costruire quello che poi sarebbe diventato Stasera pago io. Ricordo che in Rai all’epoca c’era Pierluigi Celli direttore generale e Agostino Saccà direttore della Rete 1, che ci diedero il via e a gennaio partimmo, per quello che sarebbe diventato un programma di grande successo e che ha permesso a Fiorello di farsi conoscere al grande pubblico televisivo per quello che veramente è, cioè uno dei più grandi artisti contemporanei.

    Il successo fu così clamoroso che a quell’edizione di Stasera pago io se ne aggiunsero altre due, fino ad arrivare al Più grande spettacolo dopo il week end dell’autunno 2011. Prima di Stasera pago io con la Rai ho avuto il piacere di inaugurare gli one man show con Gianni Morandi, con C’era un ragazzo. Quel progetto era nato insieme a Michele Serra, che si cimentava per la prima volta nelle vesti di autore di uno show televisivo. Ricordo che riuscimmo, con Agostino Saccà (allora direttore di Rete 1, ndr) a convincere Morandi a fare quello spettacolo, che ebbe un grandissimo successo. Poi vennero gli show di Celentano, Panariello, Renato Zero e quello con l’indimenticabileLucio Dalla e Sabrina Ferrilli, mentre proprio domani sera partirà su Rai1 un nuovo varietà con Massimo Ranieri, un artista a tutto tondo: un grande cantante ma anche un grandissimo attore e regista teatrale.

    Il mio rapporto con la televisione pubblica, parallelamente alla produzione degli one man show, è proseguito anche con grandi successi come Ballando con le stelle, che nell’ultima edizione ha avuto un ottimo indice di ascolto, pur avendo contro un grande format come Italia’s got talent, grazie alla bravura di Milly Carlucci ed il suo team di autori. Ballando poi posso dire che tornerà con l’edizione del decennale nella prossima stagione televisiva, mentre un altro varietà di grande successo della Rai è stato Ti lascio una canzone, che ripartirà a febbraio su Rai1 con una nuovissima serie, condotta come sempre dalla bravissima Antonella Clerici.

    Con la Rai ed i suoi dirigenti ho sempre avuto un ottimo rapporto e anche ora ho un eccellente rapporto sia con il direttore di Rai1 Giancarlo Leone che con il direttore generale Luigi Gubitosi. Con loro mi trovo molto bene, mi considerano un po’ un senatore, alla luce del mio passato professionale che ho con l’azienda che attualmente dirigono. Alla Rai che compie sessant’anni, auguro altri sessant’anni di successi, per arrivare così a festeggiarne 120 di candeline Perché la Rai fra sessant’anni ci sarà ancora, con altri uomini e donne che la guideranno al meglio, perché gli uomini e le donne passano, ma la Rai resterà.

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