Carlo Cracco a TvBlog: “MasterChef, fatica e soddisfazione”. “Danny una delusione, Spyros il più determinato”

Carlo Cracco racconta a TvBlog l’esperienza di MasterChef e i motivi che hanno spinto i giudici a dare la vittoria a Spyros


In vista del primo speciale di MasterChef, questa sera alle 21 su Cielo, abbiamo intervistato per voi Carlo Cracco, il giudice che ha maggiormente colpito i fan del programma. Con lui abbiamo fatto una lunga chiacchierata che parte da un’analisi della vittoria di Spyros Theodoridis e si conclude con un consiglio culinario per i lettori. Cracco ci racconta quali erano le sue previsioni per la vittoria finale, com’è stato il suo percorso da giudice del talent, qual è stato il suo rapporto col team di lavoro e quali sono le sue aspirazioni televisive.

Buona lettura!

Cracco, perché Spyros? Quali sono stati gli elementi che vi hanno fatto assegnare a lui la vittoria?

Il motivo è semplice: è stato il più bravo.

E’ stata una decisione unanime? Chi era il più convinto dei tre e chi, invece, “tifava” per Luisa?

C’era molto equilibrio devo dire, e di conseguenza tanta indecisione. Però nella prova finale Luisa si è proprio incartata, ha perso di mano la situazione e si è visto. Si è tagliata, ha bruciato delle cose…e questo poi si è riflettuto anche nei piatti, nel risultato.

Vi siete basati solo sui piatti finali?

Sì. La prova finale è una prova a due secca, chi la fa meglio è giusto che vinca. Spyros era stato il primo a qualificarsi ed era arrivato già carico. E’ riuscito a studiarsi bene il menù e a fare bene tutti i suoi piatti, quindi si è meritato la vittoria.

E il percorso fatto nel talent non è stato minimamente preso in considerazione?

Be’, abbiamo tenuto conto di tutto, ma in casi come questi bisogna guardare soprattutto la finale, perché se ci si basa solo sul prima, a quel punto la finale diventa inutile. Si va a punti e in base a questi il più forte vince.

Ma si sarebbe aspettato ad inizio programma una vittoria di Spyros?

Aspettarselo proprio no, credo che nessuno dei giudici se lo aspettasse. Però il vero artefice della vittoria è stato proprio lui: si è messo lì di buona lena, senza mai strafare, ma cercando di ascoltare e di fare tutto il possibile per vincere…e alla fine ce l’ha fatta. Ma ce l’ha fatta perché, al contrario di Luisa che non ascoltava mai ed era già convinta di aver vinto, lui partiva in ogni prova con l’idea di uscire e di conseguenza dava sempre il massimo, soprattutto nella concentrazione. Invece Luisa in finale è bastato che si tagliasse e ha perso tutta la sicurezza. Vabbe’, poi aveva anche una mamma che gufava un po’…ma questo è un altro discorso.

Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia
Carlo Cracco giudice di MasterChef Italia


Secondo lei Spyros ha reali possibilità di diventare uno chef?

Ha delle buone possibilità, perché comunque ha dimostrato grandi capacità di sapersi adattare, di voler arrivare fino in fondo e di non voler mai smettere di imparare. Quindi le condizioni ci sono, poi chiaramente ci vuole un po’ di tempo, non è che si può pretendere di diventare chef dopo tre mesi.

L’età può giocare a suo sfavore?

Assolutamente no! Anche perché lui ha appena cominciato e avere un’età già abbastanza matura in questo caso è un vantaggio, l’ha dimostrato anche in gara. Ha la maturità giusta, oltre alla voglia e all’entusiasmo che gli hanno permesso di arrivare in fondo al programma.

E la seconda classificata, Luisa Cuozzo?

Secondo me tutti quelli che sono arrivati tra i primi cinque o sei possono avere una chance. Ilenia ad esempio fa già la cuoca, so che lavora in un piccolo ristorante ed è felicissima. Poi ovviamente sta ai ragazzi portare avanti questa passione per la cucina e rinnovarla.

