Maurizio Costanzo a TvBlog [Seconda Parte]

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Dopo aver intrapreso ieri la prima parte di questo viaggio, attraverso i pensieri e le parole di Maurizio Costanzo, riprendiamo questo percorso comune che vede TvBlog ospite nelle mura della sua casa quale è il teatro Parioli di Roma. Se ieri ci ha raccontato dei suoi impegni attuali e di alcuni tratti del suo pensiero sulla Tv ed i suoi dintorni, oggi il nostro anfitrione ci accompagnerà attraverso le sue opinioni sulla televisione di oggi, da quella di sua moglie Maria fino al concetto di televisione. Una fermata in questo viaggio sarà anche per il suo grande amore: il teatro, la sua vera passione e vero motore della sua vita. C’è spazio anche per riflessioni sulla vita privata e su quello che dovrebbe essere un ricambio nel mondo dell’eccellenza che fatica a palesarsi nel nostro tempo. Un viaggio che si conclude fino all’ingresso nel mondo del web che ci ospita, uno spazio che lo incuriosisce molto. Riparte dunque il nostro percorso con Maurizio Costanzo. Buon viaggio.

LA TV DI OGGI

Quello che ritengo essere fortemente in crisi oggi è il varietà. Possiamo dire anche un’altra verità: tanti anni fa, nell’epoca del bianco e nero, c’era un varietà fatto da gente del calibro di Aldo Fabrizi, Bice Valori, Paolo Panelli, Ave Ninchi. A me ne basterebbe uno di questi artisti per fare un varietà oggi. Ma chi lo fa il varietà oggi? Una delle scorse puntate di “Memorie dal bianco e nero” l’ho dedicata a Walter Chiari e Campanini, chi lo fa Walter Chiari, dov’è? La Tv è un modo di esprimersi, più dei giornali. E’ un modo per fare arrivare delle idee. Io ho fatto molte campagne, ne ho fatte molte per i bambini di Chernobyl e ne rifarò. E’ anche usare un mezzo forte per aiutare chi è in difficoltà. La Tv è la piazza, l’agorà, è il luogo dove ci si incontra. Io per esempio ho dato la notizia della Mondaini come si usava un tempo nelle case di ringhiera milanesi: ci si affacciava e si annunciava la notizia.

C’E’ POSTA PER TE

Perché va bene “C’è posta per te” ? Perché si è candidata da sempre ai sentimenti forti. L’odio vero o la gelosia vera. Anche quello conta e non le cose sfumate. Dobbiamo poi sempre far conciliare gli adulti e i più giovani. “C’è posta” è la commedia della vita. I programmi di Maria poi li seguo sempre, per esempio durante “C’è posta” lei mi chiama ad ogni break. Quel programma è fantastico, costa una fatica immane ma è stupendo. E’ il miglior programma di Maria in assoluto. E’ bello anche “Uomini e donne anziani” perché ti accorgi della felicità di queste persone che a tarda età hanno scoperto che possono ancora amare e voler bene. Le storie di Maria in “C’è posta” quali sono? Il ceppo è sempre quello: il padre che cerca la figlia, la figlia che cerca il padre. Miei amici medici mi dicono che gente anziana morendo non invoca ne’ il marito ne’ la moglie, ne’ i figli e nemmeno i fratelli o le sorelle. Si invoca padre e madre: la chiave è tutta lì. Perché quello è il tuo ceppo, è dove nasci.

PAPA’

Io ho perso mio padre quando avevo 19 anni ed ancora ci penso. E’ un viaggio lungo, ho avuto mogli, figli, tutto quello che è possibile avere, però pensi a tuo padre e a tua madre. Io di più a mio padre, ma perché è mancato molto giovane e ci ho sofferto moltissimo.

