MasterChef Spagna, concorrente sfida la giuria e viene espulsa: la dimostrazione che il cast è tutto (video)

MasterChef Spagna 8 cerca di risollevarsi con un cast eccessivo (e ci lascia le penne…).

L’ottava edizione di MasterChef Spagna scatena polemiche in patria: nella quarta puntata, in onda lo scorso 4 maggio, una concorrente ha presentato ai giudici, al termine del Pressure Test, una pernice cruda, ancora da spennare, adagiata su un letto di non si capisce bene cosa – ma dalla forma e dal colore alquanto evocativo – e con tre pomodorini spiaccicati sopra. Non una forma di protesta animalista – altrimenti a MasterChef sarebbe bene non presentarsi – ma una protesta per il poco tempo a disposizione (20′) per pulire il pollame, cosa che le faceva ribrezzo, e realizzare una ricetta utile a evitare l’eliminazione.

Per tutta risposta la concorrente, che risponde al nome di Saray, ha ricevuto un sonoro rimbrotto dallo chef Jordi Cruz – da sempre in giuria con i colleghi  Pepe Rodríguez e Samantha Vallejo-Nágera – cui la concorrente ha risposto beffarda e sfrontata, condotta non nuova a vedere estratti del programma diventati virali in patria. Ristultato: è stata espulsa. E potete rivedere tutta la – irritante, ve lo dico – sequenza nel video di apertura. Al netto della conoscenza dello spagnolo, espressioni e tono delle risposte sono assolutamente comprensibili.

Lo sfogo di Cruz è stato soprattutto una presa di coscienza per il programma, ancor prima di essere un rimprovero per una concorrente che, evidentemente, non ha mai avuto molto a che vedere con MasterChef. E che ha fatto di tutto per sfidare la giuria in tutta la puntata, come testimoniano alcuni video del programma (“Amico ascoltami, non mi sembra giusto come mi stai trattando. Che fai, mi cacci?” dice al giudice Cruz al termine della Mystery Box).

“Mai mi ero trovato in una situazione del genere in otto anni di programma”

ha sbottato, sia pur mantentendo la calma, lo chef  rivolgendosi a Saray (e al cospetto della pernice cruda).

“Presentarti qui con una pernice morta, in questa maniera, non è solo una mancanza di rispetto nei miei confronti, ma lo è nei confronti dei tuoi compagni, che hanno avuto il tuo stesso compito e il tuo stesso tempo e sono riusciti a portare a termine la prova. E’ una mancanza di rispetto verso i 28.000 aspiranti concorrenti che si sono presentati ai provini e hanno provato con tutte le loro forze a entrare nel programma. Qualsiasi siano le tue ragioni non hai giustificazioni”.

Ma è qui che il discorso del giudice si fa più ricco di contenuti tv:

“La verità è che abbiamo sbagliato noi. Ha sbagliato il programma a sceglierti, a puntare su di te. Penso che farti entrare sia stato il più grande errore di sempre nella storia del programma”.

Una presa di coscienza – o un’accusa, come volete vederla – molto precisa da parte del giudice, che decide così di eliminare la concorrente e di fatto mettere in discussione il casting e un’edizione che evidentemente ha preferito mettere in gioco personaggi utili allo scontro, alla polemica, ai contrasti, piuttosto che alla cucina, vero cuore del programma. Un fenomeno vissuto anche da MasterChef Italia nelle edizioni più recenti – anche se non a questi livelli esasperati, a mia memoria – che però è tornato proprio con l’ultima edizione a recuperare un equilibrio perfetto nella costruzione della classe, sì varia ma unita nell’avere tutti  concorrenti rispettosi e davvero motivati.

Ma chi è Saray?

Ad aver colpito il pubblico a casa, ed immaginiamo anche il casting, è la sua difficile storia: oggi assistente sociale di Cordoba, di origini gitane, ha raccontato ai provini, tra le lacrime, di non essere mai stata davvero accettata dai suoi fratelli per la sua transessualità, tanto da averle negato di vedere i suoi nipoti. Una storia triste, che la far star male, di cui dice di non voler parlare, ma che diventa il momento clou del suo provino.