Torniamo indietro di qualche mese: dopo la registrazione della prima puntata, chi si sarebbe aspettato di vedere in finale?

Direi Danny, che io ricordi. Tra gli altri forse Ilenia. Luisa si vedeva che era molto capace e molto sicura, anche se all’inizio i suoi piatti erano molto semplici.

Chi l’ha delusa maggiormente?

Sempre Danny! Perché è molto bravo, molto dotato, molto creativo, però zuccone. Pensava di essere già in finale e invece non aveva capito proprio niente. E’ uscito in modo veramente banale ed è stato un peccato, perché poteva dare molto di più. E probabilmente farà anche molto di più, se troverà dentro se stesso le motivazioni giuste per proseguire e smetterà di essere “incostante”.

Un pregio e un difetto dei suoi compagni di lavoro, Bruno Barbieri e Joe Bastianich.

Il pregio di Bruno è che è simpaticissimo…difetti non ne ha, dai.

Così non vale!

Il difetto è che quando si incazza perde le staffe. Per fortuna però si incazza poche volte. Bastianich invece ha il grosso difetto di essere americano (ride, ndr), nel senso che avendo questa cultura prettamente americana a volte non capisce tutte le sfumature…dovrebbe essere un po’ più “aperto” a volte, ecco.

Vi siete trovati spesso in disaccordo per questa sua “rigidità”?

Sì, spessissimo. Poi chiaramente si superava, come in tutte le cose. Non si può sempre andare d’accordo, come non si può sempre essere in disaccordo.

La sua scelta di premiare lo strudel di Luisa anziché quello di Ilenia è costato la finale a quest’ultima, quindi ha avuto un peso decisivo in questo caso (e in molti altri)…

E’ stata una scelta, l’abbiamo accettata. Tanto poi ha vinto Spyros, no? Alla fine si può anche sbagliare, ma a vincere è stato in ogni caso il migliore.

Ci racconta la giornata-tipo di un giudice di MasterChef, durante le registrazioni?

Una rottura di maroni! (ride, ndr) Bisogna pensare alle prove, agli ingredienti, bisogna farli comprare, organizzare, studiare le possibili ricette…una bella rottura davvero, eh.

Quindi eravate voi giudici a decidere le prove, non gli autori?

Sì, soprattutto Bruno. Chiaramente non facevamo tutto noi, anche gli autori facevano la loro parte e sono stati molto, molto bravi. Però le idee principali, i Pressure Test o le idee di sfida sì, si concordavano insieme.

Un lavoro a 360° e non solo nel giudizio…

Sì, un coinvolgimento totale.

Mentre era impegnato con le registrazioni, chi dirigeva il suo ristorante?

Matteo. Lavora con me “solo” da diciotto anni, quindi direi che qualcosina sa fare.

MasterChef è stata solo una breve parentesi lavorativa o l’inizio di una vera e propria carriera televisiva?

Oddio…carriera televisiva non lo so e non credo. Se inerente a quello che è il mio lavoro, non mi dispiacerebbe fare altro in tv. Io comunque faccio il cuoco, quindi non ho paure e non ho problemi a portare avanti quello che so fare meglio. Se invece dovessi andare a fare altre cose…chissà, dipenderebbe dal progetto. Se fosse fatto bene, serio, studiato e valido, perché no?

Quindi comunque la porta è aperta. Tra l’altro si parla già di una seconda edizione di MasterChef. Ci sarà?

Francamente non so ancora nulla. Abbiamo appena finito di registrare i due speciali e visto il successo che ha avuto il programma, mi auguro che una seconda edizione ci sia. Se dovessero chiedermi di esserci, sono assolutamente disponibile.

Questo entusiasmo mi fa capire che comunque, impegno faticoso a parte, MasterChef per lei sia stato anche una bella soddisfazione.

Certo. E poi si imparano un sacco di cose sempre. E’ stata molto utile come esperienza.

Che rapporto ha col piccolo schermo? Ha tempo di guardare la tv?

Avercelo il tempo. Io lavoro sempre…lavoro anche la sera quindi è proprio difficile. Ogni tanto registro le cose che mi interessano. Addirittura MasterChef ho dovuto vederlo in replica, per cui può immaginare. La tv ce l’avremmo anche in cucina, ma non si riesce mai a guardarla.

Saprà comunque che negli ultimi mesi sono spuntati un sacco di programmi nuovi di cucina. Ce ne sono troppi, non crede?

Penso che questo fiorire dipenda dal fatto che alla gente interessa capire meglio “quello che si mangia”, come lo si fa. Però in effetti ce ne sono tanti, anche se MasterChef in fondo è diverso da tutti gli altri perché racconta una storia, cosa che i programmi di cucina classici non fanno. Racconta un percorso bello, fatto bene…appassiona.

Sì, non è un programma di cucina in senso stretto. Ma lei conosceva il format prima che arrivasse in Italia?

Sì lo conoscevo, ma so che pur essendo un programma di successo non ha avuto lo stesso seguito ovunque. Credo che dipenda molto da come è stato realizzato nei vari paesi.

Quanto contano secondo lei i giudici nel successo del programma? Da noi ad esempio, ancor prima che dei ragazzi, si è parlato di voi.

Non so, secondo me conta relativamente poco. Il merito va diviso tra tutti…i concorrenti, gli autori, la rete. Anche i giudici, certo, ma non sono così fondamentali. Il nostro merito è stato minimo.

Dice? Secondo me si sottovaluta un po’…

Ma no, dai. I veri protagonisti sono questi ragazzi, noi siamo solamente dei “tutor”, un piccolo esempio per loro, per ciò che vogliono fare, ma nient’altro.

Eppure il vostro ruolo era diverso da quello dei giudici dei talent show classici. In Italia c’è una spiccata tendenza al buonismo, mentre voi avete avuto la grinta giusta e quel pizzico di cattiveria che la gente voleva.

In cucina è così, non esistono le vie di mezzo. O meglio, esistono, ma solo in alcuni casi. Quando tu devi dare un giudizio su un piatto può contare il piatto, ma può contare anche tutto il resto. A volte magari abbiamo premiato chi aveva capito meglio il compito assegnato, anche se il risultato non era perfetto, ma l’interpretazione era giusta. O abbiamo penalizzato piatti migliori, ma fuori tema.

Cracco, dopo MasterChef in rete si sono moltiplicati i cosiddetti fan club. Sa di essere considerato un sex symbol?

(ride imbarazzato, ndr) Lo so, me l’hanno detto…mi domando cosa ci vedano. Non è che sono cambiato a MasterChef…

Ma ha avuto sicuramente maggiore visibilità. Ora non è più solo uno chef ma anche un personaggio televisivo.

Non so che cosa dire!

Va bene, lasciamo perdere. Però non posso non farle la domanda che tutti i suoi fan vorrebbero porle: è impegnato o single?

Impegnatissimo

Centinaia di cuori spezzati!

Guardi…meglio così! (ride, ndr)

Prima di lasciarla, le chiedo un consiglio natalizio: un piatto da non far mancare sulla tavola dei lettori di TvBlog.

Secondo me i tortellini, che sono quasi un piatto unico. C’è la carne, la pasta, il brodo…magari serviti con un paio di castagne, sono veramente fantastici. Oppure con delle lenticchie o qualche frutto invernale.

E sulla sua tavola invece cosa ci sarà? Non mi dica che lavorerà il giorno di Natale.

Assolutamente no, non lavorerò, ci mancherebbe altro. Noi cucineremo i tortellini, il cappone…stiamo sempre sul classico a Natale.

Ultime notizie su MasterChef

MasterChef è un talent culinario nato nel 1990 sulla BBC, ma esploso su scala mondiale dopo il restyling del 2005.

Tutto su MasterChef →