Pierluigi Diaco a Blogo: "Torno in Rai con Io e te per fare una tv civile" (VIDEO)

Il giornalista ai microfoni di Blogo: "Avevo 18-19 anni quando entrai in Rai, ero un ragazzino presuntuoso. Non ero pronto. Ora ho capito che bisogna giocare di squadra"

"Sono entrato in Rai che avevo 18-19 anni, ero un ragazzino abbastanza presuntuoso, appassionato, ma ancora non con la maturità di far gioco di squadra. Giocavo da solo. Non ero ancora pronto. Ora torno con questa maturità: gli errori fatti, le esperienze fatte in radio e tv, mi hanno fatto capire che Io e te funzionerà se sarà un gioco di squadra". Così Pierluigi Diaco presenta ai microfoni di Blogo il programma che prende il titolo dal brano Come nelle favole di Vasco Rossi con il quale torna in Rai a distanza di alcuni anni (la sua ultima volta da conduttore risale a Unomattina estate nel 2010). Accanto al giornalista e speaker radiofonico (RTL 102.5) nella tramissione in onda su Rai1 dalle ore 14 a partire da lunedì 17 giugno ci saranno, non a caso, Sandra Milo ("la regina dei sentimenti") e Valeria Graci ("la regina dei sorrisi"). L'idea è di raccontare "le storie d'amore over 70", ma anche di ospitare "faccia a faccia con i principali esponenti del costume italiano". Come mai la scelta di non occuparsi di attualità politica?

Non credo che l'attualità e la politica possano interessare il grande pubblico di Rai1, mentre il costume è un genere giornalistico che abbraccia tanti argomenti. I sentimenti, gli amori, le gioie, le passioni, i mondi interiori sono i temi che gli italiani sentono di più.

Nelle intenzioni di Diaco c'è una "tv distesa, rilassata, civile senza confronti accesi e liti", ma con "un vocabolario che sia il più rispettoso possibile". A proposito delle numerose polemiche (politiche e non) che hanno anticipato la definizione del palinsesto estivo del daytime di Rai, il giornalista ha spiegato:

La Rai è come l'Italia. Bellissima, ma piena di contraddizioni. Io guardo sempre il bicchiere mezzo pieno: ho trovato un gruppo di lavoro molto motivato, a partire dal direttore Teresa De Santis.

In apertura di post il video integrale dell'intervista.

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