Coronavirus e tv: garantite informazione e approfondimento, ma non private il pubblico (persino) del Grande Fratello

Mediaset cancella tre trasmissioni di intrattenimento e trasforma Rete 4 in un all-news: anche nei momenti così difficili per un Paese servono leggerezza ed evasione

Essere passati in una settimana da #MilanoNonSiFerma a #IoRestoACasa ha palesato la confusione che il coronavirus ha generato a più livelli. Il discorso, infatti, non riguarda solo i mezzi di comunicazione, ma anche gli scienziati ai quali in queste ore ci rivolgiamo con un sentimento misto di speranza e preoccupazione.

La frase "è solo poco più dell'influenza stagionale", riportata su Facebook dalla direttrice di Microbiologia clinica dell'ospedale Sacco, Maria Rita Gismondo, agli inizi (per l'Italia) dell'emergenza sanitaria e la conseguente polemica a distanza con il virologo Roberto Burioni, è un alibi perfetto (e francamente sacrosanto) per chi in queste settimane ha fatto informazione su un virus sconosciuto ai più oscillando tra allarmismo e ingiustificato ottimismo.

Il paradosso si è palesato quando l'informazione televisiva (ma anche quella online e cartacea) è stata accusata dalla gente comune, ma non solo, prima di essere inutilmente sensazionalistica (andate a leggere i commenti social al servizio trasmesso giovedì scorso da Piazzapulita, quello girato nel reparto di terapia intensiva), poi di aver sottovalutato la questione (dalle campagne pro ristoranti cinesi al consumo in favore di camera del biscotto della fortuna), quindi di aver generato il panico diffondendo la bozza del nuovo decreto, reso definitivo e pubblico solo nella notte tra sabato e domenica.

Ecco, domenica. Da domenica 8 marzo le cose sembrano essere cambiate, anche grazie al contribuito dei social (attraverso i quali personaggi popolari, influencer ed esperti hanno lanciato campagne ad hoc). La televisione si è trasformata in un enorme megafono per veicolare un messaggio ed uno solo (la chiarezza, finalmente!): state a casa.

Mediaset poco fa ha annunciato la sospensione temporanea di programmi come Domenica Live di Barbara d'Urso, La Repubblica delle donne di Piero Chiambretti e di Verissimo di Silvia Toffanin e la scelta di prevedere su Rete 4 appuntamenti in diretta sull'attualità sette sere su sette.

La decisione immaginiamo sia legata alla necessità di tutelare in primis i lavoratori dell'azienda (a maggior ragione dopo il caso di positività di Nicola Porro e quello nella redazione de Le Iene) che in Cologno Monzese ha la sua sede principale, ma è chiaro che, stravolgendo il palinsesto, rischia di costringere* il pubblico ad un'offerta ansiogena e monotematica.

Insomma, attenzione a trasformare una rete generalista come Rete 4 in un all news e, soprattutto, ad eliminare dalla programmazione di Canale 5 le occasioni di evasione, le boccate di ossigeno e i momenti di leggerezza. Importanti, per non dire fondamentali, in una fase così delicata e incerta come quella che stiamo vivendo.

Insomma, garantite informazione e approfondimento, allargate gli spazi di attualità in diretta, tutelate giornalisti, dipendenti e collaboratori, ma non private il pubblico del Grande Fratello**.

*siamo consapevoli che parlare nel 2020 di palinsesti fissi come se gli utenti non avessero decine di possibilità di crearsene con modalità e tempi personalizzati sia un errore, ma è un modo per sintetizzare il concetto.

** Il Grande Fratello è un esempio estremo e volutamente provocatorio, ma vanno benissimo anche trasmissioni di intrattenimento di qualità come Amici o Il Commissario Montalbano.

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