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Lizzie McGuire il revival a rischio mostra la crisi d’identità del progetto Disney+

High Fidelity, Love, Simon, Lizzie Mcguire tre indizi fanno una prova e mostrano una crisi d’identità della neonata piattaforma Disney+

Disney+ sta arrivando in Italia e in molti altri paesi d’Europa. Già da qualche giorno è possibile abbonarsi per un anno con uno sconto di 10 euro rispetto all’offerta, se ci si abbona entro il 23 marzo, giorno precedente al debutto della piattaforma, si paga solo 59,99€ invece di 69,99 € per avere la visione di Disney+ fino al 24 marzo 2021. Negli Stati Uniti tutto sembra andare per il meglio con circa 26 milioni di abbonati e l’ottimo riscontro di The Mandalorian la serie di Star Wars tra le prime rilasciate. In apertura trovate il trailer italiano della serie che come l’altro atteso prodotto High School Musical: The Musical: The Series, saranno rilasciati a cadenza settimanale dal 24 marzo.

Disney+ è stata fin da subito presentata come una piattaforma di streaming familiare, capace di riunire in uno solo spazio il meglio di Disney, Marvel, Pixar, 20th Fox, National Geographic, Star Wars. Il punto focale però è l’aggettivo familiare, perchè familiare vuol dire prodotti destinati a tutta la famiglia e che non presentino divieti, insomma su Disney+ non c’è bisogno del parental control.

L’entusiasmo per uno spazio in streaming targato Disney ha subito portato i vertici della società ad accettare progetti legati a prodotti famosi e ben identificati nell’immaginario delle diverse società che fanno parte del gruppo. Ecco così annunciato un progetto di revisione di High Fidelity film con John Cusack e romanzo di Nick Hornby da adattare in una serie tv con Zoe Kravitz, una commedia romantica con una protagonista circondata dalla musica. Ma non appena il progetto ha iniziato a prendere forma è apparso evidente come non fosse così tanto familiare e subito sono corsi ai ripari spostandolo su Hulu, piattaforma di streaming entrata a far parte del gruppo Disney e dai contenuti più maturi.

In casa Disney hanno poi pensato a una serie tv legata al film Love, Simon (Tuo, Simon in italiano), un racconto di crescita e scoperta della propria sessualità. L’idea era quella di realizzare una sorta di seguito con un nuovo protagonista, Victor (Michael Cimino) alle prese con una nuova scuola, problemi a casa e la presa di coscienza della propria omosessualità. Il progetto ha iniziato a prender corpo finchè proprio in questi giorni è arrivata la notizia che la serie ha preso il titolo di Love, Victor e si è spostata su Hulu che la lancerà a giugno nel mese del pride LGBTQ e sta già lavorando a una seconda stagione. Anche in questo caso la motivazione è l’esplorazione di temi più adulti rispetto all’identità della piattaforma.

Nel frattempo, tra l’entusiasmo generale, Disney+ aveva annunciato il ritorno di Lizzie McGuire, popolare serie dei primi anni 2000 di Disney Channel su una ragazza i cui pensieri venivano esternati da una sua versione animata. Tutto sembrava perfetto per Disney+ peccato che l’idea era quella di riprendere Terri Minsky, vecchia autrice dello show, e la protagonista Hillary Duff creando un sequel piuttosto che un remake o reboot. L’idea era raccontare Lizzie oggi trentenne a New York tra nevrosi e problematiche contemporanee.

Dopo i primi due episodi girati Minsky è stata licenziata per divergenze creative e da quel momento la produzione è in pausa al punto che quando è uscita la notizia di Love, Victor su Hulu Hillary Duff ha postato una storia su Instagram pubblicando la notizia con la scritta “mi ricorda qualcosa”. Ufficialmente Lizzie McGuire non è un progetto cancellato da Disney+ stanno semplicemente rivedendo le sceneggiature anche se ancora non c’è uno showrunner.

Minsky a Variety ha spiegato come “l’ideale sarebbe uno spostamento su Hulu per fare lo show che volevano fare“. Sembra che Hillary Duff non sarebbe molto contenta delle decisioni prese da Disney. L’attrice e l’autrice ormai non più parte del progetto, volevano una versione adulta dello show, mentre Disney è  in cerca di un prodotto più familiare e più vicino alla versione originale.

Secondo la ricostruzione di Variety inizialmente i dirigenti Disney avevano accettato volentieri la proposta di Minsky-Duff ed erano sul set durante le prime riprese. Poi a gennaio Duff è andata in Luna di Miele in Mozambico e al suo ritorno ha scoperto attraverso Variety che Minsky era stata licenziata, senza che nessuno li avesse avvertiti prima. Il cast, compreso Robert Carradine e Adam Lamberg, i membri della produzione e gli sceneggiatori sono in un limbo in attesa di una direzione definitiva.

Tre indizi fanno purtroppo una prova. Disney+ è in crisi d’identità. A livello locale ma anche a livello globale. Perchè prodotti come High Fidelity o Love, Victor su Disney+ avrebbero avuto un rilascio globale ovunque la piattaforma fosse presente, mentre ora devono essere distribuiti e rivenduti considerando che Hulu non è presente in altri paesi. Quindi se negli USA l’offerta combinata Disney+/Hulu aiuta a raggiungere tutta la famiglia e non solo, in Europa la sola Disney+ risulta una proposta monca, rivolta a bambini e famiglie, in cui solo il mondo Marvel con i suoi legami tra film e future serie tv sembra poter dare una spinta ulteriore all’offerta.

Il tutto sembra ancora più curioso perchè all’interno di Disney+ saranno presenti le 30 stagioni de I Simpson, decisamente poco familiari per quanto animate. Disney+ sembra aver bisogno di trovare una propria strada capace di andare oltre l’accumulo di titoli da supermarket cinematografico e televisivo e oltre il ricordo del passato.