X Factor 2019, Alessandro Cattelan: "Finalmente partecipo alla genesi di ciò che viene deciso. Il programma si è arricchito" (VIDEO)

Il nuovo ruolo da creative producer, l'evoluzione del talent show e i ricordi del conduttore pronto a tornare per la tredicesima edizione in onda dal 12 settembre su Sky Uno.

E' un Alessandro Cattelan sorridente, carico e più che motivato per affrontare quella che per lui non sarà un'edizione di X Factor come le altre. Oltre la conferma del ruolo di conduttore del talent show di Sky Uno (di ritorno dal 12 settembre) per il nono anno consecutivo, da questa stagione l'impronta Cattelan sarà più incisiva per la buona riuscita della tredicesima edizione, infatti entrerà a far parte della squadra degli autori come creative producer dello show.

Proprio in apertura dell'intervista realizzata per il canale youtube del programma, lo speaker radiofonico di Radio Deejay commenta - tra il serio e il faceto - il suo nuovo compito :

E' un ruolo che non credo che esista, credo solo l'abbiano inventato per prendermi in giro e solo per farmi partecipare alle riunioni però è bello perché dopo tanti anni partecipo a quella che è la genesi di tutte le cose che poi vengono decise. L'importante è partecipare.

Fra le domande a raffica poste al conduttore, gli viene chiesto con quale giudice lavorerebbe se lui fosse un concorrente, la risposta è inizialmente diplomatica:

Ci sarebbe un buon motivo per lavorare con tutti. Con Mara perché fa sempre ridere, con Sfera Ebbasta perché ha un genere che mi piace, con Malika perché è quella raffinatezza che rappresenta un altro tipo di musica che mi piace ascoltare e Samuel perché rappresenta un genere con la quale sono cresciuto - per poi abbandonare la via democristiana - Se ne devo scegliere uno: Samuel, fratellanza piemontese.

Nove edizioni

non sono certo bruscolini, ma quante assegnazioni e quanti annunci sono passate nelle decine di live show condotti:

L'assegnazione più bella che mi ricordo è quella di Antonella Lo Coco (quinta edizione: 2011, ndr) quando ha cantato Total Eclipse of the heart perché è stata una delle prime esibizioni con una coreografia, è stato l'inizio di una nuova era.

La storia di X Factor è stata segnata anche dalle stranezze dei giudici passati per quel tavolo. Si sono sbizzarriti, hanno dato vita a scelte spesso discutibili e assurde. Una in particolare è rimasta impressa al ricordo di Cattelan:

Un paio d'anni fa Manuel Agnelli ha dato L'Italiano di Toto Cutugno, però non so se è vero. Nel caso fosse vero sarebbe più assurda che io abbia mai visto.

E a questo punto ci permettiamo (giocosamente, s'intende) di rinfrescare la memoria: l'assegnazione della quale parla Cattelan è realmente avvenuta ma con una differenza importante. Siamo nel sesto live della nona edizione (26 novembre 2015) quando l'allora giudice Elio affidò al suo talento Davide Sciortino (in arte Shorty) proprio il brano di Cutugno con questa motivazione: "Perchè ridere di una canzone che è arrivata seconda al Festival di Sanremo e che ha venduto milioni di copie?".

In un immaginario album dei ricordi il conduttore ha così tracciato quella che a tutti gli effetti è un evoluzione del talent show da quando è entrato in Sky, nel 2011:

Sono cambiate un po' di cose. Il programma si è arricchito, si è smaliziato. Abbiamo capito ogni volta di più quali sono le cose che potevano funzionare a impatto visivo anno dopo anno. Se ripenso al primo anno sembrava più una cosa casereccia, però aveva il suo bello.

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