Alessio Boni a TvBlog: "In Tutti Pazzi per Amore ho dato sfogo alla mia vena comica"

Alessio Boni a TvBlog: "In Tutti Pazzi per Amore ho dato sfogo alla mia vena comica"

Oggi su TvBlog ospitiamo con piacere Alessio Boni, l'attore di interessanti produzioni come "La Meglio Gioventù" e "Caravaggio" attualmente in onda su Raiuno nella seconda stagione di "Tutti Pazzi per Amore" negli inediti panni di uno strambo ornitologo. Con lui parleremo, tra teatro e cinema, di come è arrivato ad accettare questo ruolo ma anche del suo rapporto con i dati auditel e il resto del panorama televisivo attuale.

Con tanti progetti ormai alle spalle come ricordi il periodo dei primi anni di studio e dei primi provini ?

“Sono gli anni più belli della mia carriera perché quei ricordi di sofferenza, precarietà ed incertezza hanno costruito il mio presente. A 20 anni vivi con l’illusione e la speranza che solo a quella età puoi avere e allora ti butti, dormi in macchina, fai il cameriere e hai le prime grandi gioie quando arrivano i primi provini superati. Ricordo che quando facevo il cameriere rientravo alle 2 di notte ma alle 8 ero pronto e sveglio per andare con la mia vespa ad affrontare una nuova giornata in accademia. Giorni duri e stancanti che oggi ricordo con un piacere immenso perché è sempre stato un progredire che mi ha dato tante soddisfazioni. ”

Orgoglioso di aver sudato per arrivare al successo?

“E’ stato un percorso canonico perché non ho avuto successo a 20 anni per caso grazie al boom di un film. Me lo sono conquistato pian piano facendo piccoli passi dall’accademia di arte drammatica al diploma, da una piccola parte fino a trovarmi protagonista prima in teatro, poi al cinema. Un tragitto in salita anche fortunato e gratificante che credo di essermi sudato.”

Mentre in Tv ti si vede a “Tutti Pazzi per Amore” sei impegnato a Venezia sul set internazionale di “The Tourist” con nomi veramente importanti del cinema.

“Si sono su questo set che è veramente una macchina internazionale pazzesca con attori che sono mostri sacri. L’altra sera ero in una stanza con Daniele Pecci e Giovanni Guidelli e c’erano Johnny Deep, Angelina Jolie, Timothy Dalton, Steven Berkoff (già in "Barry Lindon") e Paul Bettany (già in "Dogville" e "A Beautiful Mind") con un resto dello staff pieno di premi oscar. Una macchina lavorativa enorme rispetto alle nostre produzioni italiane.”

In questi grandi progetti c’è modo e tempo di instaurare anche rapporti personali?

In questi grandi progetti c’è modo e tempo di instaurare anche rapporti personali?

“Purtroppo è un po’ il rischio a cui si va incontro sebbene io cerchi di mantenere a galla anche dei rapporti umani. In questi casi fai un’ora di ritardo e sono centinaia di milioni di dollari persi. C’è una pressione sicuramente maggiore dovuta anche all’investimento economico che riduce un po’ il tempo di potersi scoprire e vedere. Sono esperienze diverse che però, in quanto diverse, mi attirano.”

Esperienze diverse proprio come quella provata interpretando Adriano di “Tutti Pazzi per Amore 2”. Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo comico?

“Mi piace la commedia e credo di avere una mia ironia. Preferisco le commedie di situazione come “Quattro matrimoni e un funerale” o “Full Monty” più che la battuta di comico in sé. Ho sempre cercato di farne parte ma a differenza del teatro dove ho potuto sperimentarmi in questa veste, dalla Tv o dal cinema non ho mai ricevuto proposte. Quando è arrivata la proposta scritta da Ivan Cotroneo per la regia di Riccardo Milani non ci credeva nessuno e l’80% mi definiva un pazzo ad accettare ma mi sono talmente innamorato di questo personaggio, un nerd strano fuori dal mondo che parla quasi in modo autistico riguardo ai volatili, che mi ha subito conquistato. Ho sempre scelto in questo modo aldilà del fattore commerciale e dalla carriera. In “Tutti Pazzi per Amore” c’è inoltre un cast pazzesco a livelli altissimi che ti toglie ogni paura ma aiutano a far bene. Non si può avere paura a lavorare con bravi attori.”

Come ti sei calato nei panni di questo strambo ornitologo?

“Era una scommessa. La prima settimana è stata difficile perché poteva esser un rischio, un flop. Magari lo è lo stesso però l’obiettivo era non esser una nota stonata nello spartito di “Tutti Pazzi per Amore” o meglio lo è, volutamente. Ci abbiamo pensato molto perché era il personaggio nuovo e tutti erano un po’ preoccupati. I dirigenti Rai sono venuti sul set il primo giorno di girato per vedere come mi avevano combinato, come parlavo. Io però ci credevo, quanto ci ho creduto nell’interpretare Caravaggio, perché se inizia a sentirti buffo e strano è finita. Non ci credi più e non ci crede nemmeno il pubblico che guarda.”

Ci sarai anche in una eventuale terza stagione di “Tutti Pazzi per Amore”?

“Non credo. La sua storia si estingue in questa secondo e finisce lì. Credo ritornerà nelle sue montagne..”

In futuro proseguirai su questa strada o ritornerai a progetti più drammatici?

“Finché arrivano testi e personaggi scritti bene io prendo sempre in considerazione dramma, tragedia e commedia.”

Quale rapporto ha un attore con i dati d’ascolti delle produzioni a cui ha partecipato?

“E’ sempre molto singolare. Ovviamente non si può fregarsene. Goudar diceva che il cinema è fatto di due cose: schermo e platea e bisogna riempirli entrambi perché anche se fai un bel cinema ma la platea è vuota, il cinema non esiste. Per la televisione è uguale, se fai un progetto con le tasse degli italiani, in questo caso Rai e non lo guarda nessuno, che scopo ha? Certo che mi interessa l’audience ma in primis mi interessa la qualità e se la qualità inficia un po’ l’ascolto non importa altrimenti si va a fare i reality, si ha un grande successo ed è inevitabile averlo. Ho fatto dei film come “Viaggio segreto” da Roberto Andò, “Quando sei nato non puoi più nasconderti” di Marco Tullio Giordano o “Arrivederci Amore Ciao” che pur non avendo avuto il successo de “La bestia nel cuore” o de “I cento passi” sono super orgoglioso di avere fatto. Tutto sommato questa seria va bene ma non è che fa il 40% di share. Va bene, punto. Mi fa piacere che ci sia una nicchia così differente dalla comicità italiana, coraggiosa oserei dire. Vuol dire che quello che visto io in questa fiction lo vedono altri 5 milioni di telespettatori e non è poco. “

Come si reagisce invece alla notizia che un certo tipo di prodotto possa esser superato da programmi più leggeri come i reality show?

“E’ un discorso complesso ed è ovvio che ti chiedi come possono certi programmi arrivare a 7 milioni visto che tu non ne seguiresti nemmeno un minuto. Ci si fa delle domande senza però arricciare il naso e considerare caproni chi vede certi tipi di trasmissione. Oggi siamo nel mondo del reality, la tv è cambiata e l’Isola dei famosi o il Grande Fratello fa parte del nostro tessuto sociale e in quanto tale vanno studiati e capire perché la gente lo guarda. Io francamente ancora non ho capito il perché, però ti assicuro che non do giudizi anche se ovviamente non è una cosa che farei, ci mancherebbe. Non è un tipo di televisione che seguo però è sbagliato giudicare uno schifo la Tv. La Tv può essere Piero Angela, Geo&Geo, Perlasca ed è sbagliato ghettizzarla.”

A quali personaggi della tua carriera sei più legato?

“Credimi che quando scegli di esser un personaggio lo ami nel suo profondo difendendolo come un figlio. Inevitabilmente Matteo Carati (ne La Meglio Gioventù) mi ha dato veramente tanto. Lo stesso Florian Henckel, con cui sto lavorando in The Tourist, mi ha preso perché aveva visto La Meglio Gioventù. Gli serviva un poliziotto e mi ha scelto vedendomi in quel ruolo. Un altro personaggio a cui sono legato, a prescindere dal successo, è Giorgio Pellegrini, il protagonista di “Arrivederci amore ciao”. Uno che ammazza, stupra, subdolo per cui ho dovuto fare un difficilissimo valore togliendo ogni briciola della mia etica per entrare nella visuale di quell’uomo. Il terzo è assolutamente Caravaggio, un personaggio che mi ha preso nelle viscere. Era la prima volta che interpretavo una persona realmente esistita. Ci sono voluti mesi per uscirne.”

Come è stato ”diventare” Caravaggio?

“Ho passato mesi a guardare tutti i quadri, legger libri, sono andato a scuola di spada pesante, ho fatto lezioni di pittura. Grazie alla fotografia, ai truccatori e al regista sono entrato in quel mondo da cui facevo fatica ad uscirne. Mi faceva strano vedermi in jeans e scarpe da ginnastica. In quel periodo ero un po’ più Caravaggio che me e quando abbiamo finito di girare per un anno ho cercato di prenderne le distanze.”

Tra cinema, teatro e tv cosa dove ti vedremo prossimamente?

“Fra poco uscirà in distribuzione“Sinestesia”, opera prima di Erik Bernasconi, mentre ora sto prendendo in considerazione qualcosa in televisione o in teatro. Sono progetti ancora ufficiosi senza firma, quindi si vedrà.”

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