IL TEATRO LA MIA VITA

Il teatro per me rappresenta tanti soldi spesi e la mia seconda casa. Io sono figlio ideale di Garinei & Giovannini. Mi ricordo di loro due sempre dentro al teatro Sistina ed è bello stare dentro ad un teatro, anche quando il teatro è inattivo. Si Pensa a quante tragedie si sono rappresentate su di un palcoscenico, che rimangono nell’aria. In un mondo che chiude i teatri per aprirci dei garage, sono davvero felice di averci perso dei soldi per farlo vivere. Ci sono quelli che hanno la barca, io non ce l’ho e quindi me li spendo per il teatro. Quasi tutti i denari che ho guadagnato con la Tv, accidenti a me, li ho spesi per il teatro ma per me il Parioli, che fra parentesi ricomincia ad ottobre, è la vita. E’ così bello vedere la gente che arriva, si accomoda in poltrona…

PROVINI

Ho fatto 40 provini di comici provenienti da tutta Italia questa estate qui al Parioli, me li vedevo in bassa frequenza su quel monitor, in una specie di webcam puntata sul palcoscenico del Parioli. Ne ho preso solo uno. E’ un disastro. Non c’è niente, questo è un problema gravissimo. Sto abolendo lo spazio comico, perché non so più chi chiamare.

IL NUOVO ACCESS

Si chiama “Ho buone notizie per te”, non è una idea mia, è un format comprato dalla Rai, c’è un conduttore, due capitani e cambiano i concorrenti, quella sera c’erano Tiberio Timperi con me ed Emanuele Filiberto per Magalli. In Inghilterra è trasmesso dalla BBC da 23 anni. E’ una delizia, abbiamo fatto un numero zero con Lippi e Magalli. Dovevamo fare 40 minuti ne abbiamo fatto fatti 74 ed è venuto benissimo. Ora vediamo se verrà serializzato in futuro, c’è tutta una serie di giochi d’incastri da verificare. Credetemi è venuto molto bene, allegro, divertente e basato sull’attualità. Presumo che poi si farà, se però non si farà sarà davvero un gran peccato ed io mi batterò perché si faccia. E’ un access perfetto per il sabato e la domenica di Rai1.

LA CURIOSITA’

La mia curiosità personale è capire questa evidente crescita del pubblico, intesa come età, che è la prima volta che succede in queste proporzioni e vedere dove porta. E’ un cambiamento forte, non sono degli ottanttenni rincoglioniti, c’è forte in loro la memoria, intesa come sollecitazione. Ed è proprio questo cambio che mi incuriosisce. C’è stato un congresso in cui uno scienziato ha detto che dal 2050 si potrà arrivare a 150 anni. Si profila una gran rottura perchè che fai? vai in pensione a 65 anni e per 70 anni ti paga lo stato? Mi ricordo che prima quando c’era un centenario lo facevi venire al “Costanzo show” ora ce ne sono 12.000 . Oggi nelle cliniche quando ricoverano uno di 75 anni dicono “c’è un ragazzo”. Questa cosa non può non cambiare nelle scelte del teatro, del cinema e secondo me molto nella televisione, che poi da sempre è stata l’interfaccia delle persone non più giovani. Questa è la mia curiosità, che mi sembra oltretutto anagraficamente giusta vista la mia età.

RICAMBIO

Quello che mi allarma e non da oggi è la mancanza di eccellenza. Cioè non c’è un grande architetto, un grande scrittore, un grande regista, un grande primo attore. Il più grande attore italiano è Arnoldo Foà ed ha 94 anni. Scaccia 90, Albertazzi ne ha 88. Fra le nuove leve vedo davvero poca cosa. Io credo che in fondo la colpa sia anche della televisione, che ha reso tutto apparentemente più facile, più accessibile, tutto come una grande scorciatoia. Quello che dico che manca, è assente non solo da noi, ma anche in Francia, Inghilterra, Spagna. C’è proprio una povertà generalizzata prima c’era più sudore.

WEB

Il rapporto con il web mi piace e un po’ ne diffido perché non ho molta padronanza del mezzo. Non mi sono messo su Facebook perché se si fanno vivi i miei compagni di scuola chiamo i carabinieri. Però riesce a dare anche un segno terribile di solitudine mondiale. Seneca diceva che non si ferma il vento con le mani, se c’è e tanti miei connazionali stanno lì un motivo ci sarà e sarà certamente un motivo legittimo. E’ un fenomeno che diventerà ancora più grande: i giornali cartacei stanno a pezzi, c’è più gente che leggere il Corriere online che il Corriere della sera. Non possiamo essere ciechi.

Si conclude così il viaggio di TvBlog nel vasto mondo di Maurizio Costanzo, che sinceramente ringraziamo per la disponibilità e sincerità avuta durante questo speciale incontro.

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Maria De Filippi è una conduttrice, autrice e produttrice televisiva milanese classe '61.

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