Bisio precisa sulla Cortellesi e “l’intervista mai rilasciata a La Stampa”

Il comico smentisce di aver rilasciato dichiarazioni effettivamente pubblicate sul quotidiano.

Qual è il concetto di notizia non vera nel mondo del giornalismo televisivo? Se esprimi una critica personale è giudicata inattendibile, in quanto opinione soggettiva presto stigmatizzata dai diretti interessi.

A quanto pare, è notizia non vera anche un virgolettato attribuito a un personaggio su un quotidiano autorevole come La Stampa, in un’intervista peraltro firmata dalla critica Alessandra Comazzi, giornalista illustre di Spettacoli.

Poco fa ci giunge la segnalazione di una lunga precisazione di Claudio Bisio sul suo sito ufficiale in merito alle dichiarazioni critiche su Paola Cortellesi, da noi divulgate qualche giorno fa. Stai a capire, poi, perché le rettifiche devono farle i blog, che riprendono le notizie, e non i giornalisti che le pubblicano sui quotidiani.

intervista bisio comazzi

Tant’è, la pubblichiamo per dovere di cronaca e di rettifica. Ma, sempre per completezza di informazione, pubblichiamo uno screen di quella stessa intervista che Bisio dice di non aver mai rilasciato. Oltre a una foto da Facebook che ritrae insieme l’attore e la giornalista, probabilmente tratta da un evento in cui “la non-intervista” sarà stata realizzata.

    Leggo su vari blog notizie non vere e quindi occorre una mia precisazione.
    Numero uno. Non ho mai rilasciato un’intervista a La stampa. Numero due. Non ho mai detto che preferisco Vanessa Incontrada a Paola Cortellesi, né di essere in competizione con Paola.

    Premesso che chiedermi se preferisco Paola, Vanessa o Michelle (tre artiste molto diverse tra di loro che stimo e con le quali ho costruito un profondo rapporto sia professionale che umano) sarebbe come chiedere a un bambino se vuole più bene al papà o alla mamma, vorrei dire con parole mie qualcosa sul tema.

    Michelle, innanzi tutto. Tutto è iniziato con lei, insieme abbiamo scoperto questo strano mestiere che non è una conduzione classica di uno show, ma una complicità sul palco e un essere al servizio dei comici.
    Poi Vanessa che, dopo l’assenza di Michelle per sua scelta professionale, ha portato il calore spagnolo e uno sguardo ingenuo e naif (che era un gioco di ruolo sia beninteso) e che tanto bene ha fatto a Zelig e alla sua crescita.
    Infine Paola che, dopo l’assenza di Vanessa per sue scelte professionali, ha fatto fare un salto di qualità a Zelig con i suoi personaggi comici (Moratti, Santanché , Silvana, Kattivia) e momenti canori di altissimo livello (e grande comicità). Insieme abbiamo poi quest’anno provato ad esplorare il mondo del reading ispirandoci alla grande coppia Morelli/Stoppa. (e al loro caro Eleuterio, cara Sempre mia) con i testi di Walter Fontana e l’apporto fondamentale dell’ensemble musicale guidato da Paolo Jannacci. Un sapore che Zelig non ha mai avuto.
    Questo è quello che abbiamo cercato di fare quest’anno, alla faccia di chi dice che Zelig non si rinnova abbastanza.

    Non entro nel merito di discussioni che lascio al mondo dei blog (se ne hanno voglia e tempo) sulla riuscita di questa edizione. Se era meglio l’anno scorso o quest’anno. Se era meglio tre anni fa o dieci anni fa.

    Dico solo che, per fortuna, l’amicizia che mi lega a Paola, a Vanessa e a Michelle non viene per niente intaccata da frasi mal riportate o da interviste mai date contenenti domande mai poste che sono un giudizio (non mio ma del giornalista).

    Amici dei blog, amici giornalisti, amici tutti, scrivete quello che volete, dove volete, siate pure cinici, spietati, dissacratori (anche noi comici spesso lo siamo), ma abbiate il coraggio di usare i vostri pensieri e le vostre parole.

    E a proposito del mio rapporto con Paola, siamo così in competizione che (e qui confermo una voce che da qualche parte è già trapelata) abbiamo il progetto di fare un film insieme.