Si è conclusa la serie Questa è la mia Terra

Ieri sera si è conclusa la miniserie TV Questa è la mia Terra, di cui abbiamo avuto più volte modo di parlare (vedi in particolare qui e qui), registrando peraltro dei buoni ascolti. Le ultime due puntate sono state trasmesse due giorni di seguito, domenica e lunedi sera, con un cambio di palinsesto che ormai

Questa e\' la mia TerraIeri sera si è conclusa la miniserie TV Questa è la mia Terra, di cui abbiamo avuto più volte modo di parlare (vedi in particolare qui e qui), registrando peraltro dei buoni ascolti. Le ultime due puntate sono state trasmesse due giorni di seguito, domenica e lunedi sera, con un cambio di palinsesto che ormai sta diventando prassi nella gestione delle serie TV “made for Mediaset”.
Dato che comunque sulla carta questa fiction si preannunciava di buona qualità, l’ho seguita con particolare interesse.
Nel lavoro di Raffaele Mertes ho particolarmente apprezzato la ricostruzione storica che, rifuggendo dalle spettacolarizzazioni che spesso hanno caratterizzato questi prodotti, è risultata per la maggior parte del tempo verosimile e ben realizzata. Anche la recitazione è stata per lo più all’altezza. Nonostante la presenza di attori dal retroterra così eterogeneo, il cast mi è sembrato abbastanza efficace, con un plauso particolare alla ex modella Kasia Smutniak che ha dimostrato di trovarsi perfettamente a suo agio nel mondo delle fiction, anche in un ruolo da protagonista.

Lo stesso però non posso dire della trama. I troppi colpi di scena in questa storia d’amore tormentatissima, che alla lunga hanno fatto perdere di credibilità alla narrazione, e un’eccessiva lunghezza della serie (forse sarebbe bastata una puntata in meno ad evitare certe forzature dell’intreccio) hanno trasformato a tratti un buon prodotto in un feuilleton in stile “romanzo Harmony”. Un vero peccato, perché in ogni caso il prodotto avrebbe potuto aspirare a divenire una specie di Perlasca della Mediaset.
Nonostante gli indubbi punti deboli, ben vengano comunque prodotti come questo che in fondo, seppure con una certa leggerezza, fanno riscoprire vicende ormai sepolte nei libri di scuola o, forse, mai raccontate neanche da chi le ha vissute davvero.