Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti colpito al volto con un bastone a Milano

Ennesima aggressione per l'inviato di Striscia la Notizia.

Ennesima aggressione per Vittorio Brumotti, il campione di bike trial e inviato di Striscia la Notizia che, dal 2017, attraverso i suoi servizi, documenta le attività di spaccio nelle principali città italiane, partecipando, quindi, attivamente alla lotta contro la criminalità organizzata.

Durante la realizzazione di un nuovo servizio a Porta Venezia, a Milano, Vittorio Brumotti è stato colpito violentemente al volto con un bastone. L'aggressione è avvenuta durante la giornata di ieri, sabato 23 maggio 2020, in pieno pomeriggio.

Dopo l'aggressione, i Carabinieri e il 118 sono intervenuti sul posto. Vittorio Brumotti, successivamente, è stato trasportato all'ospedale Niguarda, in codice verde.

Tramite un video pubblicato sui canali social ufficiali di Striscia la Notizia, Brumotti ha rassicurato tutti circa le proprie condizioni di salute, manifestando la volontà di proseguire con i suoi servizi di denuncia:

Amici di Striscia, sto bene. Oggi è andata un po' così... Mentre documentavo l'ennesimo spaccio in pieno centro di Milano, fiumi di cocaina, dove ho documentato quasi 70 spacciatori che vendono morte sotto gli occhi di tutti, ad un certo punto, hanno iniziato a lanciare pietre, bottiglie e per far sì che nessuno si facesse male, mi sono allontanato ma si sono organizzati e sono arrivati di colpo, rubandomi l'attrezzatura, prendendo il mio bastone, spaccandomelo sulla mascella. Per fortuna, sono fatto di vibranio e sto bene... Hanno cercato di intimorirmi ma andiamo avanti, andremo avanti perché la droga è una m*rda. Sto bene, ragazzi, ci vediamo tra qualche giorno in tv.

Sul sito di Striscia, si trovano altre dichiarazioni di Brumotti:

Mi hanno colpito al volto in modo violento. Mi sono spaventato parecchio. L’aggressione è stata molto violenta e per qualche minuto ho perso conoscenza. Ma per fortuna adesso sto bene. Le forze dell’ordine e gli operatori sanitari sono immediatamente intervenuti e mi hanno portato all’ospedale Niguarda. Voglio rassicurare tutti: sto bene e ho firmato per tornare a casa. Hanno provato ancora una volta a intimidirmi, ma anche questa volta non mi fermeranno.

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