 

Sostenuta dalla madre, ha ottenuto il grembiule bianco ed è entrata in MasteClass, anche se non è un volto del tutto sconosciuto al pubblico televisivo. Ha infatti partecipato nel 2017, a 24 anni, alla terza edizione della versione spagnola di Matrimonio a Prima Vista, su Antena 3: all’epoca non aveva ancora iniziato la sua transizione e si chiamava ancora Jesus Carrillo, si ritrovò a sposare Jesús Macías, ma i due non confermarono neanche il matrimonio, optando subito per il divorzio.

Una storia senza dubbio intrigante, anche mediaticamente stuzzicante, che deve aver spinto il casting a sceglierla. Ma il carattere sopra le righe di Saray non ha tardato a manifestarsi: in un paio di settimane fa, infatti, Saray aveva mimato un accoltellamento alle spalle di Jordi Cruz durante un’esterna, subito notato da Twitter. Non proprio un bel modo di affrontare il programma…

 

Nella prima prova della puntata incriminata, invece, Saray si era presentata all’assaggio con quattro biscotti quattro e un frullato: ben poco per una Mystery, da 90′, in cui si chiedeva di realizzare un dolce a base di frutta che ricordasse l’infanzia e le loro prime mosse in cucina. La giuria l’ha ripagata mandando al Pressure Test per direttissima. Giuria verso cui aveva avuto parole poco carine per tutta la durata della prova nei vari confessionali registrati. Dopo una serie di cambi di umore, di scontri con altri concorrenti, si arriva alla prova finale: ciascun concorrente deve scegliere una scatola chiusa tra quelle a disposizione, differenti per prezzo che varia dai 5 ai 55 euro. Maggiore il prezzo, maggiore il pregio. Il tempo per realizzare una ricetta viene assegnato dal migliore dell’Esterna a scatola chiusa. Saray riceve il tempo minore a disposizione, 20′ – il suo atteggiamento non piace ai colleghi – e si ritrova nella scatola una pernice da pulire, come successo al collega che ha scelto identica scatola. E non ha fatto storie.

Lei invece inizia a dire di non voler cucinare. Fa cuocere due funghi, li trita, ne fa una purea da versare come base al piatto. Punto.

“Non esiste: non mi metterò a spiumare un uccello come se fossi un cane” ha detto poi in un’intervista. Ignorati i suggerimenti del giudice Fernandez che nel corso della prova le ha consigliato di non presentarsi con quella pernice intera all’assaggio, Saray ha voluto sfidare tutti. E ha ovviamente perso. Con lei, il programma.

La scena andata in onda lo scorso lunedì e soprattutto le parole di chef Cruz però sono una cartina al tornasole dell’importanza del casting per la storia, l’immagine, la filosofia di un reality/talent. MasterChef Italia 2020 ne è stata la dimostrazione, come detto più volte nel corso dell’edizione: la correzione di rotta rispetto al passato ha portato alla migliore edizione di sempre (tolta quella saporitissima e genuina dell’esordio) grazie a un cast di concorrenti misuratissimo e interessante e a una tripletta di giudici davvero equilibrata. In questo genere di programma c’è una parola d’ordine: rispetto. Rispetto per il format, innanzitutto, in primis da parte di chi lo scrive e di chi lo realizza. Il resto viene da sé. E va detto che anche MCI stava prendendo una brutta strada, votata più ai ‘casi umani’ che alla cucina. Per fortuna – anche se la fortuna non c’entra molto, visto che si tratta di scelte consapevoli – qualcuno ha deciso di cambiare rotta e tornare alle origini, dando il via a una delle migliori stagioni di sempre.

Se l’obiettivo di MasterChef Spagna 8 – che ricordiamo è prodotto da Shine Iberia ed è in onda su RTVE – era quello di far parlare di sé c’è sicuramente riuscita: ma oggi non conta solo che se ne parli, ma anche come. A leggere il resoconto della puntata sul sito ufficiale del programma direi che non ci riscontrano segni di pentimento, anzi si tende a ‘giustificare’ la concorrente “che non ha retto lo stress e ha voluto lasciare il programma con ‘stile’“. Del resto una situazione del genere in Spagna non è del tutto nuova: il pubblico – e anche qualcuno in balconata – ricorda ancora la patata cruda a forma di testa di leone presentata da tale Alberto, nella terza stagione, fatta per ‘protestare’ contro i giudici che gli avevano detto che mancava di carattere. Fuori anche lui.

Consigliamo agli amici spagnoli una telefonatina ai colleghi italiani.